10 punti per migliorare la salute degli abitanti delle città

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La salute nelle città: bene comune” è il titolo del manifesto presentato a Roma con l’obiettivo di favorire politiche sociali, culturali e urbanistiche volte al miglioramento dello stile di vita cittadino. Le proiezioni relative all’aumento della popolazione stimano che nei prossimi 30 anni la crescita globale possa avvenire nelle sole aree urbane, con una maggiore concentrazione nelle città più piccole piuttosto che nelle megalopoli.

palazzi in città

Lo spostamento verso le aree urbane è caratterizzato da alcuni cambiamenti sostanziali nello stile di vita rispetto a quello del passato, come la diminuzione dell’attività fisica o la maggiore sedentarietà dei lavori. Cambiamenti che rappresentano uno dei fattori scatenanti dell’incremento esponenziale di persone obese o affette da diabete: i due terzi dei diabetici nel mondo vive proprio in città” ha commentato Andrea Lenzi, professore ordinario di endocrinologia, presidente del Consiglio universitario nazionale (Cun) e coordinatore di HealthCity Think Tank, il gruppo di esperti autori del documento che vede tra i promotori anche organizzazioni e istituzioni come ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Istat e Censis.

Il manifesto “La Salute nelle città: bene comune” si propone dunque di offrire a istituzioni e amministrazioni locali spunti di riflessione per guidarle nello studio dei determinanti della salute nelle città in riferimento ai propri contesti urbani. Lo scopo è quello di elaborare, infine, delle strategie che conducano a migliorare stili di vita e salute del cittadino.

Il documento è stato presentato in occasione del primo Health City Forum organizzato da Italian barometer diabetes observatory (Ibdo) Foundation, Università degli studi di Roma “Tor Vergata”, Health City Think Tank e Istituto per la Competitività (I-Com), con l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e il patrocinio di Presidenza del Consiglio dei ministri, ministero della Salute e Associazione nazionale comuni italiani (Anci).

“Dal 1948 l’Oms invita i governi a favorire programmi di educazione alla salute per la promozione di uno stile di vita sano. Recentemente, ha coniato il termine healthy city, che descrive una città conscia dell’importanza della salute come bene collettivo e che, di conseguenza, mette in atto politiche sociali, culturali ed economiche chiare per tutelarla e migliorarla”, ha spiegato Giuseppe Novelli, rettore dell’Università di Roma “Tor Vergata”.

“La configurazione attuale delle città e l’urbanizzazione non presentano solo rischi per la salute pubblica e individuale, ma offrono anche molte opportunità. In città ben organizzate e amministrate coscientemente, si può dare vita a una sinergia tra istituzioni, cittadini e professionisti in grado di migliorare le condizioni di vita e la salute della popolazione”, ha affermato Enzo Bianco, sindaco di Catania e presidente del Consiglio nazionale dell’Anci.

A tal proposito, il ministro della salute Beatrice Lorenzin, presidente del comitato promotore del manifesto, ha sottolineato la necessità di ulteriori azioni per la diffusione di una cultura della prevenzione e di uno stile di vita più salutare, attraverso iniziative culturali, sociali e sanitarie.

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