“Mi sento le ossa rotte…sento che mi sta arrivando la febbre”: con l’arrivo della stagione fredda, sempre più persone si presentano in farmacia per la sindrome influenzale e quella parainfluenzale. Entrano lamentando febbre in arrivo, congestione che dura da giorni o la necessità di rimettersi in forma rapidamente per impegni di lavoro o per un viaggio. La richiesta è sempre la stessa: trovare una terapia efficace, rapida e sicura.
In questo contesto, l’omeopatia rappresenta uno strumento prezioso e personalizzabile, capace di affiancare eventuali terapie in corso e di rispondere ai bisogni di bambini, adulti e categorie fragili. La possibilità di utilizzare i medicinali omeopatici, in associazione ai farmaci convenzionali, senza temere interazioni, permette al farmacista di offrire un consiglio immediato e sicuro.
Proprio il ruolo del farmacista è fondamentale: spiegare la posologia, insegnare a riconoscere i primi sintomi, ricordare di assumere il medicinale omeopatico sotto la lingua, lontano da pasti, dai gusti forti come la menta, il tabacco e la liquirizia.
Iniziare presto a fare prevenzione
La prevenzione dei disturbi invernali può cominciare già da settembre e proseguire per tutto l’inverno, adattandosi all’andamento climatico e ai cambi di temperatura sempre meno prevedibili.
In questa fase, torna utile il medicinale omeopatico Anas barbariae 200K. La somministrazione è semplice: una dose intera alla settimana in prevenzione, adatta per tutta la famiglia dai neonati agli anziani. Può essere sciolta sotto la lingua o, nei più piccoli, disciolta in acqua o nel biberon, rendendo il trattamento facilmente gestibile in qualsiasi luogo.
Primi sintomi
Quando compaiono i segnali iniziali – mal di testa, sensazione di ossa rotte, stanchezza, brividi, raffreddore incipiente – si può intervenire con Anas barbariae ogni sei ore per uno o due giorni, valutando la risposta individuale del paziente e modulando la frequenza in base all’andamento dei sintomi. Successivamente si può proseguire mattina e sera fino alla risoluzione.
Nei bambini la risposta è immediata: riconoscere un calo di energia serale o un comportamento insolitamente “mogio” permette di intervenire tempestivamente ai primi sintomi, quando il virus non ha ancora preso il sopravvento.
Accanto ad Anas barbariae, che rimane il medicinale omeopatico cardine in ogni fase della gestione dell’influenza, trovano spazio anche Aconitum napellus e Gelsemium sempervirens.
Il primo è un medicinale omeopatico per i primissimi sintomi, particolarmente indicato quando l’esordio è brusco, spesso dopo un colpo di freddo, con una sensazione di brividi e malessere improvviso e la febbre sale rapidamente. Aconitum napellus deve essere consigliato nelle prime 12–24 ore (9CH, 5 granuli ogni 2-3 ore) poi diradando le somministrazioni in base al miglioramento clinico, sempre valutando la risposta individuale.
Gelsemium sempervirens è particolarmente indicato quando il paziente riferisce mal di testa, un forte senso di prostrazione, bisogno di riposo, tremore interno o febbre atipica: in diluizione 9CH, 5 granuli 3-4 volte al giorno, con la possibilità di somministrazioni più ravvicinate nelle prime fasi se il quadro è più intenso.
Fase acuta e ricadute: supportare l’organismo
Anche quando il paziente arriva già in terapia antibiotica, è possibile affiancare Anas barbariae 200K per favorire una guarigione più rapida e ridurre i postumi. Il consiglio con fitoterapici può essere complementare, nelle forme più intense, soprattutto negli adulti stressati o debilitati.
Le ricadute si evitano solo se l’organismo è adeguatamente sostenuto. Il medicinale, utilizzato in modo corretto e precoce, permette di controllare l’infiammazione virale e abbreviare la durata della malattia, riducendo sensibilmente i giorni a letto.
Febbre, tosse e mal di gola: altri medicinali utili
Il farmacista può utilizzare farmaci mirati per i sintomi più frequenti. Belladonna 9CH è indicata nella febbre alta improvvisa, con volto arrossato, sudorazione intensa e mal di testa battente. Si può somministrare anche insieme a paracetamolo o ibuprofene per potenziarne l’effetto, nella posologia di 5 granuli 3-4 volte al giorno.
Nelle rinofaringiti e bronchiti recidivanti con catarro da facile espettorazione, soprattutto quando il muco è abbondante e di colore giallo, è indicata Pulsatilla 9CH. Aiuta a favorire l’eliminazione del catarro e a liberare sia le vie aeree superiori sia quelle inferiori. Nella pratica quotidiana si consigliano 5 granuli ogni 4-6 ore nelle fasi acute, diradando le somministrazioni in base al miglioramento clinico.
Quando il raffreddore è caratterizzato da muco denso e vischioso, con dolore alla radice del naso e formazione di croste, il quadro è tipico di Kalium bichromicum. La secrezione è spesso giallastra, talvolta tendente al verde, e difficilmente si fluidifica spontaneamente. In questi casi si può utilizzare Kalium bichromicum 9CH, 5 granuli 3-4 volte al giorno, fino a miglioramento della sintomatologia.
Nel mal di gola, soprattutto se associato a placche, Mercurius solubilis 9CH rappresenta un valido supporto, insieme a Belladonna 9CH che è utile quando il dolore migliora con l’assunzione di bevande calde. Per entrambi i medicinali la posologia è di 5 granuli 3-4 volte al giorno.
Per il raffreddore con un’infiammazione acuta delle mucose nasali, starnuti ripetuti e naso che cola, con escoriazione di narici e labbro superiore, può essere utile Allium cepa 9CH. Gli occhi lacrimano ma senza irritazione e talvolta si associa una tosse spasmodica con dolore alla gola. In un primo momento si può consigliare 5 granuli anche ogni mezz’ora, poi via via diradare le somministrazioni fino a ogni 3-4 ore in base al miglioramento.


