Liberalizzazioni, per Adf a rischio il sistema di fornitura giornaliera

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Mauro Giombini“La tenuta del sistema distributivo, che garantisce un elevato livello di professionalità al servizio dei cittadini da parte delle oltre 18.500 farmacie presenti nel territorio, rifornite non meno di 2 volte al giorno dai distributori intermedi a pieno assortimento operanti in Italia, è fortemente minacciata dai provvedimenti in discussione e ci impone”, dichiara il presidente Adf, Mauro Giombini, “di rappresentare con determinazione e viva preoccupazione ai ministri Beatrice Lorenzin e Federica Guidi che nuovi e ulteriori interventi nella direzione proposta comporterebbero l’inevitabile e elevato incremento dei costi operativi, con la conseguente ricaduta sul piano finanziario e che pertanto non sarebbero sostenibili”.
L’allargamento nella dispensazione della fascia C anche a GDO e parafarmacie va vista infatti in correlazione alla imminente apertura di oltre 2.500 farmacie già prevista in ossequio alla legge Balduzzi.
“Per contenere il prevedibile e significativo aumento dell’ incidenza dei costi sul fatturato realizzato”, precisa l’Associazione Distributori Farmaceutici, “peraltro in costante riduzione nel corso degli ultimi anni – anche per effetto delle vendite dirette da parte delle industrie cresciute a dismisura fino a quasi il 30% sul totale – si imporrebbe nei fatti la necessità vitale di rivedere l’intero impianto dell’attività svolta dai grossisti, già effettuata in sensibile perdita per effetto della drastica riduzione nella remunerazione della fascia A fissata per legge nel 2010”.
“A tutta evidenza, infatti, il processo di allestimento delle forniture plurigiornaliere e quello delle relative consegne andrebbero sia a dilatarsi nei costi per effetto dell’aumento dei punti vendita da servire, sia a incidere su un volume drasticamente ridotto, rendendo pertanto economicamente insostenibile l’attività del grossista sia nell’attuale livello di servizio che in assoluto.
È da rimarcare infine anche l’impatto finanziario che genererebbe ulteriori, gravi tensioni, in un quadro che vede attualmente oltre 3.000 farmacie in forte difficoltà, delle quali oltre il 10% approdate a procedure concorsuali, che hanno comportato la crisi irreversibile di numerose società dell’anello distributivo intermedio nell’ultimo periodo”, conclude Adf.

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