Preparazioni magistrali a base di cannabis

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Fra recepimenti e limitazioni, ecco il quadro generale delle dispensazioni in Ssr dei preparati a base di cannabis

Il DM 23/01/2013 ha sancito l’uso legale della cannabis per la fabbricazione di medicinali, con l’inserimento di sostanze e prodotti finiti in tabella II (sezione B). Il DM 9/11/2015 introduce invece la rimborsabilità di queste preparazioni, ma la sua applicazione è di competenza dei singoli sistemi sanitari regionali, che non hanno legiferato in materia in maniera omogenea. Ne consegue che la situazione sul piano nazionale presenta macroscopiche disuniformità.

cannabis

Mentre per alcune Regioni i criteri indicati nella disposizione ministeriale sono stati recepiti completamente, per altre sono state stabilite limitazioni di vario grado. I principali aspetti di variabilità si concentrano attorno alle esigenze di trattamento accolte, all’iter prescrittivo, alla dispensabilità da parte delle farmacie aperte al pubblico, alle forme farmaceutiche rimborsabili. In alcune Regioni, come la Sicilia, l’iniziativa è ancora all’inizio, ma propone interessanti novità per quanto riguarda le forme farmaceutiche offerte e le tecniche estrattive impiegate per allestirle.

Due Regioni senza rimborsabilità

Mentre anche nella generale scarsa uniformità quasi tutte le istituzioni locali si sono dotate di una normativa in merito, il framework italiano presenta purtroppo due realtà ancora prive di una legge. Sono il Molise e la Calabria, e si tratta di circostanze indotte da situazioni di commissariamento regionale, che, nel tentativo di riordinare i conti, di fatto penalizzano i cittadini nell’accesso alla terapia. Per quanto riguarda il Molise, il Governatore Donato Toma ha chiesto la revoca della disposizione già lo scorso anno, sulla base del superamento della soglia minima di adempienza richiesta. A oggi, però, come ribadito dal Presidente di Federfarma Molise Luigi Sauro, la Regione non ha preso in considerazione un’iniziativa come il rimborso di questi galenici, che rappresenterebbe un ulteriore aggravio di spesa. Medesima la situazione in Calabria: la legge è in itinere, ma la situazione non si sblocca. Delle cinque aziende territoriali provinciali, nessuna è gestita da manager nominati. Inoltre, due di queste (la Asl di Reggio Calabria e quella di Catanzaro) sono state sciolte per infiltrazione/condizionamento mafioso, mentre la Asp reggina è stata dichiarata in dissesto. Dieci anni e più di commissariamento non hanno prodotto grandi miglioramenti e, in questo quadro, le preparazioni galeniche della cannabis non sembrano rappresentare il problema maggiore.

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