La sanità italiana sta attraversando una trasformazione profonda. L’invecchiamento della popolazione e il progressivo aumento delle cronicità e della multimorbilità rendono sempre più necessario un modello assistenziale capace di garantire continuità, prossimità e presa in carico, riducendo le distanze tra i diversi livelli di cura.
È in questo contesto che cambia anche il ruolo della farmacia. Accanto alla tradizionale funzione di dispensazione del farmaco si consolidano attività legate alla prevenzione, all’aderenza terapeutica, all’appropriatezza e ai servizi sanitari di prossimità. Un’evoluzione che porta con sé nuove responsabilità per il farmacista e, di conseguenza, la necessità di rafforzare competenze, formazione e integrazione con gli altri professionisti della salute.
L’edizione 2026 di FarmacistaPiù
In questa cornice si inserisce la XIII edizione di FarmacistaPiù, presentata il 30 settembre scorso a Roma presso la sede della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani – FOFI, in programma nella Capitale il 4 e 5 novembre. L’edizione 2026 del congresso nazionale dei farmacisti italiani – dal titolo “La professione del farmacista nella sanità che cambia: unità responsabilità e governo dei territori”, sarà dunque dedicata al futuro della professione e al suo ruolo in una sanità che sta mutando pelle, mettendo al centro il rapporto tra nuove competenze, governo dei territori e sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.
«La professione di farmacista evolve insieme alla società che cambia per dare risposte tempestive e sostenibili a bisogni di salute sempre più complessi – ha sottolineato Andrea Mandelli, Presidente della FOFI e del Congresso, aggiungendo poi che «investire sulle competenze significa dare forza a questa trasformazione», valorizzando il contributo della professione alla prevenzione, alla qualità e alla continuità dell’assistenza.
Dalla sperimentazione al consolidamento dei servizi
Uno dei passaggi più rilevanti riguarda la farmacia territoriale, chiamata a trasformare le esperienze maturate negli ultimi anni in un sistema strutturale di servizi. Il tema è quello di una maggiore uniformità dell’assistenza sul territorio, superando le differenze legate ai diversi contesti regionali.
«La farmacia di comunità sta vivendo una fase di passaggio dalla sperimentazione al consolidamento strutturale dei servizi – ha affermato Marco Cossolo, presidente di Federfarma -. FarmacistaPiù – ha aggiunto – rappresenta un’occasione per confrontarsi con istituzioni, professionisti sanitari, mondo scientifico e industria e costruire insieme un percorso evolutivo coerente della professione».
Il passaggio dalla sperimentazione alla piena integrazione dei servizi pone però una questione centrale: come tradurre le nuove funzioni riconosciute al farmacista in modelli organizzativi efficaci, sostenibili e realmente omogenei sul territorio. È qui che il tema delle competenze si intreccia indissolubilmente con quello della governance.
Nuove competenze, nuove responsabilità
«La sanità sta attraversando una profonda trasformazione che affida al farmacista responsabilità sempre più ampie nella governance del farmaco, nella prevenzione, nella presa in carico, nell’appropriatezza terapeutica e nella continuità assistenziale», ha osservato Luigi D’Ambrosio Lettieri, Presidente della Fondazione Francesco Cannavò.
Il punto, secondo D’Ambrosio Lettieri, non è soltanto accompagnare il cambiamento, ma contribuire a governarlo. «La sfida – ha sottolineato – non è soltanto acquisire nuove competenze, ma trasformarle in nuove responsabilità e in risposte concrete per i cittadini e per il Servizio Sanitario Nazionale».
Una prospettiva che deve coinvolgere anche i territori e il ruolo dei quadri dirigenti professionali, chiamati a fare da raccordo tra gli indirizzi nazionali e la loro attuazione concreta nei diversi contesti assistenziali.
La formazione come leva di trasformazione
Se cambiano le funzioni, deve modificarsi anche il modo di prepararsi a svolgerle. La formazione continua diventa quindi una componente strutturale dell’evoluzione professionale.
«Al farmacista vengono oggi richieste competenze sempre più ampie e una capacità crescente di inserirsi nei percorsi di prevenzione, assistenza e presa in carico del cittadino», ha enfatizzato Eugenio Leopardi, presidente UTIFAR. Da qui, la necessità di una formazione «concreta e di qualità», capace non solo di trasferire conoscenze, ma di aiutare i professionisti a interpretare consapevolmente il proprio ruolo in una sanità sempre più vicina alle persone.
La trasformazione riguarda però anche il futuro della categoria. Per Maurizio Pace, Presidente ENPAF, nuove competenze e responsabilità devono essere accompagnate da «un sistema di formazione e di tutele adeguato all’evoluzione della professione». Formazione, associazioni professionali e previdenza devono quindi dialogare maggiormente per costruire condizioni solide per le future generazioni di farmacisti.
Il futuro della professione tra prossimità e innovazione
La XIII edizione di FarmacistaPiù si pone così come un momento di confronto su una professione che sta ridefinendo il proprio ruolo all’interno del sistema salute, con l’obiettivo di trasformare l’ampliamento delle funzioni in servizi concretamente accessibili, integrati e sostenibili.
Il congresso, organizzato dalla Fondazione Francesco Cannavò in collaborazione con Summeet, riunirà a Roma istituzioni, professionisti sanitari, ricercatori e aziende del settore. La due giorni si concluderà con una sessione plenaria istituzionale alla quale parteciperà Alec Ross, autore di bestseller del New York Times e Distinguished Visiting Professor alla Bologna Business School, già Senior Advisor per l’Innovazione della Segretaria di Stato Hillary Clinton durante l’amministrazione Obama.


