Nella Giornata Mondiale dell’Obesità 2026, celebrata il 4 marzo, grande attenzione è stata rivolta alla necessità di un impegno congiunto per cambiare la storia di una malattia complessa.

L’evento di sensibilizzazione è stato ospitato a Roma, presso il Senato della Repubblica, su iniziativa della senatrice Daniela Sbrollini e promossa in collaborazione con l’Intergruppo Parlamentare Obesità, Diabete e malattie croniche non trasmissibili e la World Obesity Federation.

Punto centrale della giornata è stata la presentazione della “Carta di Erice 2026 sull’Obesità”, che ha l’obiettivo di fissare i pilastri per una nuova governance della patologia, contro cui oggi l’Italia possiede la prima legge al mondo.

L’evento

L’evento ha visto la partecipazione corale di partner nazionali come la Società Italiana dell’Obesità (SIO), la Società Italiana di Diabetologia (SID), IBDO Foundation e molte altre società scientifiche e realtà dell’associazionismo impegnate nel contrasto a questa emergenza.

Con lo slogan “8 Billion Reasons To Act on Obesity”, la giornata ha ribadito che l’emergenza riguarda l’intera popolazione globale, con un impatto economico stimato in 3,23 trilioni di dollari entro il 2030.

L'evento di sensibilizzazione è stato ospitato a Roma, presso il Senato della Repubblica, su iniziativa della senatrice Daniela Sbrollini e promossa in collaborazione con l’Intergruppo Parlamentare Obesità, Diabete e malattie croniche non trasmissibili e la World Obesity Federation. 
L’evento di sensibilizzazione è stato ospitato a Roma, presso il Senato della Repubblica, su iniziativa della senatrice Daniela Sbrollini e promossa in collaborazione con l’Intergruppo Parlamentare Obesità, Diabete e malattie croniche non trasmissibili e la World Obesity Federation.

Come ricordato dal ministro della Salute Orazio Schillaci in un messaggio, il riconoscimento legislativo dell’obesità non è un atto simbolico, ma il presupposto fondamentale per fornire risposte cliniche concrete ai bisogni di milioni di cittadini, adulti e bambini.

La Carta di Erice 2026: il manifesto della “scienza responsabile”

Punto focale della giornata è stata la presentazione della “Carta di Erice 2026 sull’Obesità”, promossa dalla Società Italiana dell’Obesità – SIO, presentata dal suo presidente, il professor Silvio Buscemi e sottoscritta da oltre 20 organizzazioni scientifiche e istituzionali.

Il documento definisce l’obesità come una “malattia cronica, recidivante e complessa“, con un impatto sanitario e sociale paragonabile alle principali patologie non trasmissibili, e fissa i pilastri per una nuova governance del settore:

  • Inclusione nei LEA: Il mondo scientifico chiede che l’avanzamento normativo si traduca nell’effettiva inclusione della patologia nei Livelli Essenziali di Assistenza, garantendo percorsi rimborsabili e uniformi in tutto il Paese.
  • Contrasto allo stigma: La Carta impegna a promuovere un linguaggio scientificamente accurato, superando i pregiudizi che colpiscono i pazienti e assicurando accesso equo alle cure indipendentemente dal contesto geografico.
  • Visione integrata di sistema: Il manifesto pone al centro la persona, promuovendo una rete di centri multidisciplinari per gestire la patologia lungo tutto il corso della vita.

L’emergenza pediatrica: un primato negativo

I dati dell’Italian Barometer Obesity Report 2025 sono allarmanti: l’11,8% della popolazione adulta italiana è obesa, ma è tra i più piccoli che il nostro Paese detiene un triste primato europeo. Il 19% dei bambini di 8-9 anni è in sovrappeso e il 9,8% è già obeso.

Secondo l'Italian Barometer Obesity Report 2025, l’11,8% della popolazione adulta italiana è obesa, ma il 19% dei bambini di 8-9 anni è in sovrappeso e il 9,8% è già obeso.
Secondo l’Italian Barometer Obesity Report 2025, l’11,8% della popolazione adulta italiana è obesa, ma il 19% dei bambini di 8-9 anni è in sovrappeso e il 9,8% è già obeso.

L’ambiente “obesogenico” e la sedentarietà stanno anticipando l’insorgenza della malattia: se un secolo fa l’aumento di peso iniziava tipicamente dopo i 50 anni, oggi la sfida biologica inizia già nelle scuole. Per questo appare urgente mettere in campo iniziative e programmi mirati a migliorare la qualità nutrizionale già dalle mense.

Il nuovo paradigma: approccio olistico, sanità territoriale e farmacie

L’approccio proposto dal professor Alberto Siracusano, psichiatra e Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, ridefinisce il concetto di presa in carico: «Pensare di parlare di nutrizione senza contemplare la salute mentale è fallimentare».

L’obesità è una patologia psicosomatica che richiede un approccio olistico e un’alleanza terapeutica stretta tra i vari professionisti della salute.

In questo scenario, la farmacia dei servizi si conferma il primo snodo per intercettare il bisogno e orientare il paziente:

  • Supporto alla medicina generale: il farmacista affianca il Medico di Medicina Generale nel monitoraggio dei pazienti e nell’incoraggiare l’aderenza a percorsi che includeranno anche l’esercizio fisico adattato in ricetta (obiettivo su cui l’intergruppo parlamentare sta lavorando per garantirne la rimborsabilità).
  • Educazione e screening: la farmacia è il luogo ideale per sensibilizzare le famiglie, aiutando i genitori a intercettare precocemente i segnali di sovrappeso infantile e indirizzandoli verso i corretti percorsi diagnostici.
  • Promozione degli stili di vita: ricordare che l’attività fisica (praticata regolarmente solo dal 25% degli adolescenti italiani) è parte integrante della terapia e fondamentale per contrastare lo stato infiammatorio cronico silente che l’obesità comporta.

Verso una cura equa e sostenibile

La sfida finale, come ricordato dai professori Andrea Lenzi, presidente del CNR e di OPEN Italy e Silvio Buscemi, presidente SIO, è assicurare che i traguardi legislativi si traducano in uniformità di cura tra città e aree interne.

L’Italia punta a diventare un modello internazionale, dimostrando che una gestione multidisciplinare dell’obesità è la chiave per prevenire complicanze gravissime come il diabete e le patologie oncologiche, garantendo al contempo la sostenibilità a lungo termine del Sistema Sanitario Nazionale.

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