È in crescita il tumore del seno in Italia: 55 mila nuovi casi all’anno, con un aumento dell’incidenza nell’ultimo decennio fra le donne più giovani, sotto i 50 anni. A controbilanciare positivamente questo dato vi è la sopravvivenza: 85%, percentuale tra le più altre d’Europa, a 5 anni in forme di malattia molto precoce. Merito della qualità dell’assistenza erogata nel nostro Paese, dei progressi scientifici, della sempre più ampia disponibilità di nuovi farmaci, ad alta efficacia, targetizzati contro specifici bersagli molecolari e effetti collaterali più ridotti. Ciò significa per la donna più “garanzie” di risposta terapeutica e maggiore qualità di vita.
Buone notizie anche per le forme metastatiche. All’incirca 15 mila nuovi casi ogni anno in pazienti, di norma, con pregressa diagnosi di tumore in fase inziale, evoluta con una metastasi, a fronte di un’alta prevalenza: circa 50 mila donne che oggi convivono con un tumore del seno metastatico, supportato, anche in questo caso, da nuove opportunità di cura.
I maggiori progressi
A fare la differenza nei risultati ottenuti nel tumore del seno ha contribuito la prevenzione secondaria, cioè poter fare diagnosi precoce in fase iniziale di tumore quando le opportunità di trattamento sono maggiori, più efficaci e le probabilità di guarigione più frequenti. «La prevenzione – spiega Lucia Del Mastro, direttrice della Clinica di Oncologia Medica dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova – si basa prevalentemente sulla mammografia per tutte le donne a partire dai 45 anni, estesa in molte Regioni fino a 74 anni. Mentre a popolazioni speciali, tra cui donne che presentano specifiche mutazioni genetiche, di cui le più note sono a carico del BRCA1 e 2, sono riservate misure di sorveglianza differenziate al fine di garantire, anche in questi casi, diagnosi precoci di malattia. Il futuro prossimo in ambito di diagnosi, si orienta verso la biopsia liquida – pratica allo stato attuale ancora sperimentale, non entrata in clinica – cioè la possibilità di fare diagnosi precoce di vari tumori, tra cui anche quello della mammella, attraverso un semplice prelievo di sangue che va a ricercare la presenza di piccole quantità di DNA rilasciate in circolo dalle cellule tumorali. Questa metodica è molto promettente poiché potrebbe permettere di rilevare diverse tipologie di tumori, per alcuni dei quali oggi non disponiamo di metodi di screening».

Nuove terapie
La comprensione che il tumore del seno non è un unico tipo di malattia ma che ne esistono almeno tre sottotipi differenti, ciascuno con caratteristiche biologiche diverse e trattamenti personalizzati per la specificità dell’alterazione molecolare, ha cambiato lo scenario terapeutico. «Nel sottotipo che esprime i recettori per gli ormoni, il più frequente pari a circa il 70% di tutti i tumori del seno – prosegue Del Mastro – oltre alle terapie anti-ormonali classiche, disponiamo oggi di farmaci biologici, ad esempio gli inibitori delle cicline, e diversi altri. Sul fronte del tumore mammario metastatico, grazie alla biopsia liquida, che ha permesso di rilevare alcune mutazioni già presenti nel tumore o che potrà sviluppare, sono stati disegnati nuovi farmaci bersaglio contro queste alterazioni, come i nuovi SERD orali, cioè farmaci che distruggono il recettore per gli estrogeni, particolarmente efficaci in presenza della mutazione ESR1, il gene che codifica per il recettore dell’estrogeno, o altri farmaci che bloccano la trasmissione di segnale PIK3CA, che saranno disponibili a breve»
Per il tumore HER2+, che costituisce circa il 15-20% dei tumori della mammella, l’innovazione più importante racconta Del Mastro «è rappresentata dai farmaci anti-HER2, in particolare i nuovi anticorpi farmaco-coniugati, che hanno cambiato la prognosi delle pazienti in fase metastatica, potenzialmente in arrivo e impiegabili anche per le forme precoci di malattia. Infine, nel tumore triplo negativo l’introduzione dell’immunoterapia ha cambiato la prognosi sia di fase avanzata che precoce, dimostrando efficacia superiore alla chemioterapia standard. Anche in questo tipo di tumore mammario, l’introduzione di specifici anticorpi farmaco-coniugati ha determinato un importante miglioramento terapeutico. Tale approccio attualmente è in sperimentazione anche nella fase precoce di malattia».
Orientamenti al futuro
In ambito di screening e diagnosi precoce, le prospettive future includono l’impiego della biopsia liquida con il beneficio di poter rilevare la presenza di più tumori, non solo della mammella, anche contemporaneamente. «Sul fronte terapeutico – precisa Lucia Del Mastro – gli sforzi sono concentrati sull’individuazione di altre mutazioni che possano essere bersaglio specifico di nuovi farmaci. Ritengo che nel futuro si abbandonerà sempre più la chemioterapia, già oggi utilizzata in misura minore rispetto al passato, a favore di terapie personalizzate, in particolare di anticorpi farmaco coniugati che promettono di migliorare ulteriormente il risultato terapeutico nelle nostre pazienti».
