Non ha tardato ad arrivare la risposta di AIFA, ben prima della data fissata a inizio febbraio dal Ministro della Salute, Orazio Schillaci, per la consegna della documentazione esplicativa sull’esubero della spesa farmaceutica degli ultimi nove mesi del 2025.
Prosegue lo scambio epistolare “al vertice”, in cui Robert Nisticò, uomo a capo dell’Agenzia, fa piena chiarezza su varie delicate questioni: scelte e politiche di investimento, senso di responsabilità verso la tutela del paziente, governance di AIFA stessa, rivisitazione delle misure e strategie per riportare a regime i costi globali, possibili tagli sui prezzi. “Apertura” verso qualunque decisione che, a seguito, il Ministro vorrà prendere.

Punto per punto
Nulla è stato lasciato in sospeso. Nisticò risponde a tutti i chiarimenti ministeriali richiesti.
- Senso di responsabilità. Prioritario e centrale il suo personale senso di responsabilità per il ruolo ricoperto e per l’impegno assunto nel garantire ai pazienti il bisogno di essere curati al meglio, non per un semplice diritto universale alla salute, ma per eticità, deontologia. Responsabilità, appunto. Al riguardo, sottolinea Nisticò, i dati di spesa, pur dovendo mantenersi entro limiti accettabili e sostenibili, non possono costituire un ostacolo, limitare il diritto alla cura e all’accesso ai farmaci, di qualunque natura essi siano, specie in territori in cui già si rilevano importanti disuguaglianze strutturali e sanitarie o di offerta di servizi.
- Mantenere la posizione di leadership. Un importante competitor: l’Italia è un traino dell’economia farmaceutica, al secondo posto, in Europa, dopo la Germania per l’immissione di farmaci. Posizione che dovrà ulteriormente consolidare, se non migliorare. Con questo “dato di fatto”, Nisticò esprime la propria visione, un calcolo previsionale: ciò che oggi potrebbe apparire un costo importante, abnorme, domani potrebbe rivelarsi un guadagno strategico per la ricerca, l’innovazione, l’ampliamento delle opportunità di cura offerte al paziente, puntando alla riduzione di effetti collaterali terapie-dipendenti e al miglioramento della qualità di vita. Esiti che, a caduta, possono impattare anche su risparmi importanti, in costi diretti e indiretti, per il sistema sanitario, socio-assistenziali e sociali.
- La governance di AIFA. L’esponente dell’Agenzia fa presente le rotte che hanno guidato le sue decisioni e azioni fin dall’insediamento. Ogni scelta è stata motivata da due fattori: (man)tenere centrale l’interesse per il paziente e il rispetto della missione di AIFA nella sua totalità di obiettivi. I due saldamente legati, ricordando ad esempio la proposta di “AIFA ASCOLTA”, una iniziativa promossa dallo stesso Nisticò, in fase di definitiva approvazione, che intende richiamare al dovere di ascoltare i pazienti, di far sentire vicinanza delle istituzioni nel loro percorso di cura. Tra gli aspetti sollevati nella lettera e che maggiormente premono al Presidente, circa la governance dell’Agenzia, figura la questione dei prezzi. Al riguardo ne ribadisce la principale criticità: la regolamentazione dei farmaci dovrebbe garantire un livello equo del prezzo, tale da poter supportare gli incentivi dell’innovazione e evitare le carenze. Quindi il presidente suggerisce, oltre alla messa in atto già di alcune misure per il contenimento della spesa, la revisione del Prontuario Farmaceutico Nazionale (in fase di perfezionamento), la predisposizione della clausola di salvaguardia che potrà risentire dell’esito del confronto del Tavolo AIFA-Regioni, la collaborazione con il Ministero della Salute per la gestione dei flussi del sistema informativo sanitario. Specie quest’ultima strategia potrebbe aiutare a migliorare la qualità dei dati per il monitoraggio della spesa farmaceutica e del consumo dei medicinali.
Distendere i rapporti
Non ultimo Nisticò si (pre)occupa anche di tornare sulla questione degli screzi interni all’Agenzia fra due figure di riferimento, il direttore amministrativo Giovanni Pavesi e il direttore tecnico-scientifico Pierluigi Russo, citati dallo stesso Ministro Schillaci a seguito del diverbio avvenuto nel corso della presentazione del Rapporto OsMed, proprio sulla questione della spesa.
I rapporti tesi fra i due avevano già invitato Nisticò a domandare l’intervento/un suggerimento al Ministro per risanare in parte la relazione e consentire all’Agenzia di proseguire gli obietti della sua mission istituzionale.
Nulla osta
Il presidente AIFA si dichiara, a chiusura, aperto a qualunque decisione il Ministro Schillaci, vorrà prendere dopo l’esame della documentazione fornita, sia eventuali tagli lineari sul prezzo per specifiche categorie di farmaci, sia interventi normativi per recepire gli strumenti di regolamentazione in corso di realizzazione, o qualunque altra misura contenitiva.


