Il quadro tracciato dall’AIFA nell’edizione 2025 del Rapporto OsMed sull’uso dei farmaci in Italia evidenzia una crescita della spesa farmaceutica totale, giunta a 39,3 miliardi di euro. La quota sostenuta dal Servizio Sanitario Nazionale assorbe 28,4 miliardi (+5,8%), pari a un quinto della spesa sanitaria pubblica totale.
Tuttavia, il dato di maggior rilievo per il canale territoriale riguarda l’incremento degli acquisti a carico del cittadino, che toccano i 10,7 miliardi (+7,5%). Quest’area risulta fortemente spinta dall’acquisto privato di farmaci di classe A (+16,2%), di fascia C con ricetta (+7,4%) e dai prodotti da banco (+6,5%).
Che cosa traina l’out of pocket
Ad incidere pesantemente sull’out-of-pocket è la forte domanda di trattamenti per il diabete e la gestione del peso: la tirzepatide si posiziona al primo posto assoluto tra i farmaci di classe A acquistati privatamente, generando da sola 225 milioni di euro (il 13% della spesa privata di categoria), affiancata dalle erogazioni in classe A a carico del SSN ai sensi della Nota 100. Unitamente alla semaglutide, i due principi attivi vedono un balzo dell’85,7% nei consumi e del 75,8% nella spesa in Fascia C, confermando come la richiesta di soluzioni per il controllo del peso stia ridefinendo i comportamenti d’acquisto in farmacia.
Disparità territoriali, peso della compartecipazione e nodo dei generici
La spesa per la compartecipazione sostenuta dai cittadini per i farmaci a brevetto scaduto ammonta a 1,04 miliardi di euro (17,71 euro pro capite). L’analisi territoriale rivela una profonda spaccatura tra le diverse aree del Paese: nelle Regioni del Sud e nelle Isole la cifra versata di tasca propria tocca i 22,35 euro pro capite, contro i 13,73 euro del Nord. Tale divario è la diretta conseguenza di una perdurante resistenza culturale verso i farmaci equivalenti, che in Italia rappresentano solo il 23,5% della spesa e il 32,1% dei consumi in assistenza convenzionata, a fronte di una posizione di leadership europea nei biosimilari (71,4% dei consumi).
A ciò si aggiunge il fenomeno della politerapia che caratterizza la popolazione anziana: il 97,2% degli over 65 ha ricevuto almeno una prescrizione e ben il 67,7% assume almeno 5 farmaci contemporaneamente, con livelli di consumo e spesa per dose che raggiungono i picchi più elevati in Basilicata, Campania e Puglia.
L’introduzione del sell-out e i trend prescrittivi in età pediatrica
Un’importante novità metodologica del Rapporto OsMed 2025 è l’integrazione, per l’analisi dell’acquisto privato di classe A, dei dati di sell-out provenienti dai dataset delle associazioni di categoria della farmacia (Federfarma, Assofarm, Farmacie Unite, Promofarma) rielaborati da Pharma Data Factory. L’utilizzo delle dispensazioni effettive consente di AIFA di superare le distorsioni tipiche dei dati di sell-in legate allo stoccaggio delle scorte.
Meno antibiotici ma più psicofarmaci tra minori
Sul fronte dei consumi per categoria, si registra un segnale positivo dalla riduzione dei consumi di antibiotici in assistenza convenzionata (-7,9%). In ambito pediatrico, pur a fronte di una drastica contrazione nell’uso degli antinfettivi (-21,9%), si osserva un incremento del +12,1% nella prevalenza d’uso di psicofarmaci tra i minori – spinta da trattamenti per l’ADHD, antipsicotici atipici e antidepressivi – oltre a un ricorso ai farmaci respiratori (17,8%) nettamente superiore alla prevalenza epidemiologica dell’asma (9%), elemento che suggerisce l’esigenza di rafforzare l’appropriatezza prescrittiva sul territorio.


