7 associazioni rappresentative del mondo scientifico, dei pazienti e del mondo politico istituzionale hanno rivolto al Ministro della Salute Orazio Schillaci un appello per chiedere che l’obesità rientri tra i temi di discussione del prossimo G7 Salute che si terrà a ottobre 2024 e sarà a guida italiana. 

I firmatari dell’appello

A firmare l’appello sono stati l’Onorevole Roberto Pella e la Senatrice Daniela Sbrollini, Presidenti dell’Intergruppo parlamentare Obesità, diabete e malattie croniche non trasmissibili, Iris Zani, Presidente di Amici Obesi, Paolo Sbraccia, Presidente di Ibdo Foundation, Giuseppe Fatati, Presidente di IO-Net Italian Obesity Network, Andrea Lenzi, Presidente di OPEN Italy, Angelo Avogaro, Presidente della Società italiana di diabetologia – SID e Rocco Barazzoni, Presidente della Società italiana dell’obesità – SIO.

Le ragioni dell’appello

La Presidenza del G7 e del G7 Salute rappresenta una importante occasione per l’Italia per proporsi come capofila nell’ambito delle più importanti sfide che minacciano la salute globale, tra cui sicurezza alimentare, malnutrizione e sovralimentazione, un problema quest’ultimo che porta con sé problemi genetici, fattori di rischio, comorbidità, stili di vita, con un impatto enorme sulla salute delle persone e sull’economia nel suo complesso.

Basti pensare che l’obesità è causa di circa 4 milioni di decessi annui a livello globale. In assenza di un’inversione di tendenza, il suo impatto economico toccherà i 4,32 trilioni di euro entro il 2035, pari al 3% del PIL globale.

«L’assenza dell’obesità dai lavori – si legge nella lettera indirizzata al Ministro – ci colpisce, segnalando il rischio di affrontare solo parzialmente le sfide della sicurezza alimentare. L’obesità, parte del più ampio paradosso della nutrizione secondo cui si contrappongono, e in parte si possono addirittura sovrapporre, denutrizione e sovralimentazione, è infatti una patologia cronica, progressiva e recidivante con tassi di crescita che raggiungono proporzioni epidemiche in Italia e nel mondo, anche a livello infantile. Comporta un profondo impatto sulla salute pubblica in quanto fattore di rischio delle patologie croniche più diffuse e pericolose tra la popolazione, primo fra tutte il diabete mellito di tipo 2, ma anche patologie cardiovascolari e tumori, nonché tutte le principali malattie non trasmissibili, causando 4 milioni di decessi annui nel mondo, di cui 1,2 milioni solo in Europa».

Obesità: lo scenario italiano

L’obesità è una patologia trasversale che coinvolge sia paesi industrializzati sia paesi in via di sviluppo. Nel nostro Paese si contano 6 milioni di obesi e 23 milioni di cittadini in eccesso ponderale, un quadro drammatico reso ancora più urgente dal dilagare dell’obesità infantile che interessa il 42% dei bambini appartenenti al target 5-9 anni.

Italia paese guida per un cambio di paradigma

«Chiediamo quindi – conclude la lettera – che il Ministero che Lei ha l’onore di guidare condivida il senso di responsabilità e lo sguardo al futuro della salute e della sostenibilità globale inserendo la sfida dell’obesità tra i temi oggetto di discussione del prossimo G7 salute. L’Italia potrebbe finalmente guidare un cambio di paradigma globale senza precedenti su questa patologia, affrontando in tutta la sua complessità anche il tema della sicurezza alimentare attraverso l’approccio della salute pubblica, considerando la sovralimentazione e gli stili di vita come elementi caratterizzanti dell’obesità e portando l’Italia ad essere promotore di soluzioni innovative e capofila di un piano d’azione globale di contrasto a questa patologia cronica, progressiva e recidivante».

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