“L’importante è la salute” sembra essere il “mantra” preoccupato della popolazione italiana, secondo i dati Censis sul SSN. Il 76% della popolazione, infatti, è sfiduciato, il 94.2 % è cauto nelle spese, intenzionato a risparmiare per affrontare eventuali malattie o condizioni di non autosufficienza (1). Tuttavia, rispetto a un calo della spesa out of pocket di 1,1 mild di euro, solo la metà viene convertita in assicurazioni private. In più, 1,1 milioni (il 2,2% degli italiani), rinunciano alle cure mediche (2).
Questi dati cominciano ad attenzionare il cosiddetto “paradosso italiano”. La nostra nazione spende meno dei paesi Ocse, in particolare meno di UK, Francia e Germania, ma con aspettative di vita che restano tra le più alte al mondo. La curva della sopravvivenza non tiene il passo con quella della salute. Viviamo a lungo, ma passiamo gli anni finali della vita da “cronici”. Il SSN è ben gestito per le fasi acute ma lo è molto meno per la prevenzione e le cronicità territoriali. Questi segnali evidenziano come «il futuro non premierà chi spende di più, ma chi saprà unire visione, dati e coraggio regolatorio» (3).
L’altissima efficienza del personale sanitario, così come delle farmacie, necessita quindi di rafforzamento, di formazione specialistica sempre più avanzata verso una visione a cinque anni e di maggiore integrazione nei processi del Sistema Sanitario. Abbiamo tentato di costruire una tabella verso il 2030 con le azioni attese in un modello di infrastruttura unica nei valori e competenze tra SSN-Farmacie-Azienda farmaceutica-ISF (Tabella 1): qui, i perimetri delle funzioni non sono stati chiusi in organigrammi strutturati e “ruoli e titoli professionali”. Siamo giunti alla conclusione che la “parola d’ordine” di sistema potrebbe essere “contaminazioni nell’intera filiera sanitaria”.
Perché proporre le professioni dei farmacisti a coprire le funzioni all’interno dell’intera filiera? Per il solido valore della cultura scientifica della laurea in Farmacia, più volte citata come rivincita delle skill individuali opportunamente costruite e aggiornate. Tuttavia, andrà fatto uno “switch culturale” passando da un “rapporto di bancone con il cliente ad acquisire la “competenza sullo sviluppo di trial clinici” mettendo in pratica il concetto di “real world”. Andrà fatto uno “switch culturale” dall’”analisi dello scontino medio” a un modello di “farmacoeconomia territoriale”. Si può fare? Le appropriate “contaminazioni di esperienze” lungo la filiera del farmaco potrebbero permetterlo. Le valutazioni del singolo farmacista sarebbero orientate a misurare:
La sensibilità territoriale, l’ottimizzazione dei processi di digitalizzazione, le capacità di lean management che spostano le competenze non sola nella misurazione di performance nel business ma anche verso nuovi programmi per lo sviluppo di nuove competenze a forte valore aggiunto.
| Sostenibilità economica: remunerazione basata su servizi | Investimenti: aumentare capitali esteri per stabilizzare il quadro regolatorio | Investimento: mezzi di relazione omnicanale con analisi predittiva |
| Modelli integrati: farmacista clinico + tecnico avanzato, nuovi profili farmaceutici | Competenze professionali: AI-Pharmacist, Digital Clinical Specialist | Competenze in dati, comunicazione regolata, digital compliance |
Uscire dalla “comfort zone”
“Il SSN è organizzato per eventi acuti. Il mercato richiede attività di aderenza, prevenzione, appropriatezza, presa in carico territoriale”.
In cinque anni va ridisegnato e valorizzato il modello di “Prevenzione e continuità terapeutica”. La farmacia può essere pronta a mettere in piedi il termine del confine nel ruolo di nodo decisionale, di sensore territoriale nell’infrastruttura di continuità. Il SSN da parte sua dovrà avere il “coraggio” nella scelta di ridefinirei termini dei confini tra le professioni.
“Non è il mio ruolo”.Il farmacista deve uscire dai silos “esecutore”, “dispensatore”, “specialista del farmaco”, per diventare “co-gestore della continuità terapeutica”, “generatore di informazione clinica, “nodo di sistema” anche tra ospedale e territorio. Le esperienze contaminanti nella filiera sanitaria potrebbero favorire una migliore accettazione di questa richiesta del “mercato sanitario”.
