Il 23 ottobre 2025 è stato sancito l’Accordo in Conferenza Stato Regioni sul documento di aggiornamento del Piano Nazionale della Cronicità (PNC). Oltre al Ministero della Salute, hanno contribuito alla definizione del nuovo PNC le Regioni, l’Istat, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), esperti qualificati, società scientifiche, federazioni delle professioni sanitarie e associazioni di pazienti.

Il documento è stato aggiornato nel 2024 introducendo, tra varie novità, tre patologie croniche non incluse nel precedente piano: obesità, epilessia ed endometriosi. Gli obiettivi del PNC rimangono gli stessi, ovvero garantire equità e parità di accesso di tutti i cittadini ai servizi sanitari, abbattendo ogni forma di disuguaglianza.

Principi ancora più rilevanti quando si parla di cronicità, una condizione che richiede risorse, continuità assistenziale a lungo termine e un potenziamento dei servizi territoriali. Nel rafforzamento dell’assistenza territoriale, diversi obiettivi sono assegnati alle farmacie.

Il ruolo delle farmacie

Il Piano Nazionale della Cronicità sottolinea anzitutto il ruolo della farmacia nel rispondere ai bisogni di salute e di cura del paziente cronico all’interno della sua comunità di riferimento. Un tema molto importante, che diventa cruciale per le farmacie rurali, spesso unici presidi sanitari raggiungibili dai cittadini nelle zone più lontane dai centri urbani.

Le azioni che la farmacia può mettere in atto per assistere il paziente cronico includono interventi di educazione, prevenzione e promozione della salute, counseling alla persona malata o potenzialmente a rischio. Il ruolo del farmacista è prezioso anche per i caregiver, che si fanno direttamente carico di accudire i malati e necessitano di punti di riferimento raggiungibili e affidabili.

Sinergia con altri sanitari

Il Piano precisa che tutti gli interventi messi in atto dai farmacisti dovrebbero seguire protocolli condivisi con i Medici di medicina generale (MMG), i Pediatri di libera scelta (PLS) e gli specialisti.

Affinché la farmacia possa prendere in carico in modo tempestivo ed efficiente pazienti affetti da patologie croniche occorre sviluppare, validare e implementare sistemi sinergici di collaborazione con altri professionisti sanitari. In tal modo, il farmacista può verificare la corretta assunzione della terapia medica prescritta e favorire un’efficace aderenza ai trattamenti a lungo termine, anche al fine di potenziare le attività di farmacovigilanza.

Linee di indirizzo del Piano

Tra le linee di indirizzo, il PNC propone la promozione di collaborazione tra professionisti sanitari e operatori sociosanitari per erogare, presso la farmacia o a domicilio, prestazioni professionali richieste dal medico di medicina generale, dal pediatra o dallo specialista. Il Piano indica poi la promozione, presso le farmacie, di varie attività burocratico-amministrative, quali: la prenotazione e il pagamento di prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale; la scelta dell’MMG e del PLS; il ritiro di referti relativi a prestazioni specialistiche effettuate presso strutture pubbliche e private accreditate.

Nell’assistenza ai pazienti cronici, il farmacista può inoltre usare le sue peculiari competenze nella conoscenza dei medicinali per migliorare l’allestimento personalizzato della terapia e il controllo delle interazioni farmacologiche, garantendo così maggiore sicurezza del paziente, soprattutto se anziano e cronico, e risparmio sui costi di trattamento.

Particolare importanza, soprattutto nelle zone rurali, rivestono poi la telemedicina e la dispensazione e consegna domiciliare professionalmente assistita di farmaci e dispositivi medici.

Risultati attesi

Le iniziative e le attività sopra esposte, se correttamente intraprese, secondo le previsioni del Piano Nazionale della Cronicità porteranno una serie di miglioramenti nell’assistenza dei pazienti cronici e nei servizi a essi dedicati.

