Un progetto che nasce per facilitare e anticipare le diagnosi di fibrosi polmonare idiopatica

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Si chiama PerFECT il progetto promosso da Roche con lo scopo di aumentare la consapevolezza e l’esperienza degli specialisti sulla Fibrosi Polmonare Idiopatica (IPF), per favorire una diagnosi precoce e un trattamento tempestivo.

L’IPF è una grave e rara malattia che causa la cicatrizzazione progressiva e irreversibile dei polmoni, con una sopravvivenza limitata a tre anni dalla diagnosi nel 50% dei casi: le sue caratteristiche ed i suoi sintomi, facilmente sovrapponibili a quelli di altre patologie respiratorie, la rendono inoltre difficile da identificare. Si stima che ad un paziente su due non venga diagnosticata correttamente la patologia e che possano trascorrere anche due anni dai primi sintomi prima di un accertamento diagnostico definitivo. Tempo prezioso per i pazienti che perdono così l’opportunità di accedere ad una terapia tempestiva. Spesso inoltre i piccoli centri ospedalieri non dispongono di informazioni ed esperienze necessarie ad arrivare ad una diagnosi tempestiva: per questo diventa fondamentale il supporto di un centro di riferimento con maggiore esperienza per una second opinion.

Nasce con questo intento il progetto PerFECT, che si articola in una rete di centri periferici, denominati “Spoke” collegati attraverso una piattaforma web a centri di riferimento esperti, i cosiddetti “Hub”. Con l’obiettivo di facilitare e supportare la diagnosi di IPF, mettendo in contatto diretto i centri meno esperti con i centri di riferimento nell’ambito delle patologie interstiziali del polmone, per ottenere in tempi brevi un parere di secondo livello. Attraverso un tool informatico, infatti, i centri Hub valutano la documentazione clinica inviata dai centri Spoke e forniscono un secondo parere. In questo modo anche il piccolo centro ospedaliero può fornire una diagnosi accurata ed in tempi brevi, evitando lunghi spostamenti al paziente.

«Quando si ha di fronte una patologia come l’IPF diventa fondamentale agire perché tutti i protagonisti dispongano di informazioni, conoscenza ed esperienze per poter identificare la patologia il prima possibile. Per questo abbiamo ideato il progetto PerFECT» ha commentato Anna Maria Porrini, Medical affairs & Clinical operations director di Roche Italia.

A oggi hanno aderito al progetto PerFECT nove centri, e sono state gestite quasi 300 richieste di second opinion.

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