L’ottavo Italian Barometer Obesity Forum, ospitato a Roma lo scorso 7 luglio, nel corso del quale è stato presentato l’omonimo rapporto, ha acceso i riflettori sull’epidemiologia dell’obesità nel nostro Paese. Sebbene la quota complessiva di popolazione in eccesso di peso sia rimasta stabile nell’ultimo decennio – pari al 46,4% nel 2025 – le rilevazioni mostrano un’impennata epidemiologica preoccupante concentrata prevalentemente sulle generazioni più giovani.

L’allarme principale riguarda la popolazione femminile under 34: la percentuale di giovani donne con obesità (18-34 anni) è passata dal 3,6% del 2016 al 6,3% attuale, registrando un incremento del 75%. Una crescita netta che supera quella dei coetanei maschi (+35%) e che tende a estendersi alle fasce d’età successive, in particolare tra i 35 e i 54 anni.

L’allarme minori e l’impatto socio-economico

Lo scenario si fa altrettanto critico se si analizza l’età evolutiva. Nel biennio 2024-2025, oltre un minore su quattro tra i 3 e i 17 anni (26%) si è trovato in condizione di eccesso ponderale, con un picco del 32,3% nella fascia d’età tra i 3 e i 10 anni. L’analisi statistica mette in luce una forte correlazione con il contesto familiare e socio-economico.

Il tasso di minori in eccesso di peso sale infatti al 35,8% se entrambi i genitori condividono la stessa condizione. Inoltre, il fenomeno colpisce maggiormente i contesti con minori strumenti educativi ed economici: la percentuale raggiunge il 33,8% nelle famiglie con un basso livello di istruzione dei genitori, a fronte del 20,3% registrato nei nuclei in cui almeno un genitore possiede una laurea.

Una patologia complessa e multisistemica

Gli esperti riuniti a Roma hanno ribadito l’urgenza di sradicare il pregiudizio che riduce l’obesità a una colpa individuale. Si tratta di una patologia complessa e multifattoriale, con forti radici genetiche, amplificata dalla sedentarietà.

Come evidenziato da Paolo Sbraccia, Presidente della Fondazione IBDO, la gravità clinica risiede nella natura multisistemica della malattia, associata a gravi complicanze quali diabete di tipo 2, ipertensione, dislipidemie, apnee notturne e patologie cardiovascolari. Nel caso specifico delle giovani donne, l’obesità triplica il rischio di infertilità e incrementa le probabilità di aborto spontaneo, aggravando inoltre il quadro della sindrome ovarica poliendocrino-metabolica.

La strategia politico-sanitaria: dalla legge alle reti territoriali

Sul piano legislativo, l’Italia si pone come modello internazionale grazie all’approvazione della prima legge al mondo che riconosce l’obesità quale malattia cronica. Il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha confermato che la direzione strategica è tracciata, anche grazie all’integrazione della patologia nel nuovo Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031, volto a promuovere stili di vita attivi integrando sanità, scuola e sport.

Per tradurre il dettato normativo in azioni concrete, i parlamentari Roberto Pella e Daniela Sbrollini, Presidenti dell’Intergruppo Parlamentare obesità, diabete e Malattie Croniche non Trasmissibili, hanno sottolineato la necessità di potenziare i percorsi di cura applicando i principi del Piano della Cronicità.

Gli obiettivi centrali comprendono lo stanziamento di risorse adeguate, il rafforzamento della medicina territoriale, l’educazione alimentare e un accesso più equo e omogeneo all’innovazione terapeutica e specialistica.

I partner dell’evento

L’evento è stato realizzato, su iniziativa della Senatrice Daniela Sbrollini, con il supporto scientifico ed istituzionale de: l’Intergruppo parlamentare obesità, diabete e malattie croniche non trasmissibili, Intergruppo parlamentare qualità di vita nelle città, Intergruppo Parlamentare Sanità digitale e terapie digitali, Intergruppo parlamentare per la prevenzione delle emergenze e l’assistenza sanitaria nelle aree interne, Italian Barometer Diabetes Observatory (IBDO) Foundation, Istat, Coresearch, Crea Sanità, Bhave, Università di Roma Tor Vergata – Dipartimento di medicina dei servizi, le società scientifiche di area, Italian Obesity Network, Open Italy, FIAO – Federazione Italiana delle Associazioni dell’Obesità e con il contributo non condizionato di Novo Nordisk.

 

 

 

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