Via libera alla pre-intesa per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro – CCNL, dell’Area Sanità per il triennio 2025-2027. L’accordo riguarda circa 137 mila professionisti del SSN, tra cui 120 mila medici e 17mila dirigenti sanitari non medici, una platea che comprende anche farmacisti, biologi, chimici, fisici, psicologi e dirigenti delle professioni sanitarie.

Le novità del nuovo CCNL

Il rinnovo prevede un incremento retributivo medio a regime di 560 euro lordi al mese per tredici mensilità: 393 euro derivanti dal contratto e altri 167 euro legati alle risorse aggiuntive stanziate per legge. Accanto alla componente economica, l’intesa interviene sui percorsi di carriera, sul sistema degli incarichi, sulla formazione e sull’organizzazione del lavoro, con l’obiettivo di migliorare anche la conciliazione tra vita professionale e personale.

Gemmato: «Un risultato importante per valorizzare chi garantisce il SSN»

Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha espresso apprezzamento per la sottoscrizione dell’ipotesi di rinnovo, sottolineandone il valore per i professionisti e per il sistema sanitario pubblico.

«Esprimo apprezzamento per la sottoscrizione dell’ipotesi di rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro dell’Area Sanità per il triennio 2025-2027 – ha commentato il sottosegretario alla Salute -. È un risultato importante, che riguarda circa 137 mila dirigenti del Servizio sanitario nazionale, di cui 120 mila medici e 17 mila dirigenti sanitari non medici, tra biologi, chimici, fisici, psicologi, farmacisti e dirigenti delle professioni sanitarie che dimostra come, attraverso il confronto tra le parti, sia possibile dare risposte a chi ogni giorno lavora per garantire la salute dei cittadini».

Gemmato ha evidenziato anche le misure che affiancano gli aumenti economici: «Il rinnovo interviene inoltre sui percorsi di carriera e sul sistema degli incarichi, sull’organizzazione del lavoro, sulla formazione e introduce nuove tutele per i professionisti, a partire da quelle contro le aggressioni e dai permessi straordinari per chi è affetto da gravi patologie». Nel testo trova spazio anche l’intelligenza artificiale, tema destinato a incidere sempre più sul lavoro sanitario.

Il sottosegretario ha inoltre richiamato l’importanza di rendere più regolari e tempestivi i rinnovi contrattuali: «Garantire maggiore continuità e tempestività nei rinnovi significa dare ai professionisti del Servizio sanitario nazionale risposte più puntuali e certe».

Orari di lavoro e conciliazione vita-lavoro

Tra gli obiettivi del rinnovo c’è anche una migliore organizzazione dei tempi di lavoro. Massimiliano Tosto, segretario regionale di Anaao Assomed, ha richiamato il tema delle cosiddette ore di franchigia, cioè quelle che il dirigente dedica al raggiungimento degli obiettivi oltre l’orario ordinario, evidenziando la necessità che il lavoro aggiuntivo sia riconosciuto e retribuito.

Nel confronto rientra anche il trattamento fiscale delle prestazioni aggiuntive: secondo quanto riferito da Tosto, l’obiettivo sindacale è arrivare alla loro completa detassazione, proseguendo il percorso già avviato con il precedente contratto.

Anaao Assomed ha espresso soddisfazione per la pre-intesa, che considera un passaggio importante per il riconoscimento delle responsabilità della dirigenza medica e sanitaria e per il miglioramento delle condizioni di lavoro. Tra le aspettative c’è anche quella che il rinnovo possa contribuire a contenere le dimissioni volontarie e a rendere più attrattivo il lavoro nel Servizio sanitario nazionale.

Ora il percorso verso l’applicazione del contratto

La pre-intesa dovrà proseguire il proprio iter prima di diventare pienamente operativa. Il rinnovo si inserisce nel più ampio confronto sulle risorse necessarie a sostenere il personale e a rafforzare il SSN, in un contesto segnato da difficoltà di reclutamento in diverse specialità e servizi.

«Il Governo conferma il suo impegno per rafforzare il Servizio sanitario nazionale anche attraverso la valorizzazione delle donne e degli uomini che vi lavorano – ha concluso Gemmato -. Un SSN più forte passa necessariamente dalla capacità di riconoscere professionalità, responsabilità e condizioni di lavoro adeguate».

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