L’operazione internazionale “Shield VI”, che ha portato al sequestro di ingenti quantità di medicinali contraffatti e sostanze dopanti, ha riacceso i riflettori su una minaccia globale sempre più pervasiva: il traffico illegale di farmaci sul web.
Il fenomeno non riguarda più solo le tradizionali categorie di farmaci dopanti o per la disfunzione erettile, ma si è esteso pericolosamente a terapie croniche e salvavita. Negli ultimi mesi, l’Agenzia Europea per i Medicinali – EMA, ha lanciato un allarme specifico riguardo alla proliferazione di versioni falsificate di farmaci per il diabete di tipo 2 e la perdita di peso (analoghi del recettore GLP-1), spesso promossi in modo irresponsabile sui canali social.
Le dichiarazioni di Federfarma: la garanzia della filiera chiusa
Federfarma ha espresso un plauso convinto alle Forze dell’Ordine per il successo dell’operazione Shield VI, sottolineando come tali interventi siano vitali per proteggere la salute dei cittadini. La Federazione nazionale dei titolari di farmacia ha ribadito con fermezza che l’unico modo per avere la certezza della qualità, dell’efficacia e della corretta conservazione di un medicinale è l’acquisto attraverso i canali ufficiali.

Il sistema italiano si basa su una “filiera chiusa” e tracciata, dove ogni confezione è monitorata dal sito di produzione fino alla dispensazione finale. Federfarma ricorda che l’acquisto di farmaci soggetti a prescrizione medica al di fuori delle farmacie fisiche è illegale e pericoloso.
Anche per quanto riguarda i farmaci senza obbligo di ricetta (SOP e OTC), la vendita online è consentita solo alle farmacie e parafarmacie che espongono il Logo Identificativo Nazionale sulla propria home page, un collegamento diretto che certifica l’autorizzazione ministeriale del sito.
La posizione di FOFI: il ruolo del professionista come sentinella
Sulla stessa linea si pone la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani – FOFI, che evidenzia come il farmacista rappresenti l’ultimo e più importante presidio di sicurezza prima che il farmaco raggiunga il paziente. FOFI sottolinea che la professionalità del farmacista non si limita alla consegna del prodotto, ma include un’attività di vigilanza costante volta a intercettare eventuali anomalie e a educare il pubblico sui pericoli del “fai-da-te” digitale.

Il rischio della contraffazione online è duplice: da un lato il pericolo chimico, legato a prodotti che possono contenere principi attivi errati, dosaggi sballati o sostanze tossiche; dall’altro il rischio terapeutico, derivante dall’assunzione di farmaci senza il necessario controllo medico.
Un fronte comune contro i “Fake Drugs”
La battaglia contro i farmaci falsi richiede un impegno multidisciplinare. Mentre EFPIA e le organizzazioni internazionali collaborano per monitorare le piattaforme digitali e rimuovere i siti illegali, in Italia il farmacista territoriale agisce come educatore sanitario.
Spiegare ai pazienti che un risparmio economico o la comodità di un acquisto via social possono tradursi in gravi danni alla salute è parte integrante della missione professionale. Come ribadito sia da Federfarma che da FOFI, la fiducia nel sistema farmaceutico è il pilastro su cui poggia la sicurezza del paziente: un valore che non può essere sacrificato sull’altare del mercato nero digitale.


