Innovazione ed etica valori cardine per migliorare la salute

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Si è tenuta presso l’Auditorium Parco della Musica a Roma lo scorso 30 settembre la quarta edizione del convegno Inventing for Life Health Summit, che quest’anno ha scelto come titolo “Leading Innovation, Fostering Ethics”. Numerosi gli spunti di riflessione offerti circa la sostenibilità del sistema salute e l’accesso alle cure

Il rilancio del sistema salute nel post-pandemia è stato il tema centrale della quarta edizione del Summit sulla salute “Inventing for Life”. Nel corso del convegno, dal titolo “Leading Innovation, Fostering Ethics”, la discussione si è focalizzata soprattutto sui temi di innovazione ed etica.

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Nicoletta Luppi, presidente e amministratore delegato di MSD Italia, ha enfatizzato come oggi sia necessario confrontarsi con nuovi bisogni di salute, complice l’invecchiamento della popolazione e l’insorgere di nuove malattie che sono andate a sostituire quelle ormai debellate. “Le sfide di oggi sono il cancro, il diabete, le demenze, l’Alzheimer, le malattie cardiovascolari, oltre a malattie trasmissibili come Aids ed epatite. Senza dimenticare l’antibioticoresistenza, che rischia di tradursi in una nuova pandemia. Stando alle stime più recenti infatti, entro il 2050 rappresenterà la principale causa di morte in Italia e in Europa».

Un futuro in equilibrio tra sostenibilità e innovazione

La pandemia ha rilanciato come non mai la ricerca, che si è dimostrata cruciale in questo difficilissimo frangente. La ricerca di farmaci innovativi e le nuove soluzioni tecnologiche rappresentano un mix ineludibile per una sanità migliore. Anche se queste soluzioni richiedono chiaramente stanziamenti economici considerevoli, che spesso si scontrano con questioni legate alla sostenibilità del sistema sanitario.

«Per trovare un equilibrio che possa contemplare entrambe le necessità, è importante puntare su collaborazioni pubblico-privato» ha ribadito Luppi. Del resto, senza innovazione non c’è salute, basti pensare che dal 1970 ad oggi ci sono 5 milioni di sopravvissuti in più grazie a screening, diagnostica e nuove terapie. Un numero in costante aumento, grazie all’avanzamento della medicina e della ricerca, o al fatto che l’introduzione dell’immuno-oncologia ha raddoppiato la sopravvivenza media dei pazienti con carcinoma polmonare metastatico.

Italia fiore all’occhiello nel campo biomedico

Il presidente dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) Giorgio Palù, ha ricordato che la pandemia ha dato grande impulso e centralità alle politiche del farmaco. A oggi il 35% dei farmaci sono biologici e i progressi della biomedicina rappresentano un fiore all’occhiello per il nostro Paese, con un fatturato tra i primi in Europa. Palù ha proseguito ribadendo l’impegno di Aifa nella ricerca indipendente individuando nelle malattie rare, in quelle di genere e nelle cronicità le nuove sfide con cui misurarsi.

Verso un Hub europeo dell’innovazione

In tema di innovazione, il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi, ha sottolineato l’impatto positivo della pandemia sulla ricerca, che ha consentito passi da gigante inimmaginabili, come la mappatura del genoma. L’Italia, ha evidenziato, «ha tutte le carte in regola per diventare un hub europeo dell’innovazione, anche se per far questo deve sciogliere alcuni nodi che assillano il settore e ne limitano il potenziale: dal costante sotto-finanziamento non compensato dal payback a un potenziamento del Fondo per i Farmaci innovativi, a sistemi di governance e regolatori che snelliscano i processi burocratici e favoriscano gli investimenti».

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