L’amido e le sue applicazioni

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Molto apprezzato dall’industria alimentare e farmaceutica, l’amido è stato riscoperto dalla cosmesi moderna per un’efficace detersione naturale e biologica, rispettosa anche dell’ambiente.detersione della cute

All’interno della cellula vegetale, dispersi nel citoplasma, si trovano gli organuli citoplasmatici; tra essi vi sono gli amiloplasti, i quali accumulano amido trasformandosi in granuli dopo saturazione. In parte la sostanza è utilizzata per lo sviluppo della pianta, in parte si accumula in semi (es. cereali, fagioli, castagne), radici o rizomi (es. arrowroot, curcuma), bulbi e tuberi (es. patata, tapioca). È una polvere bianca fine, inodore e insapore, insolubile in acqua fredda, che si solvata in acqua calda (50° e 80°C) formando una massa gelatinosa. Esaminato al microscopio, l’amido è costituito da granuli di forma e di dimensioni caratteristiche, che permettono di risalire alla specie di appartenenza e ciò ha grande importanza per controllare le adulterazioni delle farine. Ogni granulo di amido presenta un punto centrale eccentrico detto ilo, la cui forma è variabile (rotonda, lineare, stellata) e rappresenta il primo inizio della deposizione dell’amido.

I granuli semplici sono indipendenti e si originano per deposizione degli strati intorno a un solo ilo; quelli composti risultano dall’aggregazione di più granuli semplici, che si vanno formando per deposizione intorno a più ili in uno stesso amiloplasto.

Il numero dei granuli semplici presenti in un granulo composto è estre­mamente vario nelle diverse specie (es. 4-100 nel riso e 300 nell’avena) riguardo alle dimensioni si va dai granuli dell’amido di patate che sono i più grandi, a quelli del mais, a quelli del riso che sono i più piccoli.

L’uso cosmetico

Ottimo eccipiente adoperato per le caratteristiche di colore, granulometria, innocuità, insolubilità, igroscopicità. Utilizzato dall’industria farmaceutica per la produzione di compresse, a causa delle proprietà adesive e filmogene, e nella preparazione di polveri aspersorie.

Per uso esterno, si preferisce l’amido di riso, per la fine granulometria, di mais o di frumento; tra gli altri, l’amido di patata è più ruvido al tatto, a causa delle maggiori dimensioni dei granuli.

Ben tollerato dalla pelle, grazie all’alto peso molecolare, si usa in polveri da aspergere sulla cute, poiché ha un’azione rinfrescante e lenitiva, assorbe bene l’acqua e poco i grassi, pertanto è indicato in caso di forte sudorazione, allo scopo di tenere la pelle morbida e asciutta.

Si usa preferibilmente al posto del talco, che ha, infatti, un notevole potere assorbente per gli oli quasi nullo per l’acqua, non è adatto a essere impiegato su abrasioni o su pelle irritata e può essere pericoloso, soprattutto nel bambino, se inalato accidentalmente, poiché si accumula nelle vie respiratorie.

L’amido è impiegato nella formulazione di paste, emulsioni e creme idratanti, in tutti quei prodotti destinati a pelli sensibili, facilmente arrossabili e nella paido-cosmesi (baby care), nella formulazione di shampoo delicati per capelli, allo scopo di aumentarne la tollerabilità cutanea, o di shampoo secchi, per evitare di bagnare il cuoio capelluto, infine, si usa nel make-up, al posto della cipria. Nonostante le svariate proprietà, sono stati realizzati amidi modificati, per migliorare i caratteri dell’amido naturale impartendogli ulte­riori prerogative. Le modificazioni sono effettuabili sui gruppi ossidrilici (ossidazione, esterificazione, eterificazione) mentre i ponti possono esser idrolizzati ottenendo amidi depolimerizzati.

Le modifiche condotte direttamente sui granuli sono la reticolazione e le sostituzioni idrofobiche: la prima permette di ottenere prodotti con una maggior resistenza allo shear e che rigonfiano, liberando amilosio e amilopectina a temperature molto più alte rispetto all’amido naturale; le sostituzioni conferiscono la capacità di assorbire l’olio e l’idrorepellenza.

Il prodotto più noto è l’amido/alluminio ottenilsuccina­to (INCI aluminum starch octenylsuccinate), che abbina moderate proprietà astringenti dell’alluminio a quelle emol­lienti, tipiche dell’amido. Si usa tal quale, in polvere o disperso in unguen­ti, creme A/O e O/A ove determina una sensibile riduzione della oleosità dei preparati.

