Da progetto sperimentale a “realtàstrutturale. Per la Farmacia dei Servizi si apre una nuova era, solida e consolidata, che conferma la direzione intrapresa dal presidio negli ultimi anni, certamente dall’epoca Covid e post-pandemia, basata su prossimità, vicinanza, condivisone ai bisogni del cittadino-paziente, con un’offerta di servizi e esami di primo livello sempre più ampia, funzionale, efficiente.

Il “progetto”, in un’idea di continuità assistenziale e di legame ospedale-territorio, sarà sostenuto da normative specifiche come la Legge Semplificazioni e la Riforma della legislazione farmaceutica all’esame del Senato, così come dalla fiducia “strutturata” verso la farmacia e i suoi professionisti dei cittadini, espressa in due alcune indagini condotte di recente fra la popolazione italiana.

Traguardi, obiettivi e nuove sfide, tra cui richiamare vocazioni alla professione, sensibilmente in calo, illustrati da Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI), in occasione del Consiglio Nazionale FOFI tenutosi in questi giorni a Roma.

Le normative

Dopo anni di attesa sono avviate allo “start”. Il 2026 è stato infatti segnato dall’approvazione di due provvedimenti a fine 2025: la Legge Semplificazioni (legge 2 dicembre 2025, n. 182) e la Manovra di Bilancio. Due documenti cruciali che determinano una (ri)evoluzione importante della Farmacia dei Servizi: da una fase sperimentale, di pilotaggio verso nuove potenziali attività, a un “dato di fatto” a livello territoriale, nazionale.

Nello specifico, la Legge Semplificazioni va a rafforzare il modello della Farmacia dei servizi qualificandosi sprone per una collaborazione ancora più integrata fra farmacia, farmacisti e medici di medicina generale per la gestione soprattutto delle cronicità. Di particolare rilievo è l’art. 60 che consente alle farmacie di poter erogare i servizi sanitari anche in locali separati da quelli destinati alla dispensazione dei medicinali, previa apposita insegna recante la denominazione “Farmacia dei servizi” e la croce verde identificativa.

Riguardo la Riforma della legislazione farmaceutica, i lavori sono in corso: al Senato si sta valutando il disegno di legge delega che affida al Governo la riforma complessiva della legislazione stessa. Punti chiave: la distribuzione dei medicinali più efficiente, l’interoperabilità reale tra Fascicolo sanitario elettronico e dossier farmaceutico, la riduzione degli oneri amministrativi e un ruolo più forte del farmacista nella rete territoriale.

In ambito giurisdizionale

La Farmacia dei servizi ha avuto un “posizionamento” del proprio ruolo e attività dalla sentenza n. 22621/2025 del 15 dicembre de Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, Sezione III quater, in cui è stato respinto il ricorso di alcuni laboratori e centri diagnostici privati, riconoscendo alla Farmacia dei servizi di essere “perno centrale ed elemento fondamentale e integrante della complessiva assistenza sanitaria erogata dal SSN in quanto vero e proprio presidio di prossimità”.

Dall’altro la sentenza n. 4247/2025 del 23 dicembre, del Tar della Lombardia, Sezione V, che si è opposta al ricorso di laboratori e centri diagnostici privati legittimando nell’ambito della Farmacia dei servizi le prestazioni in farmacia, come la telemedicina, l’ECG, l’Holter, quale supporto socio-sanitario e non equiparabili all’attività ambulatoriale. Il presidente Mandelli ha sottolineato che «la Farmacia dei servizi nasce per rafforzare l’integrazione, non per creare sovrapposizioni o invasioni di campo. Lo screening e le analisi di prima istanza che per legge possono essere eseguite dal farmacista sono un atto di prevenzione e orientamento, non una diagnosi».

La fidelizzazione degli italiani alla farmacia

Sempre più fiduciario: il rapporto e la relazione, in un contesto di counseling, sono un “plus” e un “must” per gli italiani, almeno per circa 9 italiani su 10 che si (af)fidano per problematiche di prima istanza, di routine, al proprio farmacista, quello sotto casa e l’abitualmente frequentato. Alcuni dati di due indagini già riportati su queste pagine come pro-memoria: Noto Sondaggi riferisce ad esempio che nell’ultimo anno il 14% degli italiani ha effettuato un ECG in farmacia e il 12% un holter mentre il Rapporto Federfarma-Censis su “La farmacia nella sanità di prossimità” attesta il presidio come punto di riferimento essenziale per la cittadinanza per la salute.

Nello specifico, il 93% degli intervistati apprezza la possibilità di ritirare in farmacia medicinali prima disponibili solo in ospedali o ASL, oltre il 90% ritiene che la farmacia renda la prevenzione più accessibile, il 97,2% considera la farmacia un servizio essenziale per la comunità. Se da un lato, dunque, la prossimità è leva decisiva di equità, dall’altro – sottolinea il presidente Mandelli – le disomogeneità territoriali ancora presenti non sono più accettabili: la prevenzione e il diritto alla cura non possono rispondere alla “legge” del Comune o della Regione di residente, devono essere una opportunità egualitaria a livello nazionale e la rete delle farmacie territoriali può contribuire efficacemente a ridurre divari e divergenze.


