Deodoranti maschili: come scegliere il prodotto giusto

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Fenomeno del tutto fisiologico, il sudore in qualche modo “nutre” i batteri che proliferano e sono responsabili del cattivo odore: un disagio avvertito soprattutto dagli uomini che li porta a ricercare i deodoranti più adatti e soprattutto più efficaci

Ogni persona emana un caratteristico odore generando la propria “impronta chimica”. Il sudore che fuoriesce dai pori è un liquido inodore e incolore, si personalizza in base al soggetto, l’odore è conferito dalla presenza di sostanze volatili, gli acidi grassi liberi, prodotti dall’azione di batteri saprofiti, costituenti della flora batterica, normalmente presenti sulla superficie cutanea. Il sudore è secreto dalle ghiandole sudoripare, che possono essere eccrine o apocrine. Le ghiandole eccrine sono più numerose e diffuse su tutta la superficie corporea, quelle apocrine sono particolarmente concentrate a livello ascellare, a livello inguinale e sul torace e la loro secrezione conferisce quel tipico odore estremamente soggettivo e personale quando entra in contatto con i batteri. Nel sudore si concentrano sodio, potassio, cloro, acido lattico, glucosio in tracce e urea. Oltre alla funzione termoregolatrice, il sudore forma, insieme al sebo prodotto dalle ghiandole sebacee, una pellicola protettiva, che rende la pelle elastica, idratata e protetta dai germi presenti nell’ambiente.

Le differenze tra i sessi

La produzione di sudore può essere incrementata da condizioni di stress, patologie, utilizzo di determinati farmaci e da fattori ormonali. Un’importante differenziazione nell’odore del sudore dipende dal sesso. La distinzione fra odore femminile e maschile si manifesta dopo la pubertà. Lui e lei hanno meccanismi di termoregolazione differenti; a temperatura e attività fisiche uguali, le donne traspirano meno degli uomini sebbene abbiano una maggiore quantità di ghiandole sudoripare. Alcuni studi hanno evidenziato che nelle donne la temperatura corporea è regolata soprattutto attraverso la vasodilatazione cutanea, possiede ghiandole apocrine più piccole, con minore secrezione, l’odore femminile è più discreto, contiene una miscela di steroidi in equilibrio differente rispetto a quella maschile. L’uomo, invece, possiede ghiandole apocrine più grandi, con maggiore secrezione. La flora batterica maschile è più ricca; l’odore più forte e pungente rispetto a quello femminile. Il sudore maschile è ricco di alcuni steroidi, simili al testosterone, che conferiscono il tipico odore di sudore maschile muschiato con probabile funzione di attrazione sessuale. Per molte donne effettivamente costituisce un notevole elemento di richiamo e attrazione e uno dei primi elementi che viene meno in caso di crisi di coppia.

Perché deodorarsi

Il sudore è un fenomeno del tutto fisiologico che però in qualche modo “nutre” i batteri che proliferano e sono responsabili del cattivo odore; un disagio avvertito da molti, soprattutto uomini, che spinge i consumatori a ricercare il deodorante più adatto e soprattutto più efficace. Attualmente i deodoranti rappresentano uno dei prodotti cosmetici più utilizzati in tutto il mondo occidentale, hanno obiettivi comuni ben precisi:

• ridurre e/o prevenire la formazione di odori sgradevoli;
• garantire una sinergia tra i vari ingredienti che contrasti la formazione di cattivi odori;
• rispettare la flora batterica, controllandola, non eliminandola.

Non esiste un prodotto che sia efficace in maniera universale, ogni persona ha alcune specifiche caratteristiche che fanno sì che si sudi di più o di meno e che l’odore sia acre e fastidioso oppure quasi inesistente.

