Il tavolo per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) delle farmacie private entra nel vivo. Dopo le riflessioni sul riconoscimento e il ruolo strategico e dopo l’incontro dello scorso 4 febbraio tra Federfarma e i sindacati dei lavoratori, è emersa una linea programmatica che punta a superare la logica del solo adeguamento economico per abbracciare una visione più ampia di benessere lavorativo. Ed è rivolto specialmente alla cosiddetta “maggioranza rosa”.

Maternità e Welfare: risposte concrete alla “maggioranza rosa”

Il vicepresidente nazionale di Federfarma, Alfredo Procaccini, ha voluto sottolineare come la proposta datoriale sia profondamente calata nella realtà demografica del settore. In una professione dove le donne rappresentano circa il 70% della forza lavoro, le tutele legate alla genitorialità non sono più accessorie, ma strutturali.

  • Maternità al 100%: una delle proposte più significative riguarda l’integrazione totale del trattamento economico in maternità, un segnale forte per sostenere le farmaciste nel conciliare carriera e vita privata.
  • Flessibilità sul TFR: la proposta prevede anche un ampliamento delle casistiche per l’anticipo del Trattamento di Fine Rapporto, rispondendo alle crescenti necessità di liquidità delle famiglie in momenti critici.

La formazione come leva strategica (e in orario di lavoro)

Un altro pilastro fondamentale riguarda l’aggiornamento professionale. Con l’evoluzione della farmacia verso un centro polifunzionale di servizi, la formazione non può più essere un peso extra-lavorativo per il collaboratore.

«Abbiamo pensato di incrementare le ore di formazione a disposizione all’interno dell’orario di lavoro», ha spiegato Procaccini.

L’idea è quella di una formazione “customizzata”: non più moduli standardizzati, ma percorsi basati sulle esigenze specifiche della singola farmacia e del bacino d’utenza che serve. Se una farmacia punta sulla cronicità o sulla nutraceutica, il personale deve poter essere formato on the job su quelle specifiche aree.

Verso una farmacia più attrattiva

Questo approccio evidenzia la volontà di frenare il fenomeno del “burnout” e della disaffezione dei collaboratori verso il banco. Migliorare la qualità della vita e la tutela professionale significa, in ultima analisi, garantire la tenuta del sistema farmaceutico territoriale, rendendo la professione di collaboratore nuovamente appetibile per i giovani laureati.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here