La direttrice del Dipartimento del Commercio dello Utah, Margaret Woolley Busse, parla di «innovazione responsabile». John Whyte, Ceo dell’American Medical Association, è del parere opposto: «Nonostante l’intelligenza artificiale abbia infinite opportunità di trasformare la medicina in meglio, senza il contributo del medico presenta anche gravi pericoli per i pazienti e i medici». La Food and Drug Administration(FDA) non ha assunto una posizione in merito, limitandosi a spiegare che la questione «non rientra nelle sue competenze regolatorie».

Il rimando è all’iniziativa dello Utah, che – in collaborazione con Doctronic, startup di tecnologia sanitaria fondata nel 2023 da Adam Oskowitz, professore associato di chirurgia all’Università della California San Francisco, e Matt Pavelle, oggi co-amministratore delegato – ha avviato un test pilota che permette a un sistema di intelligenza artificiale di partecipare legalmente al processo decisionale medico per il rinnovo delle prescrizioni di 190 farmaci di uso comune. Sono esclusi quelli per l’ADHD, gli iniettabili e gli antidolorifici.

Come funziona

Doctronic ha sottoposto ai regolatori dello Utah dati su 500 casi di cure urgenti: il sistema di IA ha concordato con i medici nel 99,2% dei casi. Il programma pilota, che terminerà a fine 2026, ha fissato per il paziente un costo di 4 dollari a rinnovo. “Temporaneamente”, sottolineano dalla startup. In futuro, infatti, potrebbe scendere ancora, essere coperto dalle assicurazioni o compreso in un abbonamento annuale.

Come funziona? L’assistito che accede alla piattaforma Doctronic conferma di trovarsi fisicamente nello Stato dello Utah (requisito legale); a questo punto, il sistema di intelligenza artificiale verifica tramite geolocalizzazione, recupera la storia farmacologica, presenta l’elenco dei farmaci rinnovabili.

Tutto ponendo le stesse domande cliniche di un medico. Se i risultati acquisiti restituiscono il “semaforo verde”, la prescrizione viene inviata direttamente alla farmacia scelta dal paziente; al contrario – dunque nel caso emergano valori anonimi o interazioni sospette, per fare solo due esempi – il sistema di IA si rivolge a un medico umano.

Possibili rischi

Il programma pilota – che arriva quasi in concomitanza con l’avvento di ChatGpt Health e i dubbi sulla sua gestione delle emergenze, il sistema che OpenAI ha sviluppato in collaborazione con oltre 260 medici attivi in 60 Paesi – non è però anch’esso esente da rischi, specie di utilizzo improprio: persone con problemi di dipendenza potrebbero cercare di eludere il sistema per ottenere farmaci.

L’assistito che accede alla piattaforma conferma di trovarsi fisicamente nello Stato dello Utah: a questo punto, il sistema di AI verifica tramite geolocalizzazione, recupera la storia farmacologica, presenta l’elenco dei farmaci rinnovabili
L’assistito che accede alla piattaforma conferma di trovarsi fisicamente nello Stato dello Utah: a questo punto, il sistema di AI verifica tramite geolocalizzazione, recupera la storia farmacologica, presenta l’elenco dei farmaci rinnovabili

E ancora, c’è il pericolo di mancata individuazione di “alert” clinici o di interazioni farmacologiche che, invece, un medico umano coglierebbe. Non da ultimo, sussiste il rischio di errori statistici: quel 0,8% di casi in cui l’intelligenza artificiale è in disaccordo con i medici potrebbe declinarsi, su scala, in migliaia di prescrizioni errate. Le aspettative, comunque, restano alte: anche l’Arizona, il Texas e il Missouri, di concerto con Doctronic, starebbero negoziando programmi simili.

Tutto ciò avviene a un anno dall’introduzione della proposta di legge “Healthy Technology Act 2025”, a cura del rappresentante repubblicano David Schweikert, al Congresso degli Stati Uniti. Una proposta che potrebbe segnare una svolta epocale per la medicina negli Usa.

Il fine è modificare la “Section 503(b)” del Federal Food, Drug, and Cosmetic Act – la legge federale che disciplina la sicurezza e l’efficacia di farmaci, dispositivi medici e prodotti alimentari – e riconoscere quindi alle tecnologie di AI/ML (Artificial Intelligence/Machine Learning) lo status di “praticanti autorizzati”.

All’atto pratico, questo permetterebbe loro di prescrivere farmaci ai pazienti in modo automatizzato, senza la necessità di interventi umani.

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