Al via una tappa fondamentale per la semplificazione dell’assistenza integrativa ai pazienti affetti da celiachia: a partire da luglio 2026, è iniziata la prima fase sperimentale per la circolarità dei buoni spesa per prodotti senza glutine tra la Regione Lombardia e la Regione Liguria.
L’iniziativa vede l’adeguamento del sistema informatico regionale lombardo (Celiachi@RL) per consentire ai pazienti di erogare e spendere il proprio budget mensile anche al di fuori dei confini di residenza, sia nelle farmacie territoriali sia negli esercizi convenzionati.
La fase pilota
La misura interesserà in questa prima fase una platea di circa 60mila persone celiache (52.013 in Lombardia e 6.785 in Liguria) e rappresenta un banco di prova cruciale nell’ottica di estendere l’interoperabilità dei sistemi regionali a tutto il territorio nazionale, come previsto dalla Legge di Bilancio 2026.
Il commento dell’Associazione Italiana Celiachia
La presidente dell’Associazione Italiana Celiachia – AIC, Rossella Valmarana ha espresso entusiasmo e soddisfazione per il lancio dell’iniziativa.
«Si tratta di un risultato che risponde a un’esigenza di semplificazione della vita del paziente e uguaglianza di accesso alla terapia su tutto il territorio nazionale che AIC porta avanti da anni e indica come prioritaria in ogni occasione – ha spiegato Valmarana -. L’obiettivo resta la circolarità su scala nazionale e il test sperimentale ci avvicina a raggiungerlo. Con l’avvio di questa sperimentazione la circolarità dell’assistenza ai celiaci è una realtà sempre più vicina e, quindi, la realizzazione su scala nazionale del diritto più atteso dai celiaci, segno che il nostro operato al fianco e a disposizione delle istituzioni porta risultati concreti e, soprattutto, un’ulteriore buona notizia per le 280 mila famiglie dei pazienti celiaci».
Verso la circolarità nazionale
Ora AIC prosegue per il perseguimento dell’ampliamento della circolarità su scala nazionale avendo già depositato presso il Ministero della Salute un contributo per il decreto di attuazione perché le persone con celiachia possano presto avere accesso alla terapia anche quando si trovano fuori dalla residenza abituale per studio, lavoro o turismo.


