Viviamo un periodo storico di grande trasformazione, con un aumento delle esigenze di assistenza socio-sanitaria da parte della popolazione. Certamente, l’ingresso delle innovazioni tecnologiche in sanità ha implementato l’efficienza dei percorsi assistenziali, di prevenzione e transizione di cura nella dinamica da ospedale al domicilio del paziente; quelli personalizzati, integrati tra professionisti sanitari e con il coinvolgimento attivo del paziente, specie nelle fasi immediatamente successive alla dimissione ospedaliera, risultano più efficaci per il raggiungimento del traguardo di guarigione.
In proposito, la possibilità di effettuare test ematico-capillari POCT (Point-of-Care-Testing) secondo le disposizioni vigenti, costituisce opportunità integrativa e qualificante a rinforzo del percorso assistenziale. Nonostante siano motivo di polemica da parte di alcune aree sanitarie, essi contribuiscono sostanzialmente con dati scientificamente validati e ripetibili e il monitoraggio di svariati parametri, utili per il buon esito di percorsi sia di cura che di prevenzione che vedono il farmacista territoriale come protagonista.
Utile ribadire che tali procedure non possono essere confuse con le analisi di laboratorio, che restano prerogativa esclusiva delle strutture sanitarie autorizzate e accreditate (Sentenze TAR Campania e Lombardia).
Considerati anch’essi a pieno titolo nella nuova Convenzione Nazionale Farmaceutica 2025, i POCT sono caratterizzati da parametri di qualità, sicurezza e tracciabilità secondo linee guida; l’esecuzione di ogni test prevede, infatti, la consegna all’assistito di un attestato di esito scritto o in digitale, firmato con indicazione della farmacia.
L’estensione delle norme riguardanti l’esecuzione delle analisi di prima istanza testimonia poi, come ben sottolineato dalla Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, il nuovo orientamento di programmazione sanitaria, che sempre più privilegia prevenzione, screening e monitoraggio, al fine di preservare sostenibilità economica e sociale attraverso la progressiva de-ospedalizzazione.
Evolvere e tradurre in pratica le opportunità della professione sancite delle normative in materia di servizi in Farmacia, compreso l’utilizzo di POCT in un modello compiuto di prossimità bidirezionale tra assistenza ospedaliera e territoriale, è certamente mission primaria; doveroso alimentarla ogni giorno, orientando sempre più costruttivamente il cambiamento attraverso l’offerta di prestazioni sanitarie standardizzate a beneficio della popolazione.
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