Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte nel mondo. L’ipertensione arteriosa, chiamata anche “killer silenzioso”, è il principale fattore di rischio modificabile, influenzato da stile di vita ed età. Spesso asintomatica, l’ipertensione aumenta il rischio di infarti e ictus se non viene monitorata.

Nonostante i progressi nelle terapie, molti risultati nella prevenzione non sono stati raggiunti: in Italia, il 31% della popolazione soffre di ipertensione e solo metà ne è consapevole. Un controllo efficace richiede il coinvolgimento dei professionisti sanitari per responsabilizzare i pazienti nella gestione della salute.

La misurazione

La pressione del sangue nelle arterie può essere misurata in modo diretto, introducendo un tubicino (catetere) nell’arteria stessa e collegandolo a un dispositivo misuratore (trasduttore di pressione). Ciò avviene solo in particolari circostanze, come nel corso di interventi chirurgici o in occasione di ricoveri in reparti di terapia intensiva.

La pressione arteriosa si misura comunemente in modo indiretto e non invasivo. Le tre principali modalità sono: “Office” (dal medico), “Home” (a casa) e “24h” (monitoraggio continuo). La misurazione in farmacia, sebbene ampiamente offerta nelle oltre 20 mila farmacie italiane spesso gratuitamente o a basso costo, viene raramente menzionata in letteratura ma è molto diffusa.

Gestione del paziente cronico

La misurazione della pressione arteriosa in farmacia è uno dei principali esempi pratici di “farmacia dei servizi”. Questo servizio è decisivo nella gestione dei pazienti cronici, specialmente per favorire una migliore aderenza alle terapie, spesso insufficiente in Italia.

I farmaci antipertensivi sono tra le richieste più frequenti in farmacia: i pazienti ottengono la prescrizione dal medico e poi ritirano i medicinali al banco. Grazie alla nuova legge sulle semplificazioni, le ricette per patologie croniche ora possono valere fino a 12 mesi. Questo permette ai medici di prescrivere farmaci per un anno intero, evitando visite ripetute e burocrazia.

La dispensazione dei farmaci avverrà comunque su base mensile e il farmacista controllerà l’aderenza del paziente alla terapia. La normativa non impone obblighi di scorte di farmaci, ma offre un approccio più flessibile e meno burocratico per i pazienti. Questa misura mira a facilitare la vita dei pazienti e ad alleggerire il carico amministrativo sui medici. La legge, dunque, è un progresso rilevante verso una gestione più efficace delle terapie contro le malattie croniche, rendendo il farmacista come prima figura del servizio sanitario per il rapporto e il management del paziente cronico.

Competenze e responsabilità

Il farmacista non si limita alla misurazione della pressione. La scelta dei dispositivi usati in farmacia, validati e certificati, è fondamentale per avere dati accurati e affidabili. I valori rilevati diventano riferimenti essenziali per il medico, sulla cui base decide il trattamento più opportuno, il farmaco, il dosaggio o l’eventuale associazione terapeutica.

Per questo, anche la Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa (SIIA) pone l’attenzione sui dispositivi usati raccomandando, specie per il paziente a domicilio, i misuratori automatici, molto più semplici perché, dopo il corretto posizionamento del bracciale sul braccio del paziente, in modo automatico l’apparecchio esegue il gonfiaggio e sgonfiaggio del bracciale restituendo sul display i valori di pressione sistolica e diastolica.

In caso di misuratori automatici da polso, va posta attenzione al corretto posizionamento del polso, che deve essere mantenuto a livello del cuore durante la misurazione (per questo sono i meno raccomandanti).

In questo contesto, il farmacista svolge inoltre un ruolo chiave nell’educazione del paziente, a cui può spiegare come eseguire correttamente la misurazione sia in farmacia sia a domicilio.

