Domenico Dal Re: siamo il riferimento per la salute

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Domenico Dal RePer Domenico Dal Re, Presidente Federfarma Emilia Romagna, la farmacia deve diventare il punto di riferimento per qualsiasi necessità legata alla salute, dall’assistenza domiciliare alla fornitura di una visita specialistica

Qual è la situazione delle farmacie nella sua regione?
La parte commerciale è nettamente al di sopra della media nazionale, mentre la parte reddituale generata dalla componente Ssn è nettamente al di sotto, in quanto, in questo ambito si è fortemente diffusa la pratica della distribuzione diretta da parte delle Asl. Un fenomeno che la vecchia dirigenza di Federfarma Nazionale ha sottovaluto, e inoltre non ci ha consentito che ci attivassimo in tempo per contrastarlo, quindi la distribuzione diretta si è strutturata in tutte la Asl. In sostanza non solo non ci hanno difeso, ma ci hanno pure impedito di difenderci. La perdita viene compensata in parte dai proventi derivanti dai servizi: le farmacie forniscono capillarmente il centro unificato di prenotazione, servizi di analisi del sangue, distribuzione per conto, quindi le persone continuano ad entrare nelle farmacie.

Come sta agendo Federfarma?
Nonostante sia stato siglato un accordo con la Regione Emilia Romagna che prevede la graduale trasformazione della distribuzione diretta in distribuzione per conto, le Asl continuano a resistere e in alcune realtà le farmacie hanno avuto poco coraggio, di conseguenza la sua applicazione è faticosa e lenta, ma da parte nostra vi è l’impegno per farlo rispettare. Per quanto riguarda il resto, vogliamo dare piena attuazione alla legge 159/2009. Per far ciò siamo in contatto con diverse aziende, in modo che la farmacia diventi un punto di riferimento per qualsiasi necessità legata alla salute, dall’assistenza domiciliare alla fornitura di una visita specialistica. Tramite la piattaforma Promofarma, stiamo cercando di inserire delle agende di servizi in modo da rendere più facile la vita dei cittadini che potranno trovare nella farmacia un punto in cui siano erogati tutti i servizi. Inoltre, unitamente a Federfarma Nazionale, stiamo portando avanti una battaglia per mantenere i farmaci in farmacia, ma è difficile essere credibili quando alcuni farmacisti titolari, aprendo parafarmacie, spingono per avere la fascia C anche in queste attività, non capendo che conseguentemente entrerebbero anche nei corner della Gdo e il passaggio dalla ricetta bianca alla rossa sarebbe breve. La farmacia come la conosciamo oggi, pianificata sul territorio come concessionaria di un pubblico servizio potrebbe non esisterebbe più, così come la Gdo ha distrutto il piccolo commercio al dettaglio, così farebbe con le farmacie. Il possibile ingresso del capitale è sicuramente un elemento che deve essere gestito, da questa categoria, in modo da trovare una convergenza con questo mondo, in cui vi sono sia grandi rischi ma anche grandi opportunità. È necessario quindi gestire sapientemente questi due aspetti, tenendo conto che la farmacia è un servizio pubblico in concessione. Da una parte la professione del farmacista, quindi la tutela della salute del cittadino, mentre dall’altra il contributo di soggetti economici esterni che può rafforzare il sistema. Quindi, è necessario che nella filiera ci sia trasparenza e chiarezza d’intenti, da ambedue le parti, e che ognuno faccia il lavoro che gli compete e non che i farmacisti titolari abbiano anche la possibilità di fare i grossisti e di esportare.

Marco Colombini

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