Va definendosi, passo dopo passo, quella che dovrà essere la nuova medicina del territorio. Vorrei porre all’attenzione dei colleghi l’ampliamento delle prestazioni che potranno essere effettuate dai farmacisti di comunità, indicate nel “disegno di legge Semplificazioni” approvato dal Consiglio dei Ministri.

Queste precisano chiaramente il percorso, che dovrà essere compiuto, nel quale la farmacia avrà un ruolo estremamente importante, basti solo pensare che, accanto alla tradizionale insegna della croce verde comparirà un’insegna aggiuntiva, la “farmacia dei servizi”, servizi che già in parte le farmacie effettuano, ma ai quali se ne aggiungeranno molti altri: un solo esempio, si potranno effettuare tutte le vaccinazioni, non solo quella relativa al Covid o all’antinfluenzale.

È un importante passo in avanti per avvicinare la sanità ai cittadini e rendere il servizio sanitario più efficiente e accessibile, soprattutto sul fronte della prevenzione, anche grazie al rafforzamento della telemedicina e in una logica di collaborazione con i medici e gli altri professionisti sanitari. Ora auspichiamo che l’iter parlamentare possa portare in tempi rapidi all’approvazione del disegno di legge, in linea con quanto previsto dal Pnrr e con il nuovo modello di assistenza territoriale delineato dal DM77.

In farmacia, si potranno erogare i servizi nell’ambito del Sistema sanitario nazionale e nel rispetto di quanto previsto dai piani socio-sanitari regionali, come l’effettuazione da parte di un farmacista di test diagnostici che prevedono il prelievo di sangue capillare. Per esempio, test per glicemia, colesterolo e trigliceridi, test per la misurazione in tempo reale di emoglobina, emoglobina glicata, creatinina, transaminasi, ematocrito, test per la misurazione di componenti delle urine quali acido ascorbico, chetoni, urobilinogeno e bilirubina, leucociti, nitriti, pH, sangue, proteine ed esterasi leucocitaria, test ovulazione, test gravidanza e test per menopausa per la misurazione dell’ormone Fsh nelle urine, test colon–retto per la rilevazione di sangue occulto nelle feci.

Sono previsti poi tutti i vari servizi da erogare in telemedicina, che già oggi le farmacie erogano. Una farmacia sempre più di prossimità, al servizio dei cittadini grazie, appunto, ai servizi che una volta implementati saranno a disposizione. A questo punto possiamo sicuramente affermare che la rete dei farmacisti e delle farmacie italiane rappresenta, quindi e sempre di più, un elemento di garanzia per un servizio di qualità ed efficiente.

Direi che la sanità del nostro Paese e i cittadini hanno toccato con mano la capacità di noi farmacisti di contribuire alla tutela della salute. È questa la fase in cui stiamo finalmente realizzando quanto abbiamo auspicato in questi ultimi anni per poter operare al meglio e che riassumo: una nuova convenzione, una nuova governance dell’assistenza farmaceutica e la messa in rete dei servizi che ci sono stati attribuiti nella fase emergenziale.

Nel 2006, Andrea Mandelli e un gruppo di colleghi “lungimiranti” aveva iniziato un progetto per il futuro della nostra professione, dove si prefigurava una farmacia, in cui si vaccina, si fa attività diagnostica, si assicura ai pazienti il buon uso dei farmaci e si promuovono Campagne di prevenzione attiva. Un nuovo ruolo per il farmacista con un diverso rapporto con gli altri attori sanitari e che ha visto anche una riforma sostanziale del corso di laurea in Farmacia.

Un mondo di opportunità in questo senso che si apre, così, anche ai primi studenti che quest’anno arrivano al quinto anno accademico laureandosi in Farmacia, con la laurea abilitante. Una novità che ci rende orgogliosi, convinti, come siamo, che oggi sia più che mai necessaria, alla luce del ventaglio di opportunità elencate e delle nuove responsabilità nell’ambito del Sistema sanitario.

Un corso di laurea che vede una rivisitazione profonda del piano di studi per adattarsi all’evoluzione delle conoscenze scientifiche, ma anche agli stimoli di un mercato del lavoro nell’ambito della scienza del farmaco, che è in costante fermento. Infatti, il corso di laurea in Farmacia è stato oggetto di un’importante riforma nazionale alla luce del fatto che il farmacista, professionista dell’area sanitaria, è in grado di operare per le finalità della sanità pubblica.

Nuove materie sono state inserite per formare gli studenti sull’accompagnamento personalizzato dei pazienti, inclusi quelli cronici, sull’aderenza alle terapie farmacologiche e su una consulenza alla persona sana a fini della prevenzione delle malattie a elevato impatto sociale. Ci viene così riconosciuto lo sforzo che abbiamo compiuto in questi anni, partecipando a progetti, attraverso i quali abbiamo dimostrato quanto l’intervento del farmacista può essere costo-efficace, ovvero di richiedere un investimento inferiore al risparmio che può determinare.

Dopo la terribile esperienza della pandemia, oggi ancora molte situazioni debbono essere messe a regime per poter riconoscere che la nostra Sanità è davvero tornata a distinguersi secondo quel modello, che molti ritenevano fosse da imitare. Mancano i medici, mancano gli infermieri, anche i farmacisti scarseggiano, ma soprattutto vanno incrementati i fondi in Sanità e si dovranno rendere ancora attrattive, anche sotto l’aspetto economico, certe specializzazioni di prospettiva, che potranno rappresentare il futuro della nostra sanità, che dovrà orientarsi a mettere in campo professionisti sempre più aggiornati perché, se l’obiettivo sinora era sempre stato quello di allungare l’aspettativa di vita, oggi si tratta di migliorare le condizioni di questo periodo della vita. Ed ecco, allora, che i farmacisti si rivelano molto utili anche nel promuovere la cultura della prevenzione e l’aderenza alla terapia.

Evidenzio che nel decreto Semplificazioni sono previste preziose innovazioni per l’assistenza farmaceutica ai pazienti cronici: pensiamo alla novità della ricetta “aperta” per un intero anno solare, nell’ambito della quale il farmacista, mese per mese, potrà erogare il farmaco, monitorando la corretta assunzione della terapia.

Ricordiamo a tutti che la salute non è un costo, ma un investimento: lo abbiamo toccato con mano in questa pandemia! Non ha senso contrapporre le ragioni della salute a quelle dell’economia, perché non c’è economia senza salute e viceversa. Dobbiamo intuire le trasformazioni, che saranno alla base dei modelli sanitari dopo la crisi, per essere pronti a impostare e realizzare il domani. Un domani in cui vogliamo essere presenti e protagonisti di primo piano del “pianeta salute” per le migliaia di cittadini che ogni giorno varcano la soglia delle nostre farmacie.

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