Un piccolo salvadanaio posto accanto al banco della farmacia. Un piccolo forziere che ogni cittadino può rimpinguare per una giusta causa: sostenere la ricerca in ambito oncologico pediatrico.
È la campagna promossa da Federfarma al fianco di Fondazione Umberto Veronesi ETS che fino al 15 marzo 2026 permetterà a chiunque voglia di dare un contributo piccolo eppure grande alla lotta contro i tumori che colpiscono la popolazione dei più piccoli, ricevendo in cambio un piccolo braccialetto in tessuto oro.
Lo scenario
In Italia si stimano ogni anno circa 1.400 nuove diagnosi di tumore tra i bambini e 800 tra gli adolescenti. Se è vero che la sopravvivenza a cinque anni ha superato l’80%, la statistica nasconde zone d’ombra critiche: i tumori rari e le forme resistenti alle terapie standard.
Il neuroblastoma, che rappresenta il 10% delle neoplasie pediatriche, vede ancora la metà dei pazienti ricevere una diagnosi “ad alto rischio”, con probabilità di recidiva che sfiorano il 50%.

È in questo scenario di “bisogno aperto” che si inserisce la ricerca indipendente, fondamentale per sviluppare trattamenti mirati dove gli investimenti tradizionali faticano ad arrivare.
Supportare la ricerca, come sottolineato dal Prof. Franco Locatelli (Ospedale Bambino Gesù), in occasione della presentazione della nuova edizione della campagna nazionale “Il futuro dei bambini”, lo scorso 11 febbraio a Roma, significa «investire su quanto di più prezioso connota il genere umano, ossia le generazioni che verranno».
La campagna e il coinvolgimento delle farmacie
«Le farmacie credono fortemente nel valore della ricerca scientifica – ha dichiarato il presidente di Federfarma nazionale Marco Cossolo – I farmacisti operano con umanità e spirito di impegno sociale soprattutto nei confronti delle persone più fragili. La nostra rete, diffusa capillarmente anche nelle zone più disagiate, vuole sensibilizzare il maggior numero possibile di cittadini: è un’iniziativa coerente con la nostra visione della farmacia come presidio sanitario e punto di informazione».
Il focus: la nuova frontiera delle cellule CAR-T
I fondi raccolti quest’anno avranno un obiettivo tecnico di altissimo profilo: finanziare uno studio clinico multicentrico europeo sull’efficacia delle cellule CAR-T contro il neuroblastoma. Si tratta di “istruire” le cellule del sistema immunitario affinché riconoscano e attacchino la molecola GD2 sulle cellule tumorali.

Un progresso che Monica Ramaioli, direttore di Fondazione Veronesi, definisce cruciale: «Da oltre dieci anni sosteniamo la ricerca d’eccellenza. Per alcune forme tumorali è ancora urgente individuare nuove strategie; l’impegno delle farmacie è per noi fondamentale per coinvolgere i cittadini in modo capillare su un tema di grande rilevanza sociale».
La forza della rete territoriale
Grazie alla sua capillarità, la farmacia si conferma l’unico soggetto in grado di trasformare la ricerca scientifica in un messaggio di prossimità. «Il sostegno alla ricerca è un passaggio imprescindibile per trasformare l’innovazione in concrete opportunità di cura», ha concluso Locatelli, ricordando che studi europei di questo respiro sono essenziali per rendere disponibili cure mirate a chi ne ha più bisogno.
L’invito finale di Cossolo ai cittadini e ai colleghi è chiaro: «Siate generosi, per restituire l’infanzia e donare un futuro ai bambini affetti da tumore».


