Il Friuli-Venezia Giulia accelera sulla sanità di territorio e trasforma le sue circa 400 farmacie di comunità in veri e propri hub di salute integrati nel Servizio Sanitario Regionale. È questo il cuore del nuovo Accordo integrativo regionale siglato a Udine lo scorso giugno tra l’Assessore alla Salute, Riccardo Riccardi, e il Presidente di Federfarma Friuli-Venezia Giulia, Luca Degrassi.

Un’intesa che non si limita a rinnovare il percorso sperimentale avviato nel triennio 2023-2026, ma lo implementa per rispondere in modo strutturato ai nuovi bisogni della popolazione, specialmente nelle aree interne. Quasi la metà delle farmacie della regione opera infatti in contesti rurali o marginali: per questi territori, la farmacia non è solo un punto di dispensazione, ma spesso l’unico presidio sanitario facilmente accessibile.

Screening e diagnostica: la farmacia diventa un hub clinico

Accanto alla conferma delle attività ormai consolidate – dalle prenotazioni Cup ai cicli vaccinali, passando per gli screening oncologici e la gestione dei dispositivi per il monitoraggio della glicemia – l’accordo segna un deciso cambio di passo sul fronte della telemedicina.

Nelle farmacie aderenti sarà infatti potenziata la diagnostica di secondo livello: i cittadini potranno eseguire in loco esami cruciali per la prevenzione e il monitoraggio cardiologico e respiratorio, come elettrocardiogrammi (Ecg), holter cardiaci e spirometrie, riducendo la pressione sui presidi ospedalieri e accorciando le liste d’attesa.

Come cambia la logica del farmaco: novità per DPC e monouso

Importanti novità interessano anche la filiera distributiva. Il nuovo assetto prevede un sensibile ampliamento dell’elenco dei medicinali del Prontuario della distribuzione diretta che d’ora in avanti transiteranno attraverso il canale della Distribuzione per Conto (DPC), semplificando l’accesso alle terapie per i pazienti cronici e complessi.

La vera novità logistica è però l’estensione della DPC ai dispositivi medici a bassa complessità: prodotti monouso di consumo quotidiano come aghi e lancette pungidito potranno essere ritirati comodamente nella farmacia sotto casa.

Le risorse: un paracadute per le farmacie a basso fatturato

La sostenibilità economica dell’accordo è garantita da un piano di investimenti regionali progressivo. La Regione ha infatti stanziato 250mila euro per l’anno in corso (2026), importo che salirà a 1 milione di euro l’anno a decorrere dal 2027.

La scelta politica forte sta nella destinazione di queste risorse: una quota rilevante del fondo sarà infatti blindata e vincolata al sostegno delle farmacie rurali sussidiate e a basso fatturato. Un intervento mirato a garantire la tenuta economica dei presidi più fragili, salvaguardando quella capillarità che è la vera forza del sistema.

«Le farmacie rappresentano un punto di salute diffuso sul territorio, con una capillarità che consente di intercettare i bisogni delle persone e di dare risposte vicine, accessibili e qualificate», ha sottolineato l’assessore Riccardo Riccardi, commentando la firma. «Il rinnovo dell’Accordo integrativo regionale conferma e rafforza un’alleanza fondamentale per la sostenibilità del Servizio sanitario regionale. Diamo continuità a un percorso avviato tre anni fa e lo aggiorniamo rispetto alla trasformazione dei bisogni di salute».

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