L’infezione da Papillomavirus Umano (HPV) rappresenta una delle principali sfide di sanità pubblica: responsabile del 97% dei tumori della cervice uterina, è strettamente associata anche a neoplasie anali, vaginali, vulvari, del pene e del distretto testa-collo, colpendo indistintamente donne e uomini.
Per contrastare questo carico di malattia attraverso l’unica arma davvero risolutiva – la prevenzione -, l’Istituto Superiore di Sanità – ISS, ha presentato il Manifesto “Traguardo Zero”, sottoscritto – tra i primi firmatari – da SItI, AIOM e FAVO.
Nato nel solco del progetto europeo PERCH e della Joint Action SHIELD, il Manifesto mira a creare una rete capillare che unisca Istituzioni, Dipartimenti di prevenzione, strutture sanitarie, scuole e associazioni, trasformando la prevenzione in un impegno concreto e condiviso.
Sensibilizzazione ed educazione sanitaria: dalla scuola alla farmacia
Per aumentare le coperture vaccinali – che a livello nazionale si attestano ancora attorno al 51,2% per le ragazze e al 44,7% per i ragazzi dodicenni – la battaglia principale si gioca sul terreno dell’informazione attiva e del superamento delle esitazioni vaccinali.
In questo senso, grande attenzione viene dedicata all’educazione nelle scuole, considerate presidi essenziali per costruire consapevolezza. A dimostrazione di ciò, l’ISS ha attivato un corso FAD per insegnanti (esteso a livello nazionale dal 2027) per contrastare la disinformazione tra studenti e famiglie.
Questa strategia trova conferma nei progetti pilota sul campo: l’ASL Roma 2 coinvolge tre scuole romane in un percorso formativo che culminerà nell’offerta vaccinale direttamente negli istituti, ricalcando il modello virtuoso dell’ASL di Taranto dove la vaccinazione a scuola ha portato la copertura al 72,3% (rispetto al 55,6% ambulatoriale).
Tuttavia, in questa partita un ruolo cruciale viene giocato anche dal farmacista di comunità. In virtù della sua capillare presenza sul territorio e del rapporto di fiducia quotidiano con i cittadini, la farmacia rappresenta il primo punto d’ascolto e di orientamento per:
- Indirizzare le famiglie: spiegando con chiarezza che la vaccinazione anti-HPV non riguarda solo le ragazze ma protegge entrambi i sessi da molteplici forme tumorali.
- Incentivare gli screening: promuovendo l’adesione ai programmi regionali (Pap-test e HPV-DNA test), intercettando i genitori e le fasce di popolazione più adulte.
- Contrastare la disinformazione: fornendo dati scientifici rigorosi per smontare i falsi miti su sicurezza ed efficacia dei vaccini e guidando i genitori verso scelte consapevoli.
Prossimità ed equità d’accesso: l’unione che fa la differenza
Il Manifesto sottolinea come l’efficacia delle strategie vaccinali e di screening dipenda dalla capacità di azzerare le disuguaglianze di accesso alla salute. In questa direzione si muove anche l’esperienza dell‘ASL Roma 1, che attraverso programmi mirati punta a intercettare anche le fasce di popolazione e le comunità più vulnerabili, trasformando la prevenzione in una scelta equa e vicina alle persone.
In questo ecosistema di prevenzione integrata, la sinergia tra rete scolastica, ASL, Dipartimenti di prevenzione e farmacie territoriali diventa la chiave vincente per raggiungere e sensibilizzare l’intera popolazione.


