Cosa significa «omeopatia»?

Il termine omeopatia deriva dal greco «omoios» (simile) e «pathos» (malattia).
Di fatto, l’omeopatia è definita la «medicina dei simili».

Cos’è l’omeopatia?

La medicina omeopatica, scoperta e divulgata tra il Settecento e l’Ottocento dal medico tedesco Samuel Hahnemann (1755-1843), è un sistema medico fondato sul principio che “il simile cura il simile” ovvero ‘Similia similibus curentur’; in altre parole il medicamento che causa una serie di sintomi in un soggetto sano (prover) sensibile a quella data sostanza, aiuterà il paziente a guarire se affetto da una malattia che presenta sintomi simili a quelli che la sostanza è in grado di produrre nello sperimentatore.

Quanto è diffuso l’utilizzo dell’omeopatia fra i cittadini?

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l’Omeopatia è il 2 ° più grande sistema di medicina del mondo con un tasso di crescita del 25% ogni anno.

Oltre un italiano su 5 (21,2%) fa uso di medicinali non convenzionali (+6,7% rispetto al 2012).

In Italia, secondo il sondaggio EMG Acqua 2016, il 4,5% della popolazione (pari a circa 2 milioni e 700 mila cittadini) si affida regolarmente alle cure omeopatiche con una frequenza quotidiana o settimanale.
Più del 20% degli italiani utilizza invece i medicinali omeopatici almeno una volta l’anno. E in generale, oltre l’80% degli intervistati dichiara di conoscere l’omeopatia.

Secondo il Rapporto Italia di Eurispes 2017:

  • l’omeopatia è la terapia complementare più diffusa (76,1%),
  • la fitoterapia si colloca al secondo posto (58,7%),
  • seguono l’osteopatia (44,8%),
  • l’agopuntura (29,6%)
  • la chiropratica (20,4%).

Per il periodo 2012-2015 Omeoimprese  sottolineava che la popolazione italiana adulta che aveva usato almeno una volta nell’ultimo anno un medicinale omeopatico era cresciuta, con un incremento dal 16,2% (del 2012) al 16,5% (del 2015).

Nel 2013, l’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna (ONDA) indagando su di un campione di 1000 donne intervistate di età compresa tra i 25 e i 54 anni, rilevava che oltre il 70% di loro dichiarava di aver avuto un’esperienza positiva con l’omeopatia.

Nel 2016 un’indagine della Federazione Medici Pediatri (Fimp) condotta su 5.400 pediatri ha rilevato che quasi un pediatra di famiglia su 3 affianca l’omeopatia alle cure farmacologiche tradizionali e il 36% lo fa regolarmente.

In Svizzera il Ministero dell’Interno nel 2016 ha annunciato l’intenzione di attribuire dal maggio 2017, lo status di medicina convenzionale a cinque terapie complementari tra cui Omeopatia.
Circa 1⁄4 dei pazienti sono bambini di età inferiore o uguale a 14 anni, che ricorrono al trattamento omeopatico soprattutto per curare malattie acute recidivanti delle alte vie respiratorie.

Nella Regione Toscana l’ultima indagine condotta dall’Agenzia regionale di Sanità (2009) ha mostrato che il 13,4% dei cittadini toscani ha utilizzato almeno una terapia complementare e la medicina omeopatica è la più utilizzata (7.9%); in particolare il 23.3% (1 bambino su 4) dei bambini toscani utilizza l’omeopatia, soprattutto per le malattie acute (74%) con un indice di gradimento per i risultati ottenuti del 79%.

Circa 20 mila medici italiani prescrivono almeno una volta all’anno medicinali omeopatici. Erano 12 mila nel 2006 (Eurispes). E sono circa 4 mila i medici che la esercitano con più regolarità.

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Per quali ragioni mediche ci si rivolge all’omeopatia?

Oltre il 70% degli utenti che si rivolgono all’omeopatia sono pazienti cosiddetti complessi, ossia affetti da più patologie croniche, presenti contemporaneamente nello stesso individuo: pazienti con una storia terapeutica multi-farmacologica importante, segnata da frequenti ricadute cliniche o da malattie non rispondenti ai trattamenti farmacologici convenzionali specifici.

Secondo i dati della letteratura scientifica internazionale, le situazioni cliniche trattate più frequentemente con l’omeopatia riguardano:

  • allergie respiratorie o dermatologiche di vario grado;
  • disturbi funzionali e/o organici dell’apparato gastrointestinale;
  • malattie ostetrico-ginecologiche;
  • malattie otorinolaringoiatriche;
  • malattie dermatologiche;
  • sindromi infiammatorie (inclusa reumatologia);
  • malattie respiratorie;
  • disturbi circolatori;
  • cefalee;
  • disturbi di origine traumatica.

Da recenti stime del Royal London Integrative Medicine Hospital, emerge che l’omeopatia è una medicina di prima scelta nelle patologie acute più diffuse come:

  • quelle delle vie respiratorie,
  • del sistema vascolare,
  • dei disturbi gastrointestinali e della pelle,
  • come pure delle affezioni allergiche e delle varie forme dei disturbi d’ansia.

Esistono ricerche scientifiche?

Soprattutto nell’ultimo decennio, sono stati pubblicati molti studi scientifici con l’obiettivo sia di chiarire il meccanismo d’azione del medicinale omeopatico, sia per dimostrare la sua efficacia in diverse patologie.
Soltanto nel decennio 1991–2000 sono stati pubblicati sulla principale banca dati medico-scientifica internazionale (Pubmed) 1800 articoli riguardanti l’omeopatia.

