La richiesta della distribuzione intermedia: «Intervenire sulle criticità correnti»

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In occasione dell’Assemblea di Adf, sono state analizzate le diverse criticità del settore ed è stato lanciato un allarme: la distribuzione intermedia, con l’attuale sistema di remunerazione, perde circa 26 centesimi su ogni confezione di farmaci a carico del Sistema sanitario nazionale

La distribuzione intermedia è un anello cruciale della filiera, rappresentando il trait d’union tra produzione e dispensazione, oltre che tra Asl e farmacie. L’attuale sistema di remunerazione per i farmaci a carico del sistema sanitario nazionale tuttavia si dimostra inefficiente per i distributori, che sperimentano una perdita media di 26 centesimi a confezione.

«Perdita che – è stato ricordato nel corso dell’Assemblea dell’Associazione dei distributori farmaceutici (Adf) da Giorgio Matteucci, professore dell’Università di Roma La Sapienza – affonda le sue radici nel drastico taglio al margine dei grossisti per i farmaci di classe A imposto ex legge nel 2010. Questa misura, che era stata pensata come temporanea, da oltre un decennio impatta sulle imprese, con effetti non transitori, bensì permanenti, di sostanziale erosione della produttività. Finora i bilanci sono stati aiutati grazie ai ricavi derivanti dal mercato commerciale, in particolar modo Otc e parafarmaco, che tuttavia sconta la concorrenza dei grandi gruppi del commercio online»

La centralità del settore e l’allarme di Adf

Nonostante il settore della distribuzione dei farmaci abbia continuato a erogare un servizio con i più alti standard di qualità ed efficienza, anche nei difficili mesi della pandemia, «in assenza di interventi urgenti di revisione della normativa nella prossima legge di bilancio, la sostenibilità dei servizi, e quindi la sanità futura, rischiano di non essere garantiti», scrive in una nota l’Associazione dei distributori farmaceutici, lanciando un allarme chiaro e netto.

«Cause regolatorie e di mercato presentano elementi di forte criticità per il mantenimento dei livelli di servizio finora garantiti e mettono a rischio la sostenibilità delle aziende distributrici, con il pericolo di disarticolare il servizio sanitario e generare ripercussioni negative anche su industria, farmacia e pazienti. È ormai improcrastinabile la necessità di intervenire per correggere gli squilibri di questa situazione con misure concrete e strutturali per il settore della distribuzione: sostenere l’anello centrale della catena di fornitura significa rafforzare il valore dell’intero comparto».

Per una sanità futura più sostenibile

Viene poi ribadita l’urgenza di un intervento strutturato su una visione congiunta e condivisa da parte di tutti gli attori della filiera, che possa concorrere alla costruzione di una sanità futura sostenibile e più legata al territorio, capace di garantire ai cittadini un servizio sanitario efficiente a tutela della salute.

«Occorre che tutti contribuiscano a consolidare oggi le fondamenta di un nuovo modello di assistenza e distribuzione farmaceutica, individuando soluzioni, strumenti e risorse necessarie in una visione d’insieme, perché tutti insieme cooperiamo al raggiungimento dell’obiettivo comune: l’efficacia del servizio sanitario a tutela della salute dei cittadini» si legge infine nella nota diramata da Adf.

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