Le criticità su cui si sta lavorano

Sono sotto attenzione almeno tre questioni:

  • La carenza delle vocazioni. Con Decreto Ministeriale n. 418 del 30 maggio 2025, che riforma l’accesso alle Facoltà di Medicina, è stato introdotto un periodo di sei mesi in cui lo studente risulta iscritto sia al corso principale che a quello affine, tra cui rientra la classe di laurea LM-13 Farmacia e Farmacia Industriale. I primi dati, sebbene parziali, già evidenziano una sensibile diminuzione delle iscrizioni rispetto al numero programmato e una bassa percentuale di recuperi di iscrizioni dopo questo semestre filtro. Per monitorare l’andamento, ritenuto preoccupante, FOFI ha istituito un Osservatorio-Laboratorio permanente che ha l’obiettivo di promuovere attività di orientamento dei giovani verso i percorsi universitari e professionali di Farmacia e CTF. Una prima indagine nazionale su 958 studenti, attesta ad esempio che meno del 41% degli studenti dichiara che il percorso universitario ha migliorato la propria idea della professione, che più di un quinto è a rischio abbandono, con percentuali in crescita tra i fuori corso. Dati, fra i principali, che suggeriscono progettualità e interesse per la professione da parte degli studenti ma che hanno riscontro adeguato nelle aspettative attese.
  • Violenze sui farmacisti. Una rilevazione 2025 dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie (Onseps), realizzata con il supporto di FOFI, riporta che su oltre mille farmacisti partecipanti all’indagine, il 33% ha subito aggressioni nell’ultimo anno, anche più volte. Di queste, l’87% sono state a danno di farmacisti territoriali operanti in farmacia o in parafarmacia, nel 70% dei casi donne. Per circa l’83% sono state aggressioni verbali da parte di pazienti.
  • Carenza di medicinali e preparazioni galeniche. Il Medicine Shortages Report 2025, realizzato dal Gruppo Europeo dei Farmacisti (PGEU), rileva che le carenze di farmaci sono un problema trasversale a tutte aree terapeutiche che esitano per il 60% in trattamenti subottimali, aumento dei costi a carico dei pazienti, riduzione della fiducia nel sistema sanitario. Contesto, quello delle carenze, in cui la galenica può dare un supporto sostanziale: FOFI, in collaborazione con Sifap, Sifo e Anmvi, sta lavorando alla definizione di procedure per l’allestimento di preparazioni umane e veterinarie, tra cui alcune istruzioni sulle preparazioni magistrali ad uso veterinario contenenti GS-441524 per il trattamento della Fip (peritonite infettiva felina), a seguito della Circolare del 23 ottobre 2025.


In ambito di formazione e nuove competenze

Al centro l’attenzione anche all’Intelligenza Artificiale (IA), uno strumento a supporto del medico e del farmacista, non un loro sostituto. A riguardo è stato recentemente stilato un atto aggiuntivo all’accordo con il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio, che prevede l’esposizione, tramite la Piattaforma Digitale Nazionale Dati, di un servizio per interagire con la piattaforma di IA, interoperabile con Aifa e con l’Ecosistema Dati Sanitari.

Inoltre, è stato istituito anche Gruppo di lavoro che si occuperà di istruire e addestrare il software di IA e monitorarne gli sviluppi con l’intento di migliorare l’intera governance e utilizzo dell’IA. Sul fronte della formazione viene mantenuto anche per il triennio 2026-2028, l’obbligo di acquisizione di 150 crediti ECM, ma con alcune revisioni in ottica di semplificazione. Ad esempio lo slittamento al 31 dicembre 2028 del termine per l’assolvimento dell’obbligo del triennio 2023-2025, la conferma dei crediti compensativi, e la conferma dei crediti compensativi, e la possibilità di attribuzione dei crediti per i sanitari in quiescenza.

“Altre e eventuali”

Tra i temi trattati da Mandelli nel corso della sua relazione vi sono stati anche il rinnovo del contratto dei farmacisti collaboratori, ovvero il passaggio di inquadramento dall’attuale area speciale all’area sanitaria, e la sicurezza sul lavoro, compresa una specifica indennità di funzione sanitaria. Circa la revisione del Codice Deontologico e medicina di genere è stato costituito un Gruppo di Lavoro con le Federazioni delle Professioni Sanitarie sui temi etici, per attenzionare alcuni aspetti inerenti ad esempio l’IA, le terapie digitali, la collaborazione interprofessionale, la sicurezza degli operatori, il whistleblowing, cioè la segnalazione spontanea di illeciti, frodi o irregolarità commesse all’interno di un’organizzazione (pubblica o privata) da parte di un “whistleblower” (dipendente, fornitore, cliente), l’utilizzo dei social media, l’obiezione di coscienza e la povertà sanitaria.

L’intenzione è sottoporre all’approvazione del Consiglio Nazionale un testo rivisto e attualizzato nella riunione del prossimo novembre. Mentre in tema di medicina di genere è in corso una rilevazione nazionale per fare emergere i bisogni formativi dei farmacisti, attraverso un questionario anonimo. I risultati guideranno la realizzazione di un percorso di e-learning Ecm. In ultimo, parlando di solidarietà e di attenzione al sociale delle farmacie si è fatto riferimento agli oltre 670mila farmaci raccolti durante le Giornate di Raccolta del Farmaco 2026, pari a un ammontare di più di 6 milioni di euro, grazie all’adesione all’iniziativa di 21.300 farmacisti, 6.068 farmacie e migliaia di volontari. I farmaci raccolti sosterranno le persone in condizioni di povertà sanitaria, assistite da oltre duemila enti convenzionati con Banco Farmaceutico.

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