Opportunità che si caratterizzano oltre che per la maggiore efficacia anche per una migliore qualità della vita. «Ciò che è cambiato in oncologia – conclude – è l’attenzione a (pre)occuparsi non solo di tenere sotto controllo o sconfiggere la malattia, ma anche delle esigenze e degli impatti prodotti dalla cura, in termini di effetti collaterali sul piano sessuale, della femminilità, del benessere generale, della preservazione della fertilità delle giovani donne con percorsi personalizzati, offrendo consulenze geriatriche a donne più avanti in età o nutrizionali e così via». Tutti aspetti per i quali al S. Martino sono stati strutturati ambulatori dedicati al fine di monitorare la risposta terapeutica (vantaggi e criticità) e tutelare le esigenze della donna in terapie, a cui l’oncologia deve rispondere in maniera individualizzata.
L’impegno delle farmacie nella prevenzione del tumore al seno
Promuovere e sostenere l’importanza della prevenzione attraverso l’adesione agli screening, pubblici, gratuiti, accessibili, garantiti a tutta la popolazione avente diritto, è da sempre un nodo cruciale dell’informazione e comunicazione educazionale condotta in farmacia. Spesso in collaborazione con enti e Associazioni dedicate. «Federfarma Verona, attraverso le sue farmacie – dichiara la presidente Elena Vecchioni – divulga diverse iniziative in occasione di “Ottobre Rosa”, il mese di sensibilizzazione del tumore del seno, veicolando l’informazione a protocolli promulgati dalla Federazione Nazionale, poi declinati a livello regionale e provinciale. In particolare, le farmacie territoriali e Federfarma sono da sempre alleate nelle campagne AIRC partecipando anche per il 2026 a due iniziative: la campagna di sensibilizzazione istituzionale quest’anno intitolata “Insieme per la prevenzione. La salute femminile con Rossella”, accompagnata da un flyer distribuito nelle farmacie territoriali che illustra gli strumenti principali di prevenzione oncologica: autopalpazione del seno a partire dai 20 anni, adesione dello screening gratuito offerto dal Sistema Sanitario Nazionale, vaccinazione anti-HPV (Papilloma Virus Umano)».

Si tratta, continua, di un’iniziativa di fondamentale importanza, cui Federfarma Verona aderisce con grande entusiasmo, poiché permette di raggiungere capillarmente, informandola, la cittadinanza che frequenta comunemente le farmacie, riconoscendo nel presidio non solo un luogo di distribuzione del farmaco ma di sensibilizzazione su tematiche sanitarie di grande rilevanza. «Sempre nell’ambito di Ottobre Rosa, molte farmacie di Verona e nazionali, collaborano con la campagna “Nastro Rosa” di AIRC, la raccolta fondi solidale, che prevede l’esposizione di locandine, un box salvadanaio per le donazioni da destinare alla ricerca, le tradizionali spillette consegnate come ringraziamento del gesto, e una serie di informazione sui comportamenti corretti da adottare per ridurre il rischio oncologico».
La seconda iniziativa, altrettanto importante, vede fianco a fianco le farmacie provinciali e ANDOS (Associazione Nazionale Donne Operate al Seno) nella diffusione della campagna nazionale “5 buoni motivi per fare prevenzione”, attraverso appositi flyer correlati al protocollo nazionale dell’Associazione, per promuovere l’aderenza agli screening oncologici gratuiti, del seno e del colon-retto ad esempio. «Queste iniziative – sottolinea Vecchioni – condotte a livello nazionale, regionale e provinciale valorizzano il ruolo della farmacia di presidio sanitario di prossimità, che oltre a distribuire farmaci ed elargire servizi, si inserisce attivamente anche in percorsi di prevenzione e diagnosi precoce con voce autorevole, quella di un professionista sanitario, che più di altri ha un contatto diretto con il paziente e il territorio. Il feedback che ne riceviamo è molto positivo, da parte delle donne, mamme e nonne, e delle nuove generazioni. Specie con le più giovani si riesce a instaurare un rapporto confidenziale, empatico, che invita anche a parlare di prevenzione, del seno ma anche ginecologica. Ed è proprio in questo rapporto confidenziale che sta il valore della professione del farmacista e della prossimità alla persona/paziente».
Iniziativa veronese
Federfarma Verona in collaborazione con APEO (Associazione Nazionale Professionisti e Estetiste Oncologiche) ha sviluppato per il mese di sensibilizzazione 2026, il progetto “Ottobre non solo rosa”: un servizio itinerante, che perdurerà per tutto l’anno 2027, di consulenza di estetica oncologica nelle farmacie aderenti su base volontaristica, associate a Federfarma Verona, per pazienti operate non solo di tumore del seno. «Ogni farmacia partecipante – conclude la dottoressa Elena Vecchioni – offre una consulenza gratuita di un estetista professionista esperta, a uomini e donne, su molteplici problematiche che posso insorgere a seguito delle cure e terapie: dalle unghie, alla pelle, alle cicatrici al seno, o ancora la caduta dei capelli legata alle terapie, così come consigli di trucco oncologico specifico. Una iniziativa che ha ricadute importanti anche sull’aspetto psicologico, sul recupero dell’autostima e dell’immagine corporea in questi pazienti particolarmente fragili».


