Favero (Ordine della provincia di Udine): il progetto I-MUR aprirà nuove strade per il futuro dei farmacisti

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«Con una riforma sanitaria regionale appena attivata e una densità di farmacie destinata ad aumentare, lo sviluppo estemporaneo di servizi potrebbe non essere la soluzione più conveniente per differenziare la farmacia dalla concorrenza non professionale», spiega Michele Favero, presidente dell’Ordine della provincia di Udine. «Maggiore efficacia si otterrà con un percorso strutturato che apra prospettive a lungo termine. Per questo motivo, l’Ordine ha aderito in modo molto deciso al progetto I-MUR che può rappresentare un volano importante per il futuro della farmacia».

Michele Favero, presidente Ordine di Udine

Come si caratterizza il settore delle farmacie nella provincia di Udine?

Si tratta di un inquadramento abbastanza semplice da descrivere, ma piuttosto complesso da vivere e da gestire. La nostra è una provincia che in 150 Km si estende dalla montagna al mare con caratteristiche estremamente varie del territorio, dei paesi e, di conseguenza, delle farmacie. Contiamo solamente 530.000 abitanti ma sono presenti ben tre aziende sanitarie che coprono le aree nord, centro e sud agendo in autonomia e poco coordinandosi tra loro. L’assenza di un riferimento omogeneo causa una significativa disparità nelle condizioni in cui operano le diverse farmacie anche su questioni-base come la gestione dei turni, delle ferie ecc. La densità delle farmacie, in seguito al concorso regionale, ha già raggiunto un livello adeguato alle esigenze della popolazione (circa una farmacia ogni 2.900 abitanti), ma è destinata ad aumentare ulteriormente quando, nei prossimi mesi, saranno attive le nuove farmacie assegnate con il concorso pubblico straordinario (la densità prevista è di circa una farmacia ogni 2.600 abitanti). Una distribuzione, dunque, estremamente capillare che vede presidi anche in comuni con solo 800 abitanti, al limite della sussistenza stessa della farmacia. Piccole farmacie, in piccoli paesi e in situazioni molto disagiate, soprattutto in montagna che, nonostante la sua bellezza austera, non attrae ancora il turismo di altre zone come Veneto e Trentino.

Va, infine, considerato che la nostra regione sta affrontando una riforma sanitaria estremamente impegnativa che ha stravolto i rapporti territoriali in seguito all’ampliamento dell’area di pertinenza delle aziende sanitarie anche in zone a loro completamente estranee. Si tratta di una riforma che, pur dotata di buoni propositi, procede con difficoltà anche a causa di alcune scelte impopolari. In questo processo, comunque, la farmacia si è assunta le proprie responsabilità rendendosi disponibile a collaborare per definire in modo appropriato il proprio ruolo. Un impegno che la Regione stessa ha riconosciuto e dimostrato di apprezzare.

Che obiettivi vi siete posti come Ordine dei Farmacisti e che iniziative avete intrapreso in proposito?

Va premesso che, in questa fase storica, l’Ordine di Udine e Federfarma collaborano in maniera molto stretta, condividendo i medesimi obiettivi e lavorando in assoluta sintonia. Si tratta di un fattore importante e per nulla scontato.

Per esempio, già da 10 anni aderiamo all’iniziativa della Regione sullo screening oncologico del colon retto, ma Federfarma ha anche attivato un portale per seguire il percorso del Kit di screening in ogni fase fino al laboratorio. Questo ne consente una completa tracciabilità e permette di elaborare analisi e ragionamenti più raffinati sui livelli di adesione e di efficacia del sistema.

Tra le diverse iniziative che abbiamo attivato, il processo che considero più rilevante e promettente è senz’altro la partecipazione al progetto «Italian Medicines Use Review «(I-MUR) sul quale siamo molto attivi: diverse farmacie della provincia hanno aderito e io ho coordinato lo studio a livello regionale.

Quali sono gli aspetti più significativi di questo progetto a suo parere?

Ritengo che questo progetto sarà di estrema utilità per il futuro della farmacia e per il recupero del suo ruolo. Stiamo attivando un processo che, se avrà successo, aprirà nuove prospettive per i farmacisti e ne valorizzerà pienamente la professionalità. Si tratta di una svolta epocale perché istituzionalizza e sviluppa l’abitudine dei farmacisti di affiancare i propri pazienti/clienti e ne sancisce il passaggio dal ruolo di meri dispensatori del farmaco a professionisti di alto livello. Credo che i farmacisti possano iniziare a guardare al futuro con maggior ottimismo e rinnovata passione per la loro professione.

A che livello di attuazione ci troviamo?

Dopo che il primo studio ha verificato l’efficacia di questa metodologia, sta per essere avviata una nuova fase per valutare se, come in Inghilterra, questo processo può trovare applicazione sistematica. Per questa sperimentazione il governo italiano ha stanziato un milione di euro (la frazione spettante alla regione FVG è proporzionale alla sua popolazione, quindi intorno al 2%).

Speriamo, dunque, che anche in fase di definizione della convenzione possa verificarsi un corretto riscontro dal punto di vista economico anche perché questo passaggio richiederà nuovi percorsi formativi e riqualificazione professionale per i farmacisti. Sarà un percorso estremamente interessante e senz’altro più gratificante rispetto all’adozione estemporanea di servizi vari che richiedono un lungo e faticoso periodo di avvio nonché investimenti per l’adeguamento degli spazi e l’acquisto delle strumentazioni. Con il progetto I-MUR, infatti, viene definito un percorso strutturato che potrà fornire ai farmacisti partecipanti una prospettiva più chiara sul lungo termine.

Il lavoro che la Fofi sta svolgendo in questo senso è estremamente importante: il prof. Manfrin della Medway School of Pharmacy dell’Università del Kent, che ha progettato lo studio, ha svolto un lavoro egregio e ha rappresentato l’uomo giusto al momento giusto. Il presidente della Federazione, Andrea Mandelli, è stato decisamente lungimirante nell’intuire l’importanza di questo percorso per il futuro della nostra professione e a rivolgersi a lui per questo progetto.

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