Si celebra oggi, 7 aprile, la Giornata Mondiale della Salute promossa nel 1948 dalla prima World Health Assembly e istituzionalizzata in questa data in cui ricorre la fondazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. La Giornata, dal 1950, è un richiamo a proteggere, promuovere, tutelare la salute a livello globale, con attenzione a temi di interesse per la comunità internazionale e ad attivare strategie, come politiche sanitarie, governance dei sistemi, programmi a lungo termine su argomenti al centro dell’attenzione.
La linea di condotta della giornata è ogni anno a tema, secondo le indicazioni dell’Oms, che di norma ha al centro la prevenzione primaria, la difesa e il benessere delle generazioni attuale e future, il contrasto a minacce emergenti, come il fenomeno crescente dell’antibiotico-resistenza o le possibili nuove epidemie attese, il rafforzamento dei sistemi sanitari territoriali.
In quest’ultimo contesto, un ruolo cruciale è svolto dalle farmacie territoriali, di comunità, urbane e rurali: in ogni “posizionamento” primo presidio di accesso per il cittadino, luogo di salute e di prossimità, parte attiva del tessuto sociale, con un ruolo integrante nella rete di assistenza del Servizio sanitario nazionale (SSN). Oggi la farmacia è sempre più centrale in un contesto socio-demografico vocato all’invecchiamento e senza ricambio generazionale.
La centralità della farmacia nelle politiche di salute
Lo conferma annualmente il Rapporto sulla Farmacia, realizzato dall’Agenzia di Valutazione Civica di Cittadinanzattiva in collaborazione con Federfarma, in cui nella VII edizione, riferita al 2024 si attesta una crescita dei servizi sviluppati all’interno dei presidi e dell’indice di gradimento della popolazione che si rivolge alla farmacia per la dispensazione delle terapie, per l’erogazione di indagini di primo livello, l’espletamento di servizi di pubblica utilità, come le prenotazioni CUP, la revoca o la scelta del Medico di Medicina Generale e del Pediatra di Libera Scelta, fino alla riconciliazione farmacologica.

Le attese sono che questi indici di gradimento della farmacia possano essere ulteriormente confermati dall’analisi della survey per il 2025, cui l’intera comunità territoriale – farmacisti titolari e cittadini – sono stati chiamati a partecipare rispondendo a un questionario online: per il sanitario sui servizi offerti dal proprio presidio e sul gradimento degli utenti e la cittadinanza sul percepito dei servizi offerti e delle proprie attese.
I cittadino avranno l’“ultima parola” su questa stima. I dati della doppia indagine che consentiranno la realizzazione dell’VIII edizione del rapporto, finalizzati a sostenere l’attivazione di politiche pubbliche più efficaci e a rafforzare la partecipazione civica ai processi decisionali in ambito sanitario, sono attesi per la fine del 2026.
La particolarità dell’8ª edizione
Dopo sette edizioni che hanno consolidato il Rapporto come strumento di analisi civica e di dialogo istituzionale, il nuovo volume rafforza la sua funzione di bilancio civico sull’evoluzione della farmacia, mettendo in evidenza risultati, criticità e disuguaglianze territoriali, con particolare attenzione alle aree interne e ai contesti più fragili.
A sottolineare la particolarità di questa edizione è il posizionamento storico in cui si colloca la raccolta dati della survey: una fase cruciale di trasformazione del SSN, segnata dalla riforma dell’assistenza territoriale delineata dal DM 77/2022. «Questa edizione – dichiara Maria Vitale, Responsabile del progetto – proprio perché si colloca a valle di una sperimentazione della Farmacia dei Servizi che abbiamo nel tempo seguito e monitorato in seno alla trasformazione dell’assistenza territoriale, dello stesso DM 77/2022, assume un valore particolare. In questo scenario, la farmacia può e deve essere riconosciuta come un presidio di salute. L’impegno di Cittadinanzattiva è continuare a monitorare questo processo affinché l’evoluzione normativa si traduca in benefici concreti per i cittadini».
Il Rapporto, una guida ai bisogni di salute
Obiettivo, consolidato e condiviso dalle istituzioni partecipanti, è produrre dati solidi e “narrabili”, utili a orientare le politiche sanitarie, alimentare il confronto pubblico e valorizzare la farmacia come infrastruttura sociale e sanitaria, essenziale per la sanità di prossimità.
Vanno sottolineati ad esempio i servizi offerti in farmacia in ambito di conoscenza, fruizione e percezione dei servizi più innovativi della Farmacia dei Servizi, come la telemedicina e le attività di prevenzione e screening, l’“educazione” all’accesso ai farmaci e al corretto uso delle terapie, in cui il farmacista ha il compito di ricordare il valore sociale del farmaco equivalente per il singolo cittadino e per il sistema sanitario, associate a un risparmio sensibile della spesa pubblica e pro-capite, di verificare la disponibilità dei farmaci, quindi prevenire le carenze, contribuire all’alfabetizzazione sanitaria e all’uso consapevole dei farmaci che significano maggiore compliance e migliore aderenza terapeutica.

Tutte azioni e competenze che contribuiscono ad alimentare la relazione di fiducia e scelta della farmacia, attestando anche il ruolo educazionale delle farmacie territoriali ad esempio nel guidare il cittadino nei percorsi di prevenzione, presa in carico e supporto alla cronicità, alleggerendo le criticità del SSN. «Le farmacie – prosegue Maria Vitale – oggi offrono un numero sempre più ampio di servizi, dalla telemedicina agli screening, oltre all’educazione al corretto uso dei farmaci, solo per fare alcuni esempi. Servizi che i cittadini conoscono e utilizzano sempre di più. Per Cittadinanzattiva è importante continuare a monitorare non solo quanti servizi ci sono, ma come funzionano: con quali standard di qualità, con quale accessibilità e con quale uniformità tra territori. La sfida è garantire a tutti, ovunque, le stesse opportunità di salute».
Visione al futuro
È necessario pensare a politiche dedicate per potenziare il ruolo della farmacia in un contesto di salute. «Occorre investire con decisione sulla prevenzione e la farmacia può essere il luogo in cui intercettare precocemente i bisogni di salute – conclude la responsabile del progetto – promuovere stili di vita sani, favorire screening e campagne vaccinali. Questo è ancora più vero nelle aree periferiche, rurali e interne del Paese, dove la farmacia rappresenta talvolta l’unico presidio sanitario di riferimento. Garantire in questi contesti servizi di qualità, continuità e integrazione con il resto del sistema significa ridurre le disuguaglianze e assicurare a tutti i cittadini, ovunque vivano, le stesse opportunità di prevenzione e tutela della salute».


