Le oltre 200 mila farmacie di comunità dislocate in 33 Paesi europei rappresentano uno dei presidi sanitari più accessibili e resilienti del Continente. Le recenti crisi – che hanno spaziato dalle pandemie alle carenze di medicinali, fino ai disastri naturali e ai blackout energetici – hanno messo in luce le vulnerabilità strutturali dei sistemi sanitari europei, contesti nei quali le farmacie sono tuttavia rimaste costantemente aperte per garantire la continuità assistenziale.

A conferma di questo ruolo chiave, durante la Conferenza annuale svoltasi a Breslavia dal titolo “Garantire la preparazione sanitaria dell’Europa”, il PGEU – Pharmaceutical Group of the European Union, ha presentato il suo nuovo Position Paper sulla preparazione sanitaria. Il documento traccia le linee guida per valorizzare i farmacisti territoriali nelle strategie comunitarie di prevenzione e gestione delle emergenze.

Le 7 richieste del PGEU per rafforzare l’Europa

Per trasformare il potenziale delle farmacie di comunità in una risorsa strutturale, il PGEU ha formalizzato sette precise richieste d’azione rivolte ai decisori politici europei e nazionali:

  1. Inclusione formale nei piani di crisi: integrare stabilmente le farmacie nelle strutture di governance delle emergenze e nei piani di risposta nazionali;
  2. Scorte di emergenza coordinate: ottimizzare gli stoccaggi di medicinali essenziali e dispositivi medici attraverso un approccio europeo proporzionato ed evitare pressioni sulla catena di fornitura;
  3. Ampliamento delle competenze: estendere le funzioni dei farmacisti per supportare vaccinazioni, test, gestione delle carenze e somministrazione di contromisure mediche in regime di emergenza;
  4. Valorizzazione dei dati delle farmacie: utilizzare i dati aggregati dei presidi per monitorare le carenze in tempo reale, azzerando gli aggravi burocratici;
  5. Disponibilità dei dispositivi: attuare azioni mirate per rendere immediatamente reperibili dispositivi diagnostici, terapeutici e di protezione individuale durante i picchi di crisi;
  6. Comunicazione pubblica del rischio: arruolare i farmacisti nelle strategie di informazione ufficiali per contrastare le fake news e supportare l’aderenza della popolazione alle raccomandazioni sanitarie;
  7. Collaborazione interprofessionale: strutturare la cooperazione tra farmacisti di comunità, medici, ospedali e servizi di emergenza prima, durante e dopo gli eventi critici.

Il commento della presidenza

Il Presidente del PGEU,

Mikołaj Konstanty, eletto lo scorso gennaio, ha rimarcato il valore intrinseco della rete territoriale: «Le farmacie di comunità europee sono una parte fondamentale della preparazione sanitaria: sono accessibili, affidabili e presenti capillarmente. Le recenti crisi hanno dimostrato che i farmacisti possono contribuire alla continuità delle cure, supportare gli interventi di sanità pubblica, comunicare informazioni affidabili e ridurre la pressione su altre aree del sistema sanitario. Tuttavia, questo potenziale può essere pienamente espresso solo se le farmacie verranno formalmente integrate nella pianificazione delle emergenze, adeguatamente finanziate e dotate di poteri d’azione completi».

Mikolaj Konstanty è eletto presidente del PGEU lo scorso gennaio
Mikolaj Konstanty è eletto presidente del PGEU lo scorso gennaio

Best practice europee: i modelli nazionali inseriti nel Position Paper

L’allegato tecnico del documento PGEU evidenzia come diversi Paesi abbiano già sfruttato con successo la capillarità delle farmacie per rispondere a emergenze specifiche, definendo modelli scalabili:

  • Belgio (Emergenze nucleari): Le farmacie sono l’anello finale del piano di emergenza radiologica statale. Distribuiscono preventivamente le compresse di iodio ai gruppi vulnerabili (under 18, donne in gravidanza/allattamento) e alle scuole, occupandosi anche della corretta informazione e del ritiro dei lotti scaduti.
  • Spagna (Catastrofi naturali e blackout): Durante le alluvioni di Valencia del 2024, i farmacisti hanno garantito la continuità terapeutica allestendo punti di primo soccorso e attivando l’assistenza domiciliare. Inoltre, durante il massiccio blackout dell’aprile 2025, grazie ai piani di contingenza informatici, le farmacie sono rimaste aperte erogando oltre mezzo milione di ricette elettroniche in poche ore e supportando la catena del freddo dei farmaci.
  • Francia (carenze di farmaci): I farmacisti francesi dispongono di strumenti normativi avanzati per contrastare la carenza di prodotti. Su indicazione delle autorità, possono avviare la preparazione galenica magistrale del farmaco mancante o procedere alla sostituzione terapeutica con un altro principio attivo o forma farmaceutica per salvaguardare il paziente.
  • Germania (Distribuzione di massa): All’inizio del 2021, per proteggere i soggetti ad alto rischio Covid-19, il Ministero della Salute ha affidato alle farmacie la distribuzione centralizzata delle mascherine protettive, gestendo la consegna controllata di oltre 250 milioni di dispositivi a fronte di voucher assistenziali.
  • Paesi Bassi (Coordinamento regionale): Il modello olandese si basa su rappresentanti d’emergenza locali (farmacisti e medici) che pianificano flussi logistici alternativi in caso di guasti informatici o energetici, evitando la creazione di costose e inefficienti scorte massive nelle singole farmacie.
  • Danimarca e Portogallo (Servizi avanzati e prossimità): In Danimarca è diventato permanente un sistema di reportistica giornaliera automatica degli stock di farmaci critici in farmacia. In Portogallo, oltre al ruolo chiave nei test rapidi e nelle vaccinazioni, le farmacie hanno attivato un fondo di emergenza (abem) durante i gravi incendi boschivi per dispensare medicinali gratuiti alle famiglie colpite.

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