Nulla di fatto per l’aumento remunerativo ai farmacisti dipendenti, in seguito alla proposta di Federfarma, giudicata insoddisfacente, mentre si riconferma per l’anno 2026 un contributo genitoriale, da parte di Enpaf (Ente nazionale di previdenza e assistenza dei farmacisti) a sostegno di nascita o adozioni.
La richiesta dei farmacisti dipendenti e la risposta di Federfarma
Non ha trovato un accordo l’aumento complessivo di 220 euro mensili suggerito dalla Federazioni all’indirizzo dei farmacisti dipendenti, nell’ambito di una serie di iniziative che intendono premiare la dedizione professionale del sanitario verso cittadini e territorio, “incrementando” in parte anche la qualità della vita.
Lo sforzo che non ha ricevuto il consenso di farmacia privata è stato espresso nei giorni scorsi in occasione di un incontro fra le stesse e la Federfarma. Come “contromisura” l’associazione dei titolari ha presentato una nuova proposta contrattuale, ritenuta più consona alle richieste dei collaboratori e a garantire la sostenibilità delle farmacie, specie nelle aree più fragili.
La richiesta
Nel nuovo documento si propone un incremento salariale, suddiviso in tre diverse quote economiche, equiparate al livello di formazione e degli anni dedicati alla farmacia dal professionista. Nello specifico: una quota base di 130 euro riconosciuta all’intera categoria, una quota aggiuntiva di 70 euro destinata ai farmacisti per “gli anni di studio, il livello professionale e la delicatezza del ruolo” e infine 20 euro a titolo di garanzia, in attesa dell’attivazione della contrattazione regionale di secondo livello.
Federfarma ritiene che l’intervento rispetti le “istanze espresse dai farmacisti collaboratori”, che tiene conto anche delle necessità di “mantenere la sostenibilità di tutte le farmacie, anche quelle che operano in piccoli centri spesso privi di altri servizi”, come negli obiettivi nelle Associazioni titolari.
La proposta include, inoltre, alcuni altri vantaggi economici e normativi, fra cui l’integrazione al 100% della retribuzione durante il congedo di maternità obbligatorio; la rimodulazione dei requisiti per l’attribuzione del livello Q2, per un riconoscimento più chiaro della professionalità; la riduzione dei tempi di avanzamento di livello in caso di passaggio dal primo livello al Q3 dopo un anno invece di due; la definizione puntuale del lavoro notturno, con maggiorazione a partire dalle ore 20.00 o dall’orario di chiusura serale previsto a livello regionale.
Si aggiungono ancora: 8 ore retribuite annue per la formazione ECM in orario di lavoro; l’aumento del periodo di comporto per malattie gravi; incrementi delle maggiorazioni per reperibilità passando dal 10% al 15% e per il lavoro supplementare dal 25% al 35%; l’introduzione di un congedo per le vittime di violenza di genere; la possibilità di anticipazione del TFR (Trattamento di Fine Rapporto) in nuove casistiche; l’avvio della contrattazione regionale di secondo livello, con linee guida nazionali.
Siamo comunque in stallo
Benché siano stati fatti molteplici sforzi per agevolare tutte le necessità e le richieste, c’è ancora insoddisfazione tra le organizzazioni sindacali, generando un ulteriore rinvio delle trattative. Federfarma sottolinea che questo ennesimo stallo impatterà su un ritardo nell’erogazione delle nuove condizioni economiche e dei benefici fiscali previsti dalla legge di bilancio 2026 per i dipendenti del settore.
La Federazione conferma il proprio impegno e volontà nel “valorizzare la professionalità dei collaboratori e migliorarne la qualità della vita”. Ferma la posizione dei sindacati che ribadiscono una azione propositiva sul fronte salariale e delle tutele.
Nascita e adozioni
Più agile la questione remunerativa su questo fronte. L’Enpaf riconferma anche nel 2026 un contributo fino a 1.500 euro per farmacisti a supporto di una nuova nascita o adozione. La ri-proposta fa seguito all’apprezzamento dimostrato dagli iscritti nella precedente annualità e prevede: un contributo, pari a 1.000 euro, elevato a 1.500 euro in caso di parti gemellari, adozioni o affidamenti preadottivi plurimi, a vantaggio di tutti farmacisti e le farmaciste iscritti all’Enpaf che esercitano attività professionale, a prescindere dalla categoria professionale e dall’aliquota contributiva versata, inclusi quindi i contribuenti di solidarietà.
Inoltre, il Consiglio di Amministrazione dell’Ente ha deciso l’introduzione di requisiti più favorevoli per aumentare il numero di possibili beneficiari, semplificando anche l’accesso. Tra le nuove “regole” si includono ad esempio: la minore anzianità minima di iscrizione e contribuzione prevista, scesa da 5 a 3 anni; l’innalzamento del valore massimo dell’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) passato da 30 mila a 35 mila euro; l’incremento del limite del patrimonio mobiliare da 40 mila a 50 mila euro, con un’ulteriore maggiorazione di 5 mila euro per ogni componente del nucleo familiare oltre il secondo, fino a un tetto complessivo di 65 mila euro.
La domanda
Buone notizie anche su questo fronte: il termine per presentare la domanda è stato esteso a un anno dalla nascita del minore o dell’adozione/affido, rispetto ai soli 180 giorni prima previsti. Il contributo è cumulabile con altri sostegni economici per la maternità ed esente da imposizione fiscale.
Sono disponibili online: Regolamento e modulistica per il sostegno alla genitorialità sono disponibili. Enpaf promuove gli Ordini provinciali a diffondere l’informazione a tutti gli iscritti, mentre ricorda anche un’altra misura di sostegno familiare, il rimborso delle spese per asilo nido e scuola dell’infanzia, iniziativa che si inserisce nel quadro delle politiche di conciliazione vita-lavoro della Fondazione.