Alla fine del 2015 sono stati pubblicati su riviste scientifiche internazionali indicizzate (inserite nella banca data Pubmed) 163 studi clinici randomizzati e controllati (RTC), considerato il livello più alto dalla comunità scientifica, che nel 41% dei casi hanno evidenziato gli effetti positivi dell’omeopatia. Queste ricerche riguardano 77 diversi problemi clinici; in particolare per almeno 35 di questi disturbi l’efficacia dell’omeopatia è stabilita con studi randomizzati e controllati di buona qualità oppure con revisioni sistematiche, un altro protocollo di ricerca considerato molto affidabile dai metodologi della ricerca.

Vale infine la pena ricordare che il problema della dimostrazione di efficacia secondo i criteri della medicina basata sull’evidenza (Evidence Based Medicine) esiste anche nella medicina convenzionale. Infatti, una Revisione Cochrane realizzata nel 2007 su 1.016 revisioni sistematiche riguardanti l’efficacia di farmaci di sintesi ha riscontrato che su 3000 trattamenti analizzati solo l’11% risultava efficace secondo i parametri dell’EBM, che nel 50% dei casi le prove di efficacia erano sconosciute e nell’8% i trattamenti erano probabilmente inutili, o addirittura inutili e dannosi.

In quali patologie o problemi di salute l’efficacia dell’omeopatia è stata dimostrata dalla ricerca scientifica?

L’omeopatia si dimostra efficace in diversi problemi pediatrici, inclusi i disturbi del comportamento.
Le altre condizioni mediche che rispondono bene a questa terapia sono:

  • disturbi della cute (acne, eruzioni, eczema, psoriasi e verruche);
  • problemi muscolo-scheletrici (dolore, artrite, osteoartrite, sciatalgia, borsite e fibromialgia);
  • allergie e infezioni ricorrenti;
  • cefalea tensiva ed emicrania;
  • gastrite,
  • pirosi,
  • stipsi,
  • disturbi intestinali,
  • sindrome dell’intestino irritabile,
  • malattie infiammatorie intestinali,
  • raffreddore ricorrente,
  • sinusite,
  • tosse,
  • asma e infezioni respiratorie,
  • depressione,
  • ansia e insonnia,
  • irregolarità e disturbi mestruali,
  • sindrome premestruale,
  • infertilità,
  • vampate di calore,
  • nausea in gravidanza,
  • travaglio e induzione del parto,
  • allattamento,
  • mastite,
  • disfunzioni coronariche e problemi epatici,
  • malattia di Ménière.

L’assunzione dei farmaci omeopatici può avere effetti collaterali?

Non sono riportati effetti collaterali di rilievo per l’uso dei medicinali omeopatici. Secondo uno studio realizzato presso l’ambulatorio di Lucca nel 2005 (pubblicato sulla rivista Homeopathy 2005) lievi effetti avversi, tutti regrediti dopo la sospensione del trattamento, si sono verificati soltanto nel 2.68% dei pazienti.

Ha controindicazioni?

Praticamente nessuna, grazie al fatto che si tratta di medicinali in diluizione e quindi praticamente adatti a tutti.

Può essere usata anche in gravidanza?

Gli studi condotti non hanno dimostrato effetti avversi né sul feto né sulla prosecuzione della gravidanza.
Poiché i medicinali omeopatici sono in genere privi di effetti collaterali, possono essere somministrati in sicurezza anche ai bambini più piccoli e persino ai lattanti.
Tuttavia, a scopo precauzionale, in genere alle donne incinte si consigliano sempre le alte diluzioni, sopra la 9 CH, che risultano assolutamente prive di tossicità.

I farmaci omeopatici sono preparati secondo le norme di Buona Pratica Farmaceutica?

Le attuali normative della farmacopea italiana considerano il rimedio omeopatico un medicinale a tutti gli effetti, anche se a “registrazione semplificata”. La vendita, la distribuzione, la scadenza, la pubblicità seguono le stesse regole degli altri farmaci.

Le strutture pubbliche di medicina complementare e di omeopatia in particolare hanno realizzato delle ricerche che consentono di valutare i risultati clinici ottenuti?

È compito delle strutture di riferimento per le medicine complementari svolgere attività di ricerca e fornire i risultati delle terapie e delle cure erogate ai pazienti.

Per quanto riguarda l’omeopatia, l’Ambulatorio di Lucca fornisce annualmente i dati riguardanti i propri risultati di outcome misurati con uno strumento di valutazione validato (Outcome in Relation to Impact on Daily Living).
Quest’attività di aggiornamento dei risultati clinici riguarda sia i pazienti in età pediatrica sia le donne che si rivolgono all’Ambulatorio di omeopatia della donna.
In particolare sono stati pubblicati su riviste internazionali indicizzate in PubMed:
lavori scientifici sugli effetti collaterali dei farmaci omeopatici, sull’aderenza al trattamento omeopatico dei pazienti, sul rapporto costi-benefici per l’omeopatia, sulla sicurezza del paziente, sulle terapie di supporto ai malati oncologici e soprattutto sulle malattie allergiche.

Elio Rossi, medico responsabile Struttura di riferimento regionale per l’Omeopatia, Azienda Usl Toscana Nord Ovest.

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