Il ruolo dei presidi territoriali si arricchisce continuamente di nuove funzioni a tutela della salute e della sicurezza dei cittadini, in particolare dei soggetti più fragili. L’esperienza condotta a Venezia e provincia dimostra come le farmacie siano ormai diventate un punto di riferimento integrato nella vita sociale e comunitaria del territorio.

A tracciare il bilancio delle attività più recenti è Andrea Bellon, presidente di Federfarma Venezia e dell’Unione regionale, che ha illustrato i progetti chiave promossi dalla rete capillare dei professionisti veneti.

Contrasto al drink spiking: prevenzione e tutela delle donne

Tra le iniziative di maggior impatto spicca il progetto dedicato al contrasto del drink spiking, ossia la somministrazione di sostanze stupefacenti o alcoliche a scopo di abuso o violenza nei confronti delle donne.

La rete delle farmacie del territorio ha distribuito 2.700 kit dedicati alle donne per permettere il rilevamento rapido di eventuali sostanze alteranti nelle bevande. «L’iniziativa ha avuto un grande successo – ha dichiarato Bellon – e ha dato visibilità al ruolo della farmacia al di là dell’attività di dispensazione dei medicinali, che resta quella che più ci contraddistingue». Un’azione concreta che dimostra la capacità della farmacia di intercettare i bisogni emergenti di sicurezza e prevenzione, offrendo risposte immediate.

Sociale e fragilità: l’impegno costante sul territorio

Oltre ai progetti speciali di prevenzione, le farmacie veneziane mantengono saldo il proprio impegno a fianco delle fasce più deboli della popolazione attraverso la collaborazione consolidata con il Banco Farmaceutico e con altre realtà che operano nel sociale.

L’esperienza di Venezia si configura così come un modello virtuoso di “farmacia dei servizi” a forte vocazione sociale: un presidio che consolida il rapporto di fiducia con il cittadino non solo come punto di erogazione di cure, ma come alleato fondamentale nella vita quotidiana della comunità.

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