Dolore toracico: trattarlo con l’omeopatia

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Il dolore toracico può avere origini e caratteristiche variabili. Quali sono i trattamenti più spesso prescritti dall’omeopata in questi casi?

Il dolore toracico può essere causato da patologie interessanti il cuore, la pleura, i polmoni, l’esofago, la gabbia toracica e altro ancora. Potrebbe dipendere da malattie muscoloscheletriche, da ansia e da farmaci. Può avere caratteristiche variabili, da una lancinante sensazione di dolore acuto a un senso di pesantezza, di ripienezza o anche di indigestione. Talora è provocato da stress, ansia, sforzo, respirazione profonda o ingestione di particolari cibi.

L’anamnesi, ovvero la raccolta delle modalità di insorgenza del dolore, è fondamentale tanto nella medicina convenzionale quanto in quella omeopatica, ma con obiettivi diversi: nella prima sarà fondamentale per avviare lo studio diagnostico del disturbo, al fine di individuarne le cause (cardiologiche, pneumologiche, digestive o muscoloscheletriche) e trattarle in modo adeguato; nella seconda, una volta escluse cause organiche gravi, per scegliere il rimedio omeopatico maggiormente efficace nella cura del sintomo.

Il dolore toracico frequente

Sono diverse le cause che possono portare a dolore toracico frequente. Tra quelle meno gravi ve ne sono due, in particolare, che possono essere portate all’attenzione dell’omeopata: l’ansia acuta, che porta a dolore trafittivo alla mammella sinistra che dura pochi secondi e si associa a palpitazioni, cefalea, e tremori; la costocondrite, ovvero l’infiammazione delle cartilagini costali, specie a livello della seconda costa, rilevabile in quanto provocabile dalla palpazione dell’articolazione infiammata. Tra i rimedi omeopatici più spesso prescritti in caso di dolore toracico associato a stress o ad attacchi di panico annoveriamo Stramonium, rimedio che agisce soprattutto a livello neurologico: i sintomi compaiono in modo improvviso e violento, tanto da destabilizzare questi soggetti, che presentano caratteri ossessivi e maniacali. Il tema della paura, in questi pazienti, è dominante: del buio, della morte, di stare da soli. Nei bambini questo medicamento è utilizzato per il pavor nocturnus (terrore notturno) e per la balbuzie (in questo caso la violenza si esprime quando la parola, dopo lo sforzo per riuscire a parlare, esce in modo esplosivo).

Dolori costrittivi al petto e rimedi da veleni di serpente

Aconitum napellus è rimedio omeopatico per sintomatologie che ricordano l’angina pectoris: dolore toracico acuto con estensione e intorpidimento al braccio sinistro improvvisi, con sensazione di morte imminente. Una sintomatologia analoga potrebbe giustificare la prescrizione di un altro rimedio omeopatico, Arsenicum album, che con l’angina di petto condivide un altro fattore, ovvero la comparsa dopo un’esposizione all’aria fredda. I dolori costrittivi al petto con estensione al braccio sinistro e con la descrizione “come se fosse stretto da un pugno di ferro”, in omeopatia, richiamano Cactus grandiflorus, derivato dai gambi del cactus originario dell’America centrale,  impiegato anche per disturbi emorragici ricorrenti. In caso di dolori toracici ricorrenti sono poi largamente impiegati i rimedi omeopatici provenienti da veleni di serpenti: per tutti valgano gli esempi di Lachesis mutus, quando accompagnato da senso di soffocamento notturno e palpitazioni, che peggiora sdraiandosi sul lato sinistro, e Naja tripudians, nel quale il dolore pettorale è prevalentemente a destra e si irradia tipicamente verso il collo e la gola. I dolori toracici di carattere reumatico potranno avvalersi del rimedio Spigelia, indicato per sintomi a carattere nevralgico (si pensi, ad esempio, ai dolori riconducibili al “fuoco di S. Antonio”).

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