Farmaci falsi: troppi, pericolosi e anche letali

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Secondo Iracm (Istituto di Ricerca AntiContraffazione dei Medicinali), il mercato dei farmaci falsi ha un valore superiore a quello del narcotraffico. L’investimento in questo settore comporta guadagni superiori anche di 20 volte rispetto al commercio illegale di eroina, ad esempio. Se poi si valuta anche il rischio penale legato al commercio vietato dei medicamenti, non vi sono dubbi che questo sia nettamente inferiore a quello della vendita illecita di sostanze stupefacenti.

“Il rapporto tra investimento, rendimento e rischio è fenomenale. Ecco perché questo traffico è in crescita”, ha dichiarato Bernard Leroy, direttore di Iracm, il quale ha anche aggiunto: “la produzione legale ammonta nel mondo a 1 trilione di dollari mentre le medicine false valgono tra i 70 e i 200 miliardi di dollari; ecco che si spiega come mai il principale cartello della droga messicano sarebbe interessato a convertirsi anche verso la produzione e il commercio di farmaci falsi”.

Grande pericolo per la salute

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha fornito dati impressionanti riguardanti la pericolosità dei medicinali fasulli: in Africa circa 100.000 persone all’anno muoiono a causa del’utilizzo di farmaci contraffatti. A livello mondiale, un medicamento su dieci è falso mentre nel continente africano sono addirittura sette su dieci.

Appare evidente come sia necessario opporsi a questo traffico illecito pericolosissimo per la salute umana. Non è facile e non vi è omogeneità a livello globale di mezzi e di politiche adeguate per combattere il fenomeno. Questo fatto rende più facile lo smercio dei prodotti illegali in determinate aree del pianeta rispetto ad altre. In Africa, ad esempio, solamente nel corso del 32esimo summit dell’Unione Africana, tenuto ad Addis Abeba il 10 febbraio scorso, i paesi membri hanno deciso di far fronte in modo adeguato a quest’attività criminale firmando un trattato che istituisce l’Agenzia africana dei medicinali.

In Europa le cose vanno in modo diverso. La distribuzione dei farmaci attraverso le farmacie protegge infatti in modo efficace i consumatori. I farmaci contraffatti sono venduti quindi utilizzando canali diversi quali porti, aeroporti, internet. Nell’ultimo anno, l’Interpol e l’Agenzia Mondiale delle Dogane hanno scoperto 116 siti dediti al commercio illegale di prodotti farmaceutici nell’ambito di una vasta operazione internazionale chiamata Pangea. Anche l’Europa si è mossa.

Indagine Mismed

Un’indagine operativa iniziata nel 2017 e denominata Mismed ha portato buoni risultati. Il direttore di Mismed, Jacques Diacono, ha infatti dichiarato: “le indagini hanno dimostrato che il problema dei farmaci contraffatti è sempre più importante in Europa. Alcuni prodotti hanno l’aspetto dell’imballaggio corretto ma non lo sono. Quasi la metà delle medicine sequestrate sul suolo europeo contraffatte hanno l’aspetto del prodotto legale. Attraverso questa operazione, i vari servizi europei hanno condotto 43 indagini giudiziarie e arrestato 24 gruppi criminali organizzati nei 16 paesi partecipanti”.

Per contrastare ancora più efficacemente il traffico illecito di medicamenti contraffatti, il 9 febbraio scorso è entrato in vigore in Europa Datamatrix, una sorta di documento di identificazione che deve essere presente su ogni confezione di farmaci. Si tratta di un pittogramma in bianco e nero costituito da una sequenza di venti caratteri alfanumerici che viene confrontato con una banca dati europea in modo da garantire l’autenticità del prodotto. Le confezioni dei medicinali saranno inoltre provviste di una sorta di anello in cartone a garanzia dell’integrità dell’imballaggio. Il sistema Datamatrix verrà impiegato anche in Italia, ma solo a partire dal 2025. Attualmente, infatti, è già in uso un sistema che consente la tracciatura del farmaco (bollino autoadesivo).

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