La pressione arteriosa

La domanda può sembrare retorica per i professionisti sanitari, ma è fondamentale per sensibilizzare i pazienti sull’importanza di misurazione e monitoraggio. Per chi è già in terapia, questa riflessione aiuta a comprendere meglio il valore dell’adesione terapeutica. Un modo semplice per spiegare al paziente di cosa si tratta, potrebbe essere quello suggerito dalla SIIA, Società Italia dell’Ipertensione Arteriosa: “La pressione arteriosa è la pressione esercitata dal sangue, pompato dal cuore, sulla parete delle arterie che distribuiscono il sangue stesso nell’organismo. Dal momento che il cuore batte ad intervalli regolari, è possibile distinguere una pressione “massima” o “sistolica” che corrisponde al momento in cui il cuore pompa il sangue nelle arterie, ed una pressione “minima” o “diastolica” che corrisponde alla pressione che rimane nelle arterie momento in cui il cuore si ricarica di sangue per il battito successivo”.

Vademecum per la misurazione della pressione arteriosa

Per ottenere valori affidabili è indispensabile rispettare alcune regole fondamentali. Errori comuni, come misurare la pressione arteriosa dopo uno sforzo, in posizione scorretta o con strumenti non calibrati, possono dare risultati non attendibili. Per questo serve seguire una procedura precisa per la misurazione della pressione arteriosa:

  • Riposarsi almeno 5 minuti prima della misurazione, seduti e tranquilli, evitando di parlare o compiere attività fisica appena prima.
  • Evitare caffè, fumo o alcol nelle due ore precedenti, poiché possono alterare i valori.
  • Mantenere la posizione corretta: schiena appoggiata allo schienale, piedi a terra (non accavallati), braccio all’altezza del cuore e avambraccio rilassato.
  • Applicare correttamente il bracciale: sopra il gomito, all’altezza del torace, con i tubi di gomma rivolti verso il basso, ben aderente ma non troppo stretto.
  • Eseguire almeno 2–3 misurazioni, a distanza di un minuto l’una dall’altra, e calcolare la media.
  • Effettuare la misurazione sempre alla stessa ora, preferibilmente mattino e sera, soprattutto in caso di monitoraggio per un problema già noto.

Domande al paziente

Misurare correttamente la pressione arteriosa non richiede solo spiegazioni tecniche sui dispositivi disponibili, ma anche una comprensione delle reali esigenze della persona. Serve ricordare che, al di là degli aspetti tecnologici, l’utilità di una misurazione accurata dipende sia dalla qualità e validazione dello strumento scelto, sia dalla sua facilità d’uso e dalla capacità di ridurre gli errori più comuni durante la rilevazione. Per questo, spesso è opportuno che il farmacista ponga alcune domande semplici per orientare il consiglio secondo un protocollo specifico:

  • Domandare per chi sarà usato il dispositivo: spesso non è l’acquirente a usarlo; può essere acquistato dalla moglie per il marito, dalla figlia per i genitori o dal caregiver per una persona anziana.
  • Informarsi sulla dimensione del braccio o della corporatura del fruitore: non tutti i misuratori hanno bracciali della stessa misura. Un bracciale troppo grande può portare a valori di pressione arteriosa sottostimati, uno troppo piccolo può dare valori sovrastimati.
  • Chiedere se il paziente soffre di patologie concomitanti: quest’informazione permette di consigliare dispositivi con indicazioni e validazioni specifiche.

Con queste domande mirate, il farmacista può ottenere un quadro preciso delle condizioni del paziente e fornire, sia in farmacia sia come suggerimento per un eventuale acquisto, indicazioni adeguate alla situazione.

La pressione in caso di aritmie

La misurazione della pressione può risultare complessa in presenza di aritmie come la fibrillazione atriale. È quindi consigliato usare strumenti che rilevino queste aritmie durante la misurazione, poiché la FA è un importante fattore di rischio per l’ictus e spesso è asintomatica. Rilevare la FA con strumenti dotati di screening aiuta a prevenire ictus causati da emboli cerebrali nei pazienti inconsapevoli della propria condizione. Controllare regolarmente la presenza di FA durante l’auto misurazione domiciliare della pressione rappresenta un utile passo preventivo. Nei pazienti a rischio di FA, come gli ipertesi, i diabetici, gli obesi, gli over 65 anni e ecc. (Figura 1), è raccomandato l’utilizzo di dispositivi per la misurazione della pressione arteriosa con la capacità di rilevare le fibrillazioni atriali.

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