Il ruolo della farmacia dei servizi come pilastro della prevenzione e della sanità di iniziativa riceve un importante riconoscimento dal mondo della medicina specialistica. Le farmacie, grazie alla loro capillarità e alla fiducia di cui godono tra i cittadini, si confermano presidi di prossimità insostituibili per decongestionare le strutture ospedaliere e incrementare l’adesione alle campagne vaccinali.
La somministrazione dei vaccini in farmacia non è più solo una risposta emergenziale, ma un modello strutturato ed efficace su cui l’intero Servizio Sanitario Nazionale deve poggiare per raggiungere capillarmente la popolazione, in particolare i soggetti affetti da cronicità.
A ribadire con forza questo concetto è la Società italiana per la Prevenzione Cardiovascolare – SIPREC, che individua nella rete delle farmacie territoriali un valore strategico fondamentale per la tutela della salute pubblica e per l’implementazione delle strategie di immunizzazione.
Il valore strategico della prossimità
Le farmacie rappresentano la porta d’ingresso principale del cittadino all’interno del sistema salute. La facilità di accesso, l’assenza di barriere burocratiche e il rapporto diretto con il professionista della salute fanno di questi presidi i luoghi ideali per la prevenzione.
Sul tema si è espresso chiaramente Massimo Volpe, professore emerito della Sapienza di Roma, cardiologo dell’IRCCS San Raffaele di Roma e Presidente SIPREC, che ha sottolineato come le farmacie siano presidi di prossimità che offrono disponibilità e accessibilità, rivestendo «un valore strategico nella vaccinazione, per un sistema sanitario che deve raggiungere in modo più efficace i cittadini sul territorio».
Secondo l’analisi SIPREC, i canali di somministrazione tradizionali mostrano ormai dei limiti strutturali evidenti che rischiano di ripercuotersi negativamente sulle coperture vaccinali stagionali e di routine. L’integrazione del farmacista abilitato all’interno della rete vaccinale diventa quindi una necessità logistica e sanitaria.
Proteggere i pazienti fragili e i cardiopatici
L’efficacia del modello farmacia si riflette soprattutto nella capacità di intercettare e proteggere le fasce di popolazione più esposte ai rischi delle infezioni virali, come l’influenza o il Covid-19, che possono avere complicanze severe sui soggetti con patologie pregresse.
«Le vaccinazioni antivirali – ha spiegato il professor Volpe – sono uno strumento di protezione e prevenzione per ampie fasce di popolazione, in particolare anziani, cronici e pazienti fragili, fra cui i cardiopatici. È quindi utile estendere il programma di vaccinazione a realtà di prossimità come le farmacie, che offrono disponibilità e accessibilità».
La sinergia tra i diversi attori della sanità diventa l’unica strada percorribile per garantire la massima copertura. La farmacia non si sostituisce agli altri presidi, ma completa e rafforza l’offerta vaccinale complessiva, agendo laddove il cittadino si muove quotidianamente.
Un modello su cui investire per il futuro
I benefici della vaccinazione in farmacia superano la semplice comodità logistica per il cittadino; si traducono in un incremento diretto della consapevolezza della popolazione sull’importanza della prevenzione. Il farmacista, attraverso il consiglio quotidiano al banco, svolge un’azione di screening e di sensibilizzazione che spinge anche i più restii o i più pigri a immunizzarsi.
In conclusione, la farmacia dei servizi si attesta come un asset fondamentale per la sostenibilità e la capillarità del sistema sanitario. Il modello italiano della farmacia intesa come hub della salute, in grado di coniugare la dispensazione dei medicinali all’erogazione di prestazioni e attività di prevenzione, trova un importante riscontro nel mondo della medicina specialistica. La farmacia dei servizi, ha chiosato il professor Massimo Volpe, «rappresenta un modello su cui puntare, perché porta benefici concreti ai cittadini, aumentando prossimità, prevenzione e coperture vaccinali».