Utilizzato da molti anni come texturizzante in emulsioni, polveri e tensioliti, per la capacità di ridurre la sensazione di untuosità in emulsioni A/O e in sistemi anidri, poiché migliora scorrevolezza e stendibilità.

Altri derivati interessanti sono corn starch modified, migliore per scorrevolezza e idrorepellenza in cui l’alluminio è sostituito dal calcio, e tapioca starch, un amido idrofilo utilizzato in sistemi idroalcolici, polveri ed emulsioni come sostituto del talco.

Principali tipi di amido impiegati in cosmesi

Tipi INCI EU Funzione
Amido di avena Avena sativa starch Additivo reologico
Amido di fagioli Phaseolus vulgaris starch Additivo reologico
Amido di frumento Triticum vulgare starch Assorbente, additivo reologico
Amido di mais Zea mays starch Assorbente, additivo reologico, agglomerante
Amido di patata Solanum tuberosum starch Assorbente, additivo reologico
Amido di riso Oryza sativa starch Assorbente, legante, additivo reologico, volumizzante
Amido di tapioca Manihot utilissima starch Lenitivo, volumizzante

Composizione chimica dell’amido

La Ph. Eur. considera officinali per uso farmaceutico: l’amido di frumento, di riso, di mais e di patata. Esistono numerosi metodi per la produzione di determinati amidi, la procedura utilizzata dipende dalla materia prima. Dalle cariossidi di Triticum sativum (fam. Graminaceae) ridotte in farina, si ricava l’amido.

La farina si lascia macerare in acqua, si filtra e l’amido è separato per centrifugazione, essiccato e ridotto in polvere. L’amido di riso si ottiene dalle cariossidi di Oryza sativa (fam. Graminaceae), l’amido di mais si ottiene dalle cariossidi di Zea mais (fam. Graminaceae) e l’amido di patata si ottiene dai tuberi di Solanum tuberosum (fam. Solanaceae).

Dal punto di vista chimico, sebbene differisca per l’aspetto e per la dimensione dei granuli, l’amido presenta sempre caratteri e proprietà identiche. Appartiene al gruppo dei carboidrati ed è un polisaccaride i cui ato­mi sono organizzati in molecola D-glucosidica ripetuta linearmente o meglio un polimero di condensazione del glucosio per eliminazione di acqua fra unità glucosidiche.

È il principale polisaccaride di riserva dei vegetali, chimicamente è una miscela di amilosio e amilopectina, separabili per filtrazione.

L’amilosio è un polimero omogeneo lineare, avvolto su sé stesso per la presenza di legami 1-4 glicosidici di molecole di α-glucosio disposte a spirale, che formano una soluzione colloidale. È solubile in acqua, ma forma soluzioni instabili.

L’amilopectina è un polisaccaride ramificato costitui­to da molecole di α-D-glucosio legate con legame 1,4-α-glicosidico. Ha struttura ramificata, le cui catene laterali sono legate con legame α-1-6 glucosidico alla catena principale, si rigonfia, non si scioglie e costituisce la parte mucillagginosa della molecola. La struttura tridimensionale favorisce la formazione di ponti ed è proprio grazie alle ramificazioni, che è dovuta la proprietà gonfiante e gelificante dell’amido.

La detersione green

Con grande beneficio per la pelle, l’amido si impiega per detergere la cute in modo fisiologico, al posto dei tensioattivi comuni. È indicato per le pelli arrossate o atopiche del neonato, del bambino e dell’adulto per un bagno emolliente, idratante e lenitivo.

Per la vaschetta del neonato, la dose prevista è un cucchiaio di amido, mentre nella vasca da bagno dell’adulto sono necessari quattro cucchiai. Si applica tal quale aggiunto nell’acqua del bagno, poiché in acqua calda il granulo libera i polimeri che possono rigonfiare e agire da filmo­geni e viscosizzanti, quindi ci si immerge nella vasca.

Applicato sulla cute in dispersione acquosa, vi aderisce, non viene assorbito e forma uno strato protettivo. Poiché non si impiegano tensioattivi, dopo il bagno non è necessario il risciacquo, si esce dalla vasca e si tampona la pelle con un asciugamano morbido. Il beneficio, infine, c’è anche per l’ambiente, poiché a differenza dei normali tensioattivi, l’amido è totalmente biodegradabile.

Gemma Lunardi

Bibliografia

Maugini E, Manuale di botanica farmaceutica, 7-14, ed. Piccin 1988.

Proserpio G, Chimica e tecnologia cosmetica 2000, Le sostanze di base, I° volume, 60-61, 572-75, ed. Sinerga 1999.

Capasso F, Farmacognosia: botanica, chimica e farmacologia delle piante medicinali,114-15, ed. Springer 2011.

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