I disturbi del sonno rappresentano una delle richieste di consiglio più frequenti in farmacia. In Italia, circa 1 adulto su 5 riferisce problemi legati al sonno, mentre l’insonnia cronica interessa stabilmente il 6–7% della popolazione; a livello europeo la prevalenza si attesta intorno al 10%, con un trend in crescita negli ultimi anni (1). La farmacia territoriale costituisce spesso il primo punto di intercettazione di questi pazienti, soprattutto quelli affetti da forme lievi o iniziali, prima del ricorso al medico o alla prescrizione farmacologica.

Dormire non è un processo passivo, ma una funzione biologica attiva indispensabile per il mantenimento dell’omeostasi e quindi della salute. Le evidenze neuro-biologiche dimostrano che una ridotta qualità del sonno è associata a:

  • aumento dell’infiammazione cronica sistemica e del rischio cardiovascolare
  • alterato controllo metabolico e glicemico
  • ridotta risposta immunitaria
  • maggiore vulnerabilità a disturbi dell’umore e decadimento cognitivo

In particolare, la deprivazione o la frammentazione del sonno profondo compromette l’attività del sistema glinfatico, responsabile della rimozione delle tossine cerebrali. Un sonno non ristoratore è oggi riconosciuto come fattore di rischio per patologie neurodegenerative, tra cui l’Alzheimer (2).

Tanto la fisiologia quanto la patologia del sonno devono essere inquadrate come tipiche manifestazioni biologiche, espressioni di un sistema complesso di relazioni dinamiche in cui la cronobiologia riveste un ruolo centrale. Per questo motivo il sonno va inquadrato all’interno di un modello PsicoNeuroEndocrinoImmunologico (PNEI), ed è su questo network che è necessario intervenire. Numerosi ormoni e neurotrasmettitori seguono ritmi circadiani ben definiti; la loro alterazione è frequente in condizioni di stress cronico, turni lavorativi irregolari (“jet lag sociale”) o iperstimolazione sociale data da esposizione a luce blu e device elettronici3.

I punti chiave della consulenza al banco

La melatonina è un neurormone che agisce come segnale cronobiotico centrale, traducendo l’informazione luce‑buio in un messaggio biologico interno. Alterazioni della sua secrezione contribuiscono a difficoltà di addormentamento, risvegli notturni precoci o inversioni del ritmo sonno‑veglia. Un elemento fondamentale nella consulenza al banco è chiarire che la melatonina non è un sonnifero.

A basse concentrazioni fisiologiche e in ottica di Low Dose Medicine, l’obiettivo non è sostituire l’ormone, ma favorire la risincronizzazione del ritmo biologico fisiologico (3). Al contrario, l’uso ad alti dosaggi può risultare inefficace o non adatto in soggetti con insonnia legata, per esempio, a iperarousal emotivo o stress protratto, ambiti in cui è necessario un approccio più ampio e personalizzato.

La serotonina è un neurotrasmettitore fondamentale per regolare diverse funzioni tra cui l’umore, l’appetito, la funzionalità intestinale, ma anche il ciclo sonno-veglia. La serotonina è il precursore della melatonina: uno squilibrio tra i due sistemi può tradursi in difficoltà di addormentamento, risvegli ripetuti o precoci, sogni vividi o incubi (4).

Nei pazienti che riferiscono tensione interna, ruminazione mentale, ipereccitazione, stress ed ansia, o risvegli associati a iperattivazione adrenergica, la Valeriana, grazie all’azione GABAergica dell’acido valerianico, rappresenta un utile supporto nelle forme di alterata qualità del sonno da stress. Nell’ottica della Low Dose Medicine, la Valeriana non forza il sonno ma favorisce un rilassamento fisiologico, risultando idonea in tutte le fasce d’età.

Nel counselling sul sonno, il farmacista svolge un ruolo strategico:

  • intercetta i segnali precoci di disagio
  • distingue le diverse tipologie di disturbo (addormentamento, sonno frammentato, risvegli precoci)
  • individua quando indirizzare al medico

ma soprattutto può proporre, accanto alle indicazioni di igiene del sonno, un approccio di bioregolazione mirata, modulato sui sintomi specifici e sul profilo del cliente.
L’insonnia, infatti, è spesso l’anticamera di disagi più profondi: stress cronico, ansia lieve disfunzionale, difficoltà di adattamento. Una consulenza competente e personalizzata rafforza la relazione di fiducia e valorizza il ruolo del farmacista come professionista della salute integrata.

Bibliografia:

  1. Ellis J, Ferini-Strambi L, García-Borreguero D, Heidbreder A, O’Regan D, Parrino L, Selsick H, Penzel T. Chronic Insomnia Disorder across Europe: Expert Opinion on Challenges and Opportunities to Improve Care. 2023; 11(5):716. https://doi.org/10.3390/healthcare11050716
  2. Nedergaard M, Goldman SA. Glymphatic failure as a final common pathway to dementia. 2020 Oct 2;370(6512):50-56
  3. Hardeland R. Divergent Importance of Chronobiological Considerations in High- and Low-dose Melatonin Therapies. 2021 Mar 9;9(1):18. doi: 10.3390/diseases9010018
  4. Palagini L, Manni R, Aguglia E, Amore M, Brugnoli R, Girardi P, Grassi L, Mencacci C, Plazzi G, Minervino A, Nobili L, Biggio G. Valutazione e trattamento dell’insonnia nella pratica clinica e ai tempi di CoViD-19 in Italia: raccomandazioni del panel di esperti e della task-force integrata di cinque società scientifiche. Riv Psichiatr 2020;55(6):337-341. doi 10.1708/3503.34891

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