“Solo se è più grande, la farmacia può andare avanti”.
Il direttore della Farmacia tende a difendere quello che si è sempre fatto e che in realtà potrebbe non funzionare più. Il risultato non necessariamente dipende dalla grandezza dell’impresa, dalla maggiore capacità tecnologica o dall’ampiezza dei servizi. La farmacia, in base alle sue dimensioni, può fare delle scelte specifiche di maggiore integrazione, di maggiore responsabilità in alcune aree, di migliore visibilità in generale. Un oceano blu dove la concorrenza non si affaccia potrebbe rappresentare una crescita di impresa per non restare solo in un oceano rosso ampio: accattivante perché sono note le regole ma dove grandezza e concorrenza potrebbero limitare le prospettive di crescita. Dopo queste valutazioni si può o meno decidere di diventare più grandi.
“Dal sell-in e dal sell-out capisco come va il prodotto”.
Il pre-lancio strutturato, Il lancio di un prodotto è presidiato, il post-lancio è dato per scontato perché il ciclo di vita del prodotto è pianificato ed è difficile cambiarlo.
“L’aderenza terapeutica si controlla poco: è un problema del medico e poi con il paziente non possiamo avere contatti”.
Il farmacista-manager di azienda dovrebbe considerare che perdere la continuità e l’aderenza vuol dire vanificare la promessa terapeutica. Indebolire la fase di maturità del ciclo di vita potrebbe significare non dare il massimo spazio a potenziali “rilanci” con nuove indicazioni terapeutiche. L’“occhio del farmacista” sulle carenze dei farmaci, le capacità di colloquio con i pazienti possono trasformarlo in un “advocacy patient” aziendale e/o territoriale.
“Io eseguo” Se l’ISF è farmacista, le parole d’ordine della relazione non dovrebbero essere esclusivamente “frequenza visite”, “simpatia”, “presenza”. Il nuovo confine potrebbe essere spostato verso qualità dell’integrazione, capacità di lavorare insieme agli attori del sistema, traduzione reciproca dei linguaggi.
Oltre a portatore i contenuti, il farmacista ISF potrebbe diventare abilitatore del sistema perché l’ISF, ad oggi, è l’unico ruolo del sistema che riesce a vedere tutti i meccanismi. Basta autorizzarlo a farlo.
In conclusione, il nostro “viaggio” attraverso la costruzione di un’infrastruttura unica vuole trasmettere il concetto che nei cinque anni che seguono, le professioni del farmacista dovranno “osare”, formandosi nel concetto di contaminazione per spostare di poco i termini di confine tra capacità cliniche, territoriali, di analisi del dato, di creazione di nuovi modelli di relazione e di gestione della continuità terapeutica.
La sfida nei prossimi cinque anni in tal senso è alta. L’alternativa, altrimenti, sarebbe quella di avere un sistema frammentato, un’innovazione retorica e la sostenibilità come un bel documento scritto ma inapplicabile.
Margini da spostare
Non si vince spendendo di più o aggiungendo compiti alle funzioni sanitarie. Tutte le parti del SSN – farmacie, aziende e ISF ma anche medici e laboratori – dovrebbero accettare un concordato “spostamento dei termini di confine” necessario per efficientare il sistema.
In agraria “i termini del confine” sono quegli elementi che delimitano materialmente due fondi di proprietà. Il punto di riferimento può essere una roccia, una siepe, un albero, così come un palo. Nel lavoro dei campi, le macchine e le intemperie spesso danneggiano “i termini” meno stabili facendoli cadere.
Ogni volta questi riferimenti andranno risistemati per dare un migliore orientamento al lavoro. Acquistare o perdere qualche millimetro è impercettibile all’occhio umano, ma rende l’attività lavorativa più stabile e agevole. I “termini di confine” nella costruzione unica di valori sanitari “hanno lo scopo di rimodulare il lavoro delle professioni”. Non sono prevaricazioni di categoria ma ottimizzazione delle risorse disponibili.
FONTI
1 – 59° Rapporto Censis sulla situazione sociale del paese 2025
2 – D. Scolozzi linkedin Dic. 2025 https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7405871720928104448/
3 – Tesi Adrower R. Biava M, Di Crescienzo N. Potenzialità nell’industria farmaceutica e sanitaria: analisi del futuro mercato Dic.20025