Tra questi si auspica lo sviluppo del dossier farmaceutico, a cura della farmacia che effettua la dispensazione; il potenziamento dei servizi sanitari sul territorio e a domicilio con un incremento di programmi di presa in carico dei pazienti cronici in rapporto ai bisogni di salute attraverso servizi fondamentali per il supporto alla cura, all’aderenza terapeutica e alla prevenzione.

A sostegno di queste attività, il PNC prevede anche un aumento di attività formative sulla cronicità che coinvolgano il farmacista nell’educazione sanitaria per la prevenzione delle malattie croniche prevalenti.

L’attività di prevenzione

Secondo gli esperti che hanno redatto il PNC, la farmacia si trova anche in una posizione molto favorevole per svolgere un’attività di prevenzione delle malattie croniche. Questo perché il farmacista è in grado di intercettare i pazienti affetti o potenzialmente affetti da specifiche patologie croniche, oltre che differenziare la popolazione sana in funzione dei fattori di rischio.

Può quindi intervenire promuovendo stili di vita salutari e cooperare in modo proattivo per individuare le priorità di intervento e favorire la continuità assistenziale delle persone in condizioni di cronicità, fragilità, disabilità e a rischio di non autosufficienza.

Malattie croniche più diffuse in età avanzata
Artrosi 47,60%
Ipertensione 47,00%
Patologia lombare 31,50%
Patologia cervicale 28,70%
Iperlipidemia 24,70%
Malattie cardiache 19,30%
Diabete 16,80%
Depressione 15,00%
Alzheimer e le demenze senili 4,20%
Fonte: Piano Nazionale delle Cronicità 2024

 

Più longevità più cronicità

Il binomio tra aumento delle aspettative di vita e insorgenza di più malattie croniche in età avanzata è una realtà con cui il Sistema sanitario deve fare i conti, specie in Italia che vede un costante aumento della popolazione al di sopra dei 65 anni. Ecco qualche dato inserito nel PNC:   

  • Nel 2023 in Italia erano presenti 14,18 milioni di ultrasessantacinquenni, il 24% della popolazione;
  • Tra vent’anni si stima arriveranno a 19 milioni, raggiungendo il 34% della popolazione;
  • Attualmente almeno una persona anziana su 3 vive sola;
  • Le condizioni di salute compromesse si verificano sempre più in età anziane progressivamente più avanzate.

I costi delle cronicità

  • La presa in carico e la gestione delle malattie croniche assorbe circa l’80% dei costi sanitari.
  • Nel 2019 sono stati spesi circa 66,7 miliardi di euro per la cronicità (Fonte Osservasalute).
  • Secondo l’Istat nel 2028 si arriverà a 70,7 miliardi di euro.

Perché le croci verdi?

L’ultimo decennio ha visto aumentare sempre di più la considerazione e la fiducia accordata dal Sistema sanitario nazionale alla farmacia. Come viene sottolineato nel PNC, “la farmacia ha dato prova di elevati livelli di efficienza, continuità operativa, affidabilità e piena integrazione con la mission del Ssn, attraverso l’erogazione di prestazioni che hanno integrato le tradizionali attività professionali relative alla dispensazione dei medicinali”.

Naturalmente, le carenze strutturali del Sistema sanitario messe in luce durante la pandemia, hanno contribuito a riprogettare l’assistenza territoriale, tenendo conto anche dell’invecchiamento della popolazione e dell’incremento delle malattie ad andamento cronico, spesso co-presenti nello stesso individuo.

Il contesto post-pandemico ha dunque accelerato il programma avviato con la sperimentazione dei nuovi servizi nella farmacia di comunità allo scopo di avvicinare sempre di più le cure al domicilio del paziente. “È evidente, sotto tale aspetto – si legge nel Piano – come le farmacie, attraverso la distribuzione capillare e la professionalità che esprimono, possano svolgere una funzione di grande rilevanza per l’interfaccia del cittadino con il Servizio Sanitario Nazionale, configurandosi come perfetto snodo assistenziale in un’ottica di rafforzamento della sanità sul territorio”.

 

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