Lo stato di salute degli italiani, l’engagement del paziente e il ruolo della farmacia: questi alcuni dei temi che abbiamo approfondito con Isabella Cecchini, direttrice del Dipartimento di Ricerca di Mercato di IQVIA

L’invecchiamento della popolazione in atto e previsto per i prossimi decenni sta rapidamente cambiando il volto dell’assistenza e dei servizi territoriali, in primo luogo della farmacia. È quanto riferisce IQVIA, che a questo tema ha dedicato alcuni interventi all’interno di “Shaping the future: Innovation in the retail market”, l’evento annuale di IQVIA dedicato al trade della farmacia e farmacisti.

Cronicità in crescita

«Lo stato di salute degli italiani è “precario” – afferma Isabella Cecchini, direttrice del Dipartimento di Ricerca di Mercato di IQVIA, con la quale abbiamo approfondito la tematica – I dati dell’Osservatorio Salute IQVIA su un campione di 3.000 cittadini mostrano che il 70% presenta una condizione di cronicità, come cardiovascolare o respiratoria o osteoarticolare, che è anche influenzata da uno stile di vita a rischio (70%), come un consumo assiduo e regolare di alcolici (40%), fumo (24%), cattiva alimentazione (24%), sedentarietà (23%), obesità e/o sovrappeso (45%)».

Giovani, ansia e stress

Negli anni recenti, inoltre, fa sapere Cecchini, si sono registrati incrementi di alcuni specifici disturbi. «Tra questi il sonno, la cui qualità è diminuita (28%), e disagi di tipo psicologico, con una crescita di stati di ansia e stress, che colpiscono principalmente le donne tra i 35 e i 55 anni, tanto che il 60% della popolazione si dichiara mai serena, sempre scoraggiata e triste (60%) e mancante di energia (72%). Preoccupa l’alta prevalenza di ansia e stress (26%) nei giovani fra i 18 e i 24 anni: un dato confermato anche dalle prescrizioni di antidepressivi in farmacia.

All’incirca 4,5 milioni di italiani risultano in terapia con antidepressivi nel 2023, con una prevalenza dell’8,3% secondo dati IQVIA di Longitudinal Prescription. Di questi 300mila (in aumento del 53% rispetto al 2020) sono nella fascia di popolazione più giovane, sotto i 34 anni, e avvertono il peso del contesto ambientale, della difficoltà di collocazione nel mondo sociale e del lavoro, oltre a specifiche variabili identitarie».

La carenza di aderenza alle terapie

il livello di partecipazione degli italiani alla propria salute, secondo quanto riportato dall’esperta, è piuttosto basso. «Sempre da dati IQVIA dell’Osservatorio Salute emerge che solo il 50% della popolazione è competente in materia di salute, quindi in grado di gestire le proprie problematiche, a fronte dell’altra metà che ha difficoltà a identificare soluzioni pratiche da mettere in atto, anche semplicemente seguire stili di vita salutari e preventivi o aderire alle prescrizioni del medico.

Se ne deduce che il 20% della popolazione sia incapace di curarsi. Infatti, incrociando per esempio il livello di engagement con il rischio cardiovascolare, si rileva che il 29% degli italiani, nonostante presenti una elevato rischio cardiovascolare, ha una bassa consapevolezza/percezione del rischio e non è in grado di adottare adeguate misure di prevenzione e controllo, con quanto ne consegue: più probabilità di comorbidità, di complicanze, di accessi ospedalieri. Questo dato è confermato anche dai dati di Real World longitudinali rilevati attraverso le prescrizioni in farmacia: solo 1 paziente dislipidemico su 2 è aderente a terapie ipolipemizzanti».

Con Cecchini abbiamo approfondito anche il ruolo del farmacista come punto di riferimento in tema salute, il comportamento degli italiani in farmacia e le attenzioni del farmacista in materia di consulenza. L’intervista completa sarà disponibile su Farmacia News di settembre.

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