Secondo uno studio recente pubblicato su Communications Medicine e condotto presso l’università di Edimburgo, chi è affetto da diverse malattie croniche è maggiormente a rischio di sviluppare anche depressione.
Gli autori dello studio sono arrivati a queste conclusioni dopo aver analizzato i dati provenienti dalla UK Biobank relativi a 142.005 persone di età compresa fra i 37 e i 73 anni. Si è visto che le persone a maggior rischio di sviluppare depressione erano quelle affette contemporaneamente da malattie cardiovascolari e diabete, oppure quelle con problemi cronici come la BPCO (Broncopneumopatia cronico ostruttiva) o asma.
Il rischio depressione è risultato alto anche per i pazienti sia maschi che femmine gravati contemporaneamente da malattie epatiche e intestinali. Hanno anche rilevato un rischio maggiore di depressione per le donne con patologie articolari e ossee, mentre lo stesso tasso di depressione non è stato registrato per gli uomini con le stesse malattie dell’apparato scheletrico. In questi gruppi di pazienti il rischio di depressione ha coinvolto circa una persona su 12 nell’arco di 10 anni, mentre nello stesso arco temporale la depressione ha interessato mediamente una persona su 25 senza altre malattie fisiche.
È bene tenere a mente che nella complessa eziopatogenesi della depressione, giocano un ruolo importante fattori biologici, psicologici, ambientali e socioculturali, così come i disturbi del sonno sono un altro importante fattore di rischio e il sesso femminile. Secondo i dati delle sorveglianze Passi e Passi d’Argento dell’Iss diffusi a ottobre dello scorso anno, nel nostro Paese poco più del 6% delle persone prese in considerazione riferisce sintomi depressivi e sente che il proprio benessere psicologico è compromesso per una media di 16 giorni al mese.
I sintomi depressivi si collegano in molti casi a problemi di natura fisica, che si manifestano in chi è colpito mediamente quasi 10 giorni al mese (per chi è libero da depressione la media è di meno di due giorni), e a limitazioni nelle attività quotidiane per quasi 8 giorni al mese.
I sintomi depressivi sono generalmente più frequenti con l’avanzare dell’età, fra le donne (7%), fra le persone socialmente più svantaggiate, per difficoltà economiche (19%), precarietà lavorativa (8%) o bassa istruzione (10%), fra chi vive da solo (7%) e fra le persone affette da patologia cronica (11%). Solo il 65% delle persone intervistate che riferiscono sintomi depressivi ricorrono all’aiuto di qualcuno, rivolgendosi soprattutto a medici oppure operatori sanitari.
Il ruolo del farmacista è chiaro. Essendo tanti i fattori che predispongono alla depressione, è importante cercare di prevenire la condizione agendo per quanto possibile su ciascuno di loro.
Ecco quindi che è fondamentale il suggerimento del professionista del banco: curare dalla giovane età la propria dieta, cercando di mangiare in maniera sana ed equilibrata, svolgere una regolare e costante attività fisica, curare la propria igiene del sonno. È di aiuto astenersi dal fumo, non abusare di alcol e non consumare stupefacenti come pure è bene coltivare relazioni familiari e personali soddisfacenti.


