Microbiota, un elemento chiave per il benessere

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Prosegue la campagna Fingerprint Batterico di YOVIS – linea di fermenti lattici di Alfasigma – per divulgare l’importanza del microbiota intestinale, fondamentale per il benessere psico-fisico 

Yovis torna a divulgare l’importanza del microbiota: dall’equilibrio del microbiota intestinale, infatti, dipende in modo importante la salute psico-fisica dell’individuo.

Il patrimonio genetico del network di organismi che colonizza il nostro intestino, noto come microbioma, condiziona infatti attivamente diverse funzioni dell’organismo e influisce sulla salute in generale.

Nello specifico, il microbiota, oltre a contribuire alla corretta funzionalità intestinale, interviene in numerosi processi fondamentali al nostro benessere psico-fisico: ad esempio coopera con il sistema immunitario facendo da barriera contro i patogeni, incide in diverse funzioni metaboliche, sintetizza vitamine altrimenti carenti nella nostra dieta, rilascia molecole che contribuiscono al benessere intestinale e sembra addirittura poter incidere sull’umore dell’ospite.

La Professoressa Patrizia Brigidi, Docente di Biotecnologia delle Fermentazioni presso il Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche di Bologna, aggiunge: “Sempre più studiato e caratterizzato è il cosiddetto asse intestino-cervello, che si riferisce al ruolo che metaboliti prodotti dai batteri intestinali hanno su attività del sistema nervoso centrale, incluso regolazione dell’umore, stress e del senso di sazietà.”

Il microbiota è però un’entità plastica e dinamica, dunque soggetta a variazioni e alterazioni. Basti pensare che ognuno ha il suo microbiota, unico e inimitabile come un’impronta digitale, per questo chiamato fingerprint batterico, che cambia nel corso della vita, dall’infanzia all’età adulta, adattandosi alle necessità dell’individuo e rimanendo soggetto a moltissime variabili.

Ciò significa che le simbiosi possono cambiare in meglio, quando nuovi partner microbici offrono geni, funzioni e opportunità evolutive inedite ai loro ospiti.
Ma significa anche che l’equilibrio del microbiota intestinale può venir meno, ad esempio a causa di alimentazione scorretta, sedentarietà, stress o terapie antibiotiche, portando a uno squilibrio microbico noto come disbiosi, le cui conseguenze possono essere importanti.

Un microbiota alterato può avere un ruolo importante nell’insorgenza e nella progressione di una serie di patologie dismetaboliche quali obesità, diabete, disturbi cardiovascolari” – dichiara la Professoressa Brigidi “Ma anche in patologie neurodegenerative associate all’invecchiamento in salute, e a diverse malattie autoimmuni. Recenti studi evidenziano anche come un microbiota intestinale alterato possa impattare anche sulla risposta immunitaria al vaccino antiinfluenzale”.

Ricerca EMG-YOVIS: i risultati

Un altro tema importante dell’evento è stato rivelare la scarsa conoscenza degli italiani relativamente a queste tematiche, con l’indagine di mercato EMG-YOVIS i cui risultati sono stati presentati in anteprima all’evento YOVIS, e che ha fatto luce anche sull’approccio al mondo dei probiotici su un campione di 1.000 italiani.

Dalla ricerca si evince che, sebbene più del 77% degli intervistati affermi di sapere cos’è la flora batterica, davanti a concetti come microbiota e microbioma, in pochissimi sanno esattamente di cosa si tratti, anche leggendo la definizione (nello specifico il 40,2% conosce la definizione del termine microbiota e solo il 31% quella di microbioma).

Per quanto riguarda il fingerprint batterico, ossia l’impronta batterica che ci distingue da tutti gli altri individui rendendoci unici, la conoscenza del concetto è ben più labile.

Quasi la metà degli intervistati (49,5%), infatti, è erroneamente certa che ogni essere umano abbia gli stessi batteri intestinali e più del 75% degli italiani (il 75,7%) non ha mai sentito la definizione di fingerprint batterico.

Disbiosi e italiani – Definizione e cause

Quando poi si indaga su definizione e cause della disbiosi, la percentuale scende vertiginosamente.

Quasi l’88% degli intervistati, infatti, non sa cosa sia la disbiosi. Per quanto riguarda le cause, le infezioni intestinali sono viste come quella principale (dall’85,4%), seguite da dieta scorretta (84,1%), stress (82,2%) e intolleranze alimentari (79,6%).

Solo al 5° posto compare la voce “terapia farmacologica”, percepita come causa di disbiosi dal 78,7% degli intervistati e addirittura al 6° posto gli antibiotici che, seppure in caso di prescrizione medica siano il rimedio più efficace per combattere i batteri patogeni, chiaramente minano la biodiversità microbica.

Comportamenti dannosi come la sedentarietà o il fumo sono addirittura rispettivamente all’11 esimo e al 12 esimo posto come possibile causa di disbiosi secondo gli italiani.

Quasi la metà degli italiani soffre di disturbi gastrointestinali

Non sorprende che quasi la metà del campione, il 47,8% per l’esattezza, soffra di disturbi gastrointestinali.” – commenta la Professoressa Brigidi “Ma la cosa che lascia più perplessi sono i rimedi adottati: se da una parte si risolve seguendo un’alimentazione corretta ed equilibrata (47,2%) o assumendo farmaci e/o probiotici (46,1%), quasi un italiano su 3 non fa nulla per contrastarla (il 27,4% del campione), esponendosi a un rischio che a lungo andare può essere importante.

La Professoressa Brigidi afferma: “Il rimedio più riportato dagli intervistati per ripristinare l’equilibrio è seguire un’alimentazione corretta. Più che un rimedio, però, questa è una basilare e buona abitudine, da applicare nel quotidiano. In caso di disbiosi, invece, siamo davanti a uno squilibrio microbico più importante e per rimodulare il microbiota intestinale verso il ripristino di uno stato di eubiosi, l’assunzione di probiotici può essere un valido aiuto, come riporta quasi la metà degli intervistati.”

Eppure l’86% degli italiani affetto da disturbi gastrointestinali dichiara che, dopo aver assunto probiotici, i suoi sintomi sono scomparsi o migliorati.

“Questo perché i probiotici, soprattutto quelli multiceppo, multispecie e multigenere aiutano a ripristinare l’equilibrio della microflora batterica intestinale, contrastando la proliferazione dei batteri patogeni e integrando i microorganismi mancanti. Inoltre ceppi e specie diversi si coalizzano, si aiutano a vicenda, favorendo la colonizzazione di consorzi microbici a beneficio dell’ospite umano.” commenta la Professoressa.

Il probiotico ideale è pratico al consumo

Chiara Francini, Brand Manager Yovis, commenta i meccanismi di scelta del probiotico ideale che guidano  i consumatori: “La scelta di base è quella suggerita dal medico o dal farmacista; se è vero che la maggior parte degli italiani cerca un prodotto che sia pratico al consumo – caratteristica indicata come principale per il “probiotico ideale” – sono ancora pochissimi, neanche il 30%, gli italiani che sono a conoscenza della caratteristica fondamentale che devono avere i probiotici per essere efficaci: contenere diversi miliardi di cellule vive di specie, di generi e di ceppi diversi.

La dottoressa Francini conclude: “L’elevata concentrazione di miliardi di fermenti lattici vivi, di specie, di generi e di ceppi diversi, rende gli integratori alimentari Yovis adatti alla varietà interindividuale del microbiota, con soluzioni pratiche al consumo e adatte a tutti, che vengono incontro alle preferenze e alle abitudini di ogni consumatore”.

La linea di integratori alimentari YOVIS probiotici multiceppo, multispecie e multigenere, contiene miliardi di fermenti per aiutare a ripristinare l’equilibrio della microflora batterica, con una varietà di referenze che possono essere scelte in base alle proprie preferenze e allo stile di vita: perché ognuno di noi ha una flora intestinale differente, e YOVIS lo sa.

 

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