Cresce il mercato cosmetico in farmacia

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Si chiude sotto il segno della stabilità il 2015 del mercato cosmetico italiano, che registra un valore di 9.400 milioni di euro a preconsuntivo, secondo quanto pubblicato da Cosmetica Italia nell’indagine congiunturale in chiusura d’esercizio, +0,5% rispetto al 2014. Anche la previsione 2016 è in linea con questo trend, con vendite aumentate di + 0,9%.

Fonte: Centro studi Cosmetica Italia
Fonte: Centro studi Cosmetica Italia

Punte di crescita superiori a queste medie non mancano nei singoli canali commerciali e una di queste è rappresentata dalla farmacia che vede un incremento di +1,5% a fine anno e di +1,6% nel primo semestre 2016. Le vendite di cosmetici sotto l’insegna verde sono in crescita fin dai primi sei mesi del 2015 (+1,3%) e sono state anche migliori nella seconda metà dell’anno (+1,8%) a confronto con i rispettivi periodi del 2014.

Dopo l’instabilità riscontrata negli scorsi esercizi, attribuita dagli analisti del Centro Studi di Cosmetica Italia alla rimodulazione delle opzioni di acquisto da parte dei consumatori, che hanno vissuto con difficoltà il prolungamento di una crisi che ha eroso il loro potere di acquisto, il recupero del segno positivo è la medaglia che il consumatore conferma al farmacista, alla sua professionalità e al livello di servizio del punto vendita, ma anche al prodotto e alla sua specificità. È altresì il frutto di una rinnovata alleanza tra l’industria e i punti vendita, che hanno avuto la sensibilità di reagire alla domanda di promozionalità espressa dall’utenza. Nella capacità di rafforzamento della filiera, Cosmetica Italia vede lo sviluppo futuro di un canale che ormai supera per il sell out cosmetico i 1800 milioni di euro.

Le migliori performance di vendita sono tuttavia dell’erboristeria, che non frena la sua ascesa, registrando +2,9% a fine anno, insieme con le vendite dirette, che segnano +2,5%. Stabili la GDO (+0,7%) e la profumeria, che chiude a +0,2% dopo diversi esercizi negativi. Ancora nero l’anno per i canali professionali, ulteriormente ridimensionati, seppur con cadute più moderate: -2,3% gli acconciatori e -3,3% i saloni di bellezza.

Molto soddisfacenti le performance dell’industria orientata ai mercati esteri, che vede una impennata a doppia cifra dell’export (+10,5%) rispetto al 2014 e 3.685 milioni di euro, con destinazioni extra-UE per oltre il 60%.

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