Incontinenza maschile, un tabù che condiziona la vita di chi ne soffre

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L’ incontinenza maschile è ancora vissuta come un grosso tabù all’interno della nostra società, nonostante colpisca tra il 2% e il 10% degli uomini. Si tratta infatti di un fenomeno fisico dal forte carico emotivo, che causa perdita di controllo, imbarazzo e un limite alla propria vita sociale e intima.

«Quest’ultimo aspetto è uno degli ostacoli più importanti da superare per chi convive con le perdite urinarie: gli uomini in particolare sentono di aver completamente perso il controllo di sé e si lasciano trascinare in una prima fase di completo sconforto e negazione. Il messaggio che cerco di comunicare ai miei pazienti è che anche con l’incontinenza si può continuare a vivere tranquillamente la propria vita, seguendo i giusti accorgimenti (prodotti specifici, esercizi di riabilitazione del pavimento pelvico, attenzione all’alimentazione e al proprio stile di vita)», ha spiegato Andrea Militello,  urologo responsabile del servizio di Urodinamica presso la casa di cura Villa Immacolata di Viterbo.

Problemi urologici e incontinenza urinaria condizionano la vita di quasi 1/3 degli italiani

Un’indagine Doxa-Tena ha rivelato che problemi urologici e incontinenza urinaria condizionano la vita del 29% della popolazione italiana maschile. In coincidenza delle prime perdite, gli intervistati dichiarano di voler ritrovare il controllo e sentirsi di nuovo padroni di sé stessi (84%), di non vedere l’ora di non doversi più vergognare di fronte agli altri (79%) e di voler riacquistare la propria vita sociale e intima (rispettivamente 64% e 56%).

«I fattori scatenanti l’incontinenza maschile, sono tanti, così come le tipologie e le cause di questo disturbo. Occorre dunque individuare insieme al paziente il percorso di cure, i presidi specifici e gli esercizi di riabilitazione, tenendo sempre in considerazione abitudini e esigenze del singolo in modo da cercare di mantenere il più possibile lo stile di vita del paziente», ha concluso Militello.

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