L’ultimo focus della Fondazione GIMBE dipinge un quadro preoccupante sulla prevenzione oncologica in Italia: nel 2024, ben il 54% della popolazione target (più di 7,6 milioni di persone) è rimasta esclusa dai programmi di screening gratuiti previsti dai LEA. La mancata adesione e le inefficienze organizzative regionali hanno impedito di diagnosticare precocemente oltre 50.300 tumori e lesioni precancerose, compromettendo l’efficacia di terapie tempestive e facendo lievitare drammaticamente i costi a carico del SSN.
L’analisi GIMBE, condotta sui dati del Report 2024 dell’Osservatorio Nazionale Screening (ONS), evidenzia un profondo divario geografico: se il Nord mostra tassi di adesione incoraggianti, il Mezzogiorno registra numeri drammatici, con la Calabria fanalino di coda in tutti e tre i programmi monitorati (mammella, cervice uterina e colon-retto). A destare particolare preoccupazione è lo screening del colon-retto, che a livello nazionale registra la partecipazione più bassa, fermandosi a un preoccupante 33,3% di adesione media, con picchi negativi estremi del 4,5% proprio in territorio calabrese.
Il ruolo della Farmacia dei Servizi nello screening del colon-retto
In questo scenario di forte frammentazione territoriale, la farmacia di prossimità rappresenta lo snodo fondamentale per superare le barriere d’accesso e incrementare le adesioni, in particolare per lo screening del colon-retto. Quest’ultimo si basa sulla ricerca del sangue occulto nelle feci, un test semplice e non invasivo.
Il modello della “Farmacia dei Servizi” ha già dimostrato, in diverse regioni virtuose, come la possibilità di ritirare e riconsegnare il kit per lo screening direttamente nella farmacia sotto casa abbatta drasticamente le resistenze dei cittadini. Evitando code e passaggi burocratici complessi presso le ASL, la capillarità delle farmacie sul territorio, specialmente nei piccoli comuni e nelle aree interne, può fare la differenza nel riportare i pazienti all’interno dei percorsi di prevenzione organizzati e standardizzati dal Servizio Sanitario Nazionale, anche se per innalzare le coperture occorre lavorare ancora su efficaci campagne di comunicazione.
Educazione al banco e nuove fasce d’età: la sfida del farmacista
Il report GIMBE mette in luce anche un problema di natura culturale: la scarsa conoscenza dei programmi gratuiti e la tendenza a preferire i controlli spontanei, che tuttavia non garantiscono la presa in carico e la continuità assistenziale in caso di positività. Inoltre, con il progressivo ampliamento delle fasce d’età destinatarie degli screening (fino a 74 anni per mammografia e colon-retto) sostenuto dalla Legge di Bilancio 2026, la platea da raggiungere si fa ancora più vasta.
Il farmacista, figura professionale di massima fiducia e quotidianamente a contatto con i cittadini, è chiamato a essere un vero e proprio “promotore di salute”. Sfruttando il momento del consiglio o della dispensazione dei farmaci, può informare i pazienti delle fasce target sull’importanza della prevenzione secondaria attraverso gli screening gratuiti, spiegare il funzionamento dei test e indirizzarli correttamente verso i programmi di prevenzione, contribuendo in modo determinante a salvare vite umane.


