Le vaccinazioni sono al centro delle politiche di prevenzione in Italia

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vaccinazione bimboNecessaria una forte comunicazione sull’importanza di vaccinarsi sia verso i genitori sia verso gli operatori del settore. Vaccini non solo per i bambini, ma anche per gli adulti e in particolar modo per gli anziani, per i quali dal 2001 al 2012 si è registrato un forte calo delle vaccinazioni

 

 

Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, alla guida del progetto mondiale di difesa dalle malattie infettive contagiose, ha discusso con gli esperti internazionali intervenuti il 3 novembre a Roma, nel corso della Conferenza “The State of Health of Vaccination in the EU” le linee del programma, ponendo le basi per le proposte al Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea di dicembre 2014. L’agenda propone un meccanismo condiviso di identificazione e contrasto del rischio epidemico determinato da patologie nuove e riemergenti che possono diffondersi con grande velocità per l’incremento globale dei viaggi e dei commerci. Il tema della vaccinazioni deve tornare al centro del dibattito europeo. “Proprio in occidente”, ha affermato Lorenzin, “dove le vaccinazioni hanno permesso l’eradicazione di alcune malattie, che nel passato hanno causato un elevatissimo numero di decessi, oggi si osserva  un aumento del numero di genitori che manifestano perplessità in merito alla sicurezza dei vaccini. Dubbi alimentati da una pseudo scienza o dall’inadeguatezza di alcuni operatori sanitari”. Un esempio è proprio il vaccino del morbillo, come ha commentato Lucia Pastore Celentano, dell’European Center for disease prevention and control. Lo scorso anno sono stati 1.517 i casi registrati in Italia, oltre un quarto dei 4.735 totali verificatisi in Europa e con un’età media di contagiati di 23 anni.
Se la copertura delle vaccinazioni nei bambini in Italia supera il 90%, dal 2001 al 2012 si è invece registrato un calo molto forte delle vaccinazioni anti-influenzali negli anziani. Nel Friuli Venezia Giulia, per fare un esempio, dal 71,1% di vaccinazioni si è passati al 55,5%.
Tra le priorità individuate per riportare l’immunizzazione al centro delle politiche di prevenzione:

– gratuità per la popolazione con priorità per le categorie vulnerabili;

– la richiesta di un dissenso informato per i genitori che rifiutano le vaccinazioni;

– la verifica dello stato immunitario dei bambini al momento della prima iscrizione alla scuola dell’infanzia o elementare (azione non ancora introdotta appieno);

– migliorare l’accessibilità alle vaccinazioni con giornate dedicate all’immunizzazione, campagne di vaccinazione nelle scuole e semplificazione dell’accesso dei programmi vaccinali.

– contrasto scientifico alle lobby delle antivaccinazioni con strategie di comunicazione innovative.

Beatrice Lorenzin ha, inoltre, ricordato l’importanza della vaccinazione contro il Papilloma virus (HPV) non solo per le ragazze, ma anche per i ragazzi.
Il direttore dell’AIFA Luca Pani ha inoltre introdotto i nuovi studi in corso su vaccini contro il cancro, l’Alzheimer e le droghe che potrebbero essere presentati sui banchi delle farmacie tra, rispettivamente, tre e dieci anni.
A seguire Paolo Bonanni, coordinatore del gruppo vaccini della SITI (Società Italiana di Igiene, Medicina Predittiva e Sanità Pubblica), ha presentato il “Calendario per la vita”, che racchiude tutta l’offerta vaccinale italiana per tutte le età.
In ultimo, ma centrale nel dibattito dell’intera giornata, l’importanza della prevenzione. I vaccini, secondo i dati presentati da Massimo Scaccabarozzi, presidente Farmindustria, hanno un rapporto costo/beneficio di 1/10: “Per ogni euro speso per le vaccinazioni ne vengono risparmiati 24”.

Caterina Lucchini

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