Riprende la parola sul tema della spesa farmaceutica, il Sottosegretario alla Salute, On. Marcello Gemmato intervenuto di recente al convegno organizzato dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) a Roma, e sul battage di numeri, cifre e polemiche, fa chiarezza.
Nel 2025 la spesa registra un rallentamento del 20% rispetto ai precedenti 5 anni, ma è prioritario continuare a investire in prevenzione, ricerca e innovazione farmaceutica per garantire prospettiva di vita e più opportunità di cura al cittadino-paziente, in un contesto di difesa e tutela delle sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale e del Sistema Salute nel suo complesso.
I nodi su cui ha discusso Gemmato
La ricerca farmaceutica è una leva trainante e premiante che sta consentendo in misura sempre maggiore di cronicizzare, grazie a nuove terapie, come i farmaci innovativi, patologie con un passato recente di alta letalità o di non trattabilità e curabilità per scarsità di opzioni terapeutiche. Il costo dell’innovazione, indiscusso e imprescindibile, si compensa con outcome dimostrati di efficacia e sopravvivenza della persona-paziente.
Il sottosegretario ha poi sottolineato che, di fatto, non si osserva uno sforamento del Fondo sanitario nazionale (FSN) con riferimento alla farmaceutica: a riprova nel periodo 2014-2024 si evidenzia un aumento medio sul FSN del 7%, nel 2019-2024 del 7,25% e nel 2025 del 5,7% con una flessione media del 20% rispetto alla spesa media dei precedenti 5 anni. Ad esempio la convenzionata dopo circa vent’anni di riduzione, ha subito dal 2022 un nuovo rialzo, nel post-pandemia.
I dati più recenti attestano, sempre al 2025, la crescita della spesa per acquisti diretti, al netto dei ripiani, dal 10,4% del 2024 al 4,1%, riportando la rotta della spesa su un “percorso fisiologico”. Inoltre, a supporto della spesa farmaceutica, in particolare per acquisti diretti regionali di farmaci, il Governo ha previsto un incremento economico tra il 2024 e il 2025 di circa 1,4 miliardi di euro aggiuntivi, sfatando l’idea che la politica intenda scarica il costo delle cure sui cittadini.
In buona sostanza il sistema sta dimostrando la capacità di mantenere buone performance, a fronte dell’invecchiamento della popolazione correlato a maggiore cronicità, quindi a un aumento della richiesta di terapie e della spesa farmaceutica. Performance sostenuta anche dall’innovazione farmacologica e farmaceutica in costante avanzamento.
Il quadro va completato con un altro elemento chiave: la prevenzione. Corretti stili di vita, consumo di dieta mediterranea, ricorso alla farmacia dei servizi e non ultimo alla Casa di Comunità, un supporto importante al cittadino, soprattutto a coloro che risiedono nelle aree interne, e infine il medico di medicina generale.
Remunerazione delle farmacie
In merito alla retribuzione, il Sottosegretario ha sottolineato che le più recenti azioni intraprese sono state finalizzate non a remunerare semplicemente il prezzo del farmaco, ma a valorizzare il servizio professionale reso al cittadino, la prossimità delle cure e la presa in carico, offerta dalla farmacia e dai suoi professionisti. La riforma è stata, dunque, pensata per distribuire vantaggi indistinti, introducendo ad esempio un modello più equilibrato e redistributivo, rafforzando le farmacie piccole, rurali e disagiate.
Mentre in merito alla delicata questione della riclassificazione di alcuni medicinali dalla distribuzione diretta alla convenzionata, Gemmato ha fatto presente che è stata eseguita in ottemperanza alle valutazioni di AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) su terapie croniche ad alta prevalenza, coerenti con una gestione territoriale del paziente. Quindi, il passaggio di un farmaco da un canale distributivo ad un altro, giustificherebbe l’alternanza della spesa, rispettivamente in crescita in un contenitore e in calo nell’altro.
Pertanto, la valutazione per essere corretta e probante deve tenere conto del saldo complessivo, cioè dei costi DPC (Distribuzione per conto) evitati, logistica, gare, oneri amministrativi, distribuzione e tempo sottratto alle strutture sanitarie. Parallelamente, AIFA ha messo in atto una retrocessione degli sconti confidenziali e rinegoziazioni economiche con le aziende che hanno permesso di ridurre il costo netto sostenuto dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
Semplificazione e revisione dell’assistenza farmaceutica
Circa la semplificazione è stato sottolineato come l’azione sui percorsi prescrittivi e distributivi dei farmaci porti a liberare medici di medicina generale, specialisti, farmacie e strutture pubbliche da passaggi burocratici non sempre giustificati per restituire tempo alla cura e alla presa in carico del paziente.
Così come la revisione dell’assistenza farmaceutica non va letta come il venir meno di parte della tutela al cittadino, ma di contro come opportunità per aggiornare le regole, migliorare l’appropriatezza delle prescrizioni e usare meglio le risorse pubbliche, al fine di garantire i farmaci a chi ne ha davvero bisogno, tra cui anziani, pazienti cronici e persone fragili, e favorire la sostenibilità del SSN. Quindi con un generale beneficio complessivo.
La Riforma Farmaceutica
Sul tema l’On. Gemmato si era già espresso illustrando le azioni agite dal Governo per favorire il riequilibrio del sistema, con particolare attenzione al paziente cronico, prioritario per la medicina territoriale.
Oggi, la Riforma Farmaceutica ha avuto l’approvazione. La Commissione Affari sociali del Senato ha licenziato in data 9 Luglio, alla presenza del sottosegretario per la Salute Gemmato, deus ex machina del provvedimento, il disegno di legge che delega al Governo la riforma e il riordino della legislazione farmaceutica in materia di accesso al farmaco, monitoraggio e controllo della spesa farmaceutica, servizi sanitari delle farmacie sul territorio e rafforzamento della rete assistenziale farmaceutica.
Il testo (ora rubricato con il numero 1903) passa all’esame dell’Aula di Palazzo Madama.