I meccanismi di azione dei deodoranti

È importante capire quali sono gli aspetti che influiscono sulla qualità e sull’efficacia dei deodoranti. La selezione andrebbe fatta in base al meccanismo d’azione, in commercio ritroviamo:

  • antimicrobici: con triclosan, cetrimonio e triclocarban, bloccano la proliferazione dei batteri fautori della trasformazione del sudore. I prodotti battericidi uccidono i microrganismi, ma se usati per lungo tempo possono compromettere l’equilibrio fisiologico cutaneo; i batteriostatici sono da preferire perché limitano la crescita della flora batterica, riducendo la possibilità che batteri patogeni attecchiscano sulla cute;
  • assorbenti: come gli ossidi di zinco, magnesio e calcio, agiscono da chelanti o sequestranti degli odori, assorbono gli odori, legati alle sostanze cosiddette volatili;
  • coprenti: tra i componenti principali abbiamo gli oli essenziali, estratti puri di particolari piante aromatiche come la citronella, il sandalo, l’arancio, il limone e la lavanda, non eliminano gli odori, ma li coprono; hanno un’efficacia limitata nel tempo, circa quattro o cinque ore, per migliorarne la prestazione andrebbero associate ad altre sostanze;
  • antitraspiranti: a base di sali di alluminio, occludono parzialmente i pori contenendo la produzione di sudore. Sono usati soprattutto da chi evidenzia problemi d’iperidrosi. Il loro meccanismo d’azione non è del tutto chiaro, perciò vengono prese in considerazione due diverse ipotesi. La prima consiste in un’occlusione del dotto escretore della ghiandola sudoripara, attraverso la precipitazione delle proteine cellulari. Il secondo meccanismo d’azione ipotizzato consiste nell’induzione, da parte dei sali di alluminio, di uno stimolo irritativo a livello del dotto escretore, con formazione di un edema locale, che causa un rigonfiamento e occlude il dotto escretore; possono essere impiegati come trattamento per l’igiene quotidiana delle pelli più sensibili, andando a regolare il processo di sudorazione gradualmente nel corso delle settimane;
  • antiossidanti: vitamine, BHT e BHA, sono sostanze che impediscono i processi ossidativi delle componenti del sebo e del sudore, da parte delle ossidasi prodotte dai microrganismi, si arresta la produzione dei composti responsabili del cattivo odore;
  • antienzimatici: sostanze come il triethyl citrate o alkyl lactate, agiscono inducendo gli enzimi batterici a degradare tali sostanze al posto delle componenti del sebo, interrompendo la sequenza nella formazione degli odori, andando a limitare la produzione dei cattivi odori.

    Tipologie di deodoranti

    Anche per la formulazione dei deodoranti maschili possiamo ritrovare la forma liquida, solida (stick) e nebulizzata (aeresol), ma anche emulsioni iperfluide (roll on), emulsioni (creme), forme anidre (paste) e polveri aspersorie. La scelta di un deodorante va effettuata tenendo presente la soggettività del sudore, il proprio tipo di pelle e il livello di sensibilità al fine di garantire una corretta igiene personale. Alcune formulazioni possono essere arricchite con vari attivi tra cui pantenolo, vitamina E, allantoina, che leniscono irritazioni, arrossamenti e contrastano l’invecchiamento cutaneo e possono essere prive di alcool e profumo, formulazioni adatte alla pelle sensibile, intollerante e allergica. La prevenzione del cattivo odore del sudore comincia con una scrupolosa igiene cutanea, utilizzando un detergente antibatterico delicato; l’uso di fibre sintetiche e della lana a contatto con la pelle aumenta la temperatura corporea e favorisce la formazione di odori sgradevoli, meglio scegliere fibre naturali, come il cotone o il lino, non troppo colorate. Inoltre, i peli del cavo ascellare contribuiscono alla proliferazione dei batteri e ostacolano un corretto lavaggio della zona nonché l’azione del deodorante. L’abitudine a radere la peluria ascellare contribuisce a una più rapida evaporazione del sudore, a diminuire la carica batterica ed evita il ristagno del sudore e, quindi, l’aumento del cattivo odore.

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