Da semplice punto di erogazione e dispensazione del farmaco a snodo polivalente per la tutela della salute. La transizione verso la cosiddetta “Farmacia dei servizi” vive una fase di forte accelerazione lungo tutto lo Stivale, confermando come le farmacie rappresentino per i cittadini la porta d’ingresso più immediata e capillare al Servizio Sanitario Nazionale.

L’evoluzione normativa e gli sviluppi applicativi dell’articolo 60 del decreto Semplificazioni stanno fornendo alle farmacie una “potenza di fuoco” senza precedenti, in grado di sollevare la pressione sulle strutture ospedaliere ed essere punto di riferimento essenziale, in particolare laddove la presenza di altri presidi sanitari o ambulatori medici è più diradata.

L’esperienza della Toscana: il modello di Federfarma Arezzo

Un chiaro esempio di questa evoluzione arriva dalla provincia di Arezzo dove, su un totale di circa 100 farmacie affiliate a Federfarma, ben il 55% è di natura rurale. In queste aree interne e isolate, la farmacia costituisce spesso l’unico presidio di prossimità a disposizione delle comunità.

Come evidenziato dal presidente di Federfarma Arezzo, Roberto Giotti, l’offerta dei servizi si è strutturata in modo capillare:

  • Telecardiologia: 55 farmacie erogano l’elettrocardiogramma (ECG), 53 l’Holter cardiaco e 49 l’Holter pressorio per il monitoraggio nelle 24 ore.
  • Diagnostica di primo livello: 50 presìdi eseguono test su campioni biologici (nasali, salivari e orofaringei), 45 effettuano test mediante prelievo capillare e 10 eseguono esami sulle urine.
  • Prevenzione e screening: 34 farmacie aderiscono alla campagna per il vaccino antinfluenzale, 30 somministrano i vaccini anti-Covid-19 e 53 prendono parte allo screening per il tumore del colon-retto.

A ciò si aggiungono la presa in carico del paziente cronico attraverso i servizi cognitivi (19 farmacie), i test respiratori come la spirometria e la gestione diretta delle prenotazioni di visite ed esami tramite CUP.

La Basilicata punta sulla prevenzione e sulla telemedicina

La risposta alle complessità orografiche e alla dispersione demografica trova un esempio virtuoso anche in Basilicata, territorio in cui la sinergia tra istituzioni e farmacie è già consolidata.

Durante l’incontro “Farmacia dei servizi, il futuro delle vaccinazioni è già qui”, l’Assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, ha sottolineato come la sanità del futuro debba nascere dall’alleanza tra istituzioni, medici e farmacisti, definendo questi ultimi «un punto di riferimento fondamentale, capillare e unito da una profonda relazione di fiducia con i cittadini».

La Regione Basilicata, che già nel 2022 ha avviato la somministrazione dei vaccini antinfluenzali in farmacia, punta ora a stabilizzare le prestazioni di telemedicina (ECG, Holter cardiaco e pressorio, spirometria) e ad aprire a nuovi ambiti:

  • Lotta all’antimicrobico-resistenza: introduzione di test diagnostici di prima istanza.
  • Screening di popolazione: avvio di campagne mirate, come quella per l’Epatite C (HCV).

Commentando le parole dell’Assessore, il presidente di Federfarma Basilicata, Antonio Guerricchio, ha dichiarato: «Sono parole che danno il giusto riconoscimento a tutti i colleghi che ogni giorno si adoperano non solo nella distribuzione del farmaco, ma anche in una serie di servizi che ormai fanno parte del DNA della farmacia». Guerricchio ha quindi auspicato la rapida firma degli Accordi integrativi regionali per rendere operativi i nuovi capitoli di servizio.

Una rete integrata per la sanità del futuro

Le realtà di Arezzo e della Basilicata dimostrano come il rafforzamento della Farmacia dei servizi risponda a una precisa esigenza di salute pubblica: costruire una rete di protezione vicina alle persone. Unendo prevenzione, diagnostica decentrata e presa in carico della cronicità, la farmacia si conferma l’alleato strategico indispensabile per una sanità moderna, sostenibile e realmente accessibile su tutto il territorio nazionale.